La seconda vita di Tabacci e Mastella: ex Dc ora ago della bilancia del governo in crisi

Solo il primo ha preso sotto la sua ala moderata e interna al Misto cinque ex 5 Stelle in poche ore. L'altro è in tour fra tv e interviste per intercettare gli altri

Bruno Tabacci, Clemente Mastella
Bruno Tabacci, Clemente Mastella

La giornata parlamentare, surreale, comincia alle 9,30 a Palazzo Madama quando il vicepresidente di turno Ignazio La Russa apre la seduta per interrogazioni sul trattato commerciale con il Canada CETA, sugli Ostelli della Gioventù e su un bene architettonico di pregio a Giugliano, fra l’altro con le risposte – anche a nome del ministero per i Beni Culturali di Dario Franceschini – firmate dal sottosegretario pentastellato all’Agricoltura Giuseppe L’Abbate, paradosso nel paradosso perché in quel momento si tratta del ministero senza più il ministro Teresa Bellanova e senza l’interim di Conte dopo la salita al Quirinale.

Segnali dell'anomalia

Insomma, le opposizioni si lamentano e alle 10,16 la seduta del Senato viene sospesa, in attesa di un question time che sarebbe parimenti surreale, tanto è vero che alle 15 si presenta l’altro vicepresidente Roberto Calderoli per informare che la seduta è di nuovo sospesa fino alla fine di una conferenza dei presidenti dei gruppi di Palazzo Madama.

E, se il Senato piange, non è che alla Camera vada meglio.

A Montecitorio si inizia come se niente fosse e all’ordine del giorno c’è il “decreto Natale”, che peraltro ha già dispiegato tutti i suoi effetti, il presidente Roberto Fico dà anche il preavviso delle votazioni elettroniche, finchè per primo il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida chiede la sospensione dei lavori prima di continuare con qualsiasi altro tema, seguito da tutti gli altri capogruppo di opposizione e poi da quelli di maggioranza a cui dà la linea Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali che è quello che conosce meglio meccanismi parlamentari e regole democratiche e infatti si prende gli applausi di tutta l’opposizione.

Ma, oltre all’ottimo intervento di Fornaro, che segna lo spartiacque fra il prima e il dopo, è un altro l’intervento di maggioranza che lascia il segno, quello di Bruno Tabacci: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra e state attenti che la difesa del Parlamento non si fa a giorni alterni, ma vi deve essere una dirittura morale e istituzionale che ci accompagna tutti i giorni”. E Tabacci prende gli applausi non solo dei deputati della sua componente, come è naturale, ma anche quelli del Partito Democratico.

Il particolare decisivo

Proprio qui sta il punto: perché Tabacci è in qualche modo il capo dei “Costruttori”, quasi un alter ego di Clemente Mastella, che ha affidato la ricerca dei consensi al Senato a sua moglie Alessandrina Lonardo, eletta in Forza Italia, ma già da tempo nel gruppo Misto di Palazzo Madama e che vota a favore del governo Conte bis già dai tempi delle regionali, dopo l’alleanza fra l’ex leader dell’Udeur e Vincenzo De Luca. Per raccontare questa storia ci vorrebbe un Plutarco. Perché, davvero, quelle di Tabacci e Mastella sono vite parallele, cominciate in entrambi i casi nella sinistra della Democrazia Cristiana e alla grande scuola politica di Ciriaco De Mita.

La "balena bianca" che non muore mai

Presidente della Regione Lombardia il primo e enfant prodige della Dc il secondo, capace di organizzare una campagna elettorale in cui Renzo Lusetti venne eletto deputato con una messe di preferenze nel collegio Benevento-Avellino-Salerno, lui che è di Reggio Emilia, grazie a un semplice viaggio nel collegio in compagnia di Clemente. Entrambi, Bruno e Clemente, vittime di storie giudiziarie da cui sono usciti immacolati: Tabacci ai tempi di Mani Pulite e di Tangentopoli e Mastella quando fu Guardasigilli.

Tour delle vecchie glorie, sempre nuove

E l’ultimo passaggio è quello della caccia ai “Costruttori”, in cui Tabacci e Mastella impazzano, avendo preso il testimone da Denis Verdini che, nelle scorse legislature, fu il re della caccia ai “Responsabili”. Clemente impazza in tutte le televisioni. Bruno è passato oggi al Tg1 con tanto di intervista davanti a Montecitorio con berrettino di lana indossato sulla sua testa, molto lucida in ogni senso. Ed è stato un maestro di politica parlamentare come Paolo Cirino Pomicino a ricordare nel pomeriggio a “Tagadà” con Tiziana Panella su La7 il ruolo di Tabacci.

I cambi di casacca

Ma la vera prova del ruolo quasi “mastelliano” di Bruno Tabacci arriva direttamente dal presidente della Camera Roberto Fico alle 9,38 del mattino, quando il numero uno di Montecitorio scandisce: “Comunico che, con lettere pervenute in data 13 gennaio 2021, i deputati Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo, Mara Lapia, Antonio Lombardo, Marco Rizzone, già iscritti al gruppo parlamentare Misto, hanno dichiarato di aderire alla componente politica “Centro Democratico-Italiani in Europa” del gruppo parlamentare Misto. Il rappresentante di tale componente, con lettera pervenuta in pari data, ha comunicato di aver accolto le richieste”.

Insomma, diventano “tabacciani” cinque ex pentastellati tutti in una volta, che erano parcheggiati fra gli “apolidi” del Misto, quasi ad indicare la via preferenziale di tutti coloro che cercano “Costruttori”: i “parlamentari non iscritti ad alcuna componente politica del Gruppo Misto”. E vale la pena di capire bene cos’è questo minigruppo del Misto, seconda componente per numero di deputati all’interno del Misto e decimo partito per consistenza di Montecitorio.

Breve e importante storia di un gruppo dentro il Misto

In principio nacque dopo pochissimi giorni di legislatura come componente di area radicale, con Tabacci allora alleato con Emma Bonino e Benedetto Della Vedova in +Europa e altri due deputati: l’eletto all’estero in Europa Alessandro Fusacchia proprio per +Europa e Riccardo Magi dei Radicali Italiani. A fine novembre del 2019 la componente nata come “+Europa- Centro democratico” ha modificato la denominazione in "Centro Democratico - Radicali Italiani - + Europa" .

E, esattamente un anno dopo, a novembre 2020, la componente ha rimodificato il suo nome di battesimo in "Centro Democratico-Italiani In Europa", dopo che i seguaci di Emma Bonino hanno firmato l’alleanza con Carlo Calenda ed Azione portandosi via Riccardo Magi e ribattezzandosi “Azione-+Europa-Radicali Italiani” e ponendosi all’opposizione.

Caccia vittoriosa agli scontenti ex Cinque Stelle

Da quel giorno Tabacci e Fusacchia sono rimasti in maggioranza e hanno iniziato la caccia a ex pentastellati, cominciata il 26 novembre scorso, quando ha aderito alla componente la deputata Elisa Siragusa, terza presenza indispensabile per continuare a vivere senza essere sciolti dalla presidenza della Camera, anche lei eletta all’Estero come Fusacchia nella circoscrizione Europa, ma per il MoVimento Cinque Stelle, con una piattaforma diametralmente opposta a quella di +Europa.

Altri trenta giorni e, alla vigilia dello scorso Natale, il 22 dicembre, ha aderito alla componente l’altra ex pentastellata Gloria Vizzini. Fino ai cinque di oggi, tutti ex del MoVimento, fra cui stupisce il nome di Marco Rizzone, deputato eletto nell’uninominale nel collegio “Genova - Unità urbanistica San Fruttuoso” che nelle scorse settimane era stato quotidianamente il più duro critico del governo, della maggioranza e di Conte, in un tripudio di applausi della Lega e di Fratelli d’Italia ogni volta che parlava.

Sembrava un demolitore, era un Costruttore.