[Il caso] Seawatch, "situazione a bordo critica, poco spazio e molto freddo". Vietato l'accesso ai deputati italiani. E Salvini, sbirro e pm, ipotizza il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina

Fratoianni (Si): “Negate le nostre prerogative con pretesti fasulli”. Discesa a terra negata anche ai 17 minorenni. Mentre il ministro promette: "Qui non sbarca nessuno. Vadano a Berlino o a Amburgo". La solidarietà di Siracusa, gli appelli di Oim e Nazioni Unite. Sale lo scontro tra Salvini e la magistratura. "Legalità non è solo repressione".

[Il caso] Seawatch, 'situazione a bordo critica, poco spazio e molto freddo'. Vietato l'accesso ai deputati italiani. E Salvini, sbirro e pm, ipotizza il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina

Nessuno scende e nessuno sale sulla Sea Watch 3, la nave della ong tedesca da giorni in mare con 47 naufraghi ripescati al largo della Libia e da venerdì mattina a due miglia dal porto di Siracusa. La richiesta della procura dei minori di Siracusa di far scendere “almeno i 13 minorenni non accompagnati” sta rimbalzando contro il muro di veti alzati dai ministri Danilo Toninelli, responsabile delle Capitanerie di porto, e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in nome della difesa dei confini dello stato italiano e di non meglio precisate questioni di sicurezza nazionale. “Nave olandese di ong tedesca? Amsterdam e Berlino vi aspettano” è la sfida di Salvini. “In Italia si  entra rispettando le leggi e le regole. Per gli scafisti e i loro complici i porti italiani sono e restano chiusi”.  

Vietato salire a bordo 

Alle sette di sera Nicola Fratoianni, capogruppo di Sel alla Camera, insieme con i colleghi Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+ Europa) è appena sceso da un barchino di alcuni volontari che si è avvicinato alla Sea Watch senza poterci salire come richiesto fin dalla mattina. “Nonostante le nostre richieste e pressioni, la Capitaneria di porto ci ha impedito l’accesso alla nave adducendo motivi di natura sanitaria” spiega Fratoianni raggiunto per telefono. In questi casi la procedura prevede che per poter salire a bordo ad ispezionare una nave straniera e le condizioni di chi è a bordo, debba prima arrivare il via  libera dell’autorità sanitaria marittima. Che, nonostante le richieste dei parlamentari, fino a ieri sera non è arrivata. “In realtà non è necessario perchè la Sea Watch non è una nave mercantile, per cui quell’autorizzazione è obbligatoria, bensì una nave da diporto per di più con bandiera europea (Olanda, ndr) il cui ultimo porto di attracco è stato, come è noto, Malta, dunque un paese europeo”. Evidente quindi che le disposizioni tassative dell’Interno e delle Infrastrutture sono finalizzate ad impedire finché possibile qualsiasi contatto diretto tra migranti e chiunque possa diffondere i loro racconti. Una barriera per tenere sotto controllo una situazione che col passare delle ore non può che diventare più difficile. “Ci hanno impedito di salire sulla nave per verificare le condizioni dei passeggeri e dell'equipaggio. Di fatto è stato impedito a dei parlamentari italiani l'esercizio delle proprie prerogative sul territorio nazionale” ha denunciato Riccardo Magi di + Europa.

Il chicken’s game

Fin dove potrà arrivare questo braccio di ferro tra le ragioni politiche di un ministro e di un governo che insistono nel dire “porti chiusi, non sbarca nessuno, ci pensino gli altri ” e le ragioni dei diritti umanitari stabiliti da leggi e convenzioni internazionali? Un braccio di ferro, un chicken’s game per vedere chi molla per primo o per ultimo, sulla pelle di migranti trasformati in ostaggi. E’ chiaro che non sono i 47 migranti in sè “il problema” ma la “questione di principio” messa sul tavolo da Salvini: l’Italia non può più essere “l’unico porto sicuro e più vicino” -  che secondo le regole internazionali deve garantire lo sbarco   - disponibile nel Mediterraneo.   

Ecco che allora gli unici a salire sulla nave in tempi brevi potrebbero essere gli ispettori di polizia per, ha spiegato Salvini, “acquisire tutti gli elementi utili per indagare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina persone (l’equipaggio della nave, ndr) che aiutano nei fatti gli scafisti”. Il ministro dell’Interno che suggerisce azioni giudiziarie e ipotesi di reato.

“Costretti a stare sul ponte”

Fratoianni spiega che “la situazione a bordo è critica perchè, per motivi di spazio, alcune persone sono obbligate a restare all'esterno, sul ponte. Questi sono giornate di temperature basse, c’è un vento gelido ed è evidente che questa situazione non può andare avanti a lungo”. Oggi proveranno nuovamente a salire.

Intanto è scattata la mobilitazione per portare a terra i 47 migranti che poco o nulla sanno di quello che sta succedendo a terra. Il comune e l’arcidiocesi, il sindaco Francesco Italia (centrosinistra) e il vescovo, si sono offerti di ospitare i migranti. La città si sta ritrovando lungo la scogliera da cui si vede a occhio la Sea Watch con bandiere e palloncini colorati mentre in città sono spuntati alle finestra lenzuoli bianchi con scritto “Fateli sbarcare”. Che poi è l’hastag che sta volando su twitter #fatelisbarcare. 

Messaggi e appelli anche da Organizzazione internazionali migranti e Nazioni Unite.“Dall'inizio dell'anno sono morte quasi 200 persone nel Mediterraneo, di cui almeno 130 nelle acque che separano la Libia dall’Europa - scrivono in una nota - e la priorità assoluta resta quella di salvare vite umane e garantire un porto di sbarco sicuro e un'assistenza adeguata a persone che hanno già rischiato la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti”. 

Apertura alle ragioni di Salvini 

Dalle stesse organizzazioni arriva una specie di apertura alle ragioni di Salvini che non ha tutti i torti quando accusa l’Europa e i singoli stati europei di aver lasciato sola l’Italia. “Fino a quando la Libia non sarà considerata un porto sicuro - scrivono OIM e ONU - tutti gli Stati europei dimostrino finalmente senso di responsabilità e di solidarietà e superino l'attuale approccioe lo sostituiscano da un meccanismo di sbarco sicuro e ordinato nel Mediterraneo Centrale”. 

Alta tensione con la magistratura 

La nuova emergenza Sea Watch (l’ultima era stata due settimane fa risolta con lo sbarco finale a Malta) incrocia inevitabilmente il caso gemello della nave Diciotti quando in agosto il ministro Salvini negò per una settimana lo sbarco a una cinquantina di profughi. Per quel caso il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno con l’accusa di sequestro di persona e abuso d’ufficio. Un nuovo problema per la maggioranza: i numeri al Senato scarseggiano e i 5 Stelle non possono certo votare contro l’autorizzazione a procedere. Sarebbe una sconfessione clamorosa di tante loro battaglie.  La speranza è che Salvini rinunci all’immunità e decida di farsi processare. Al momento dice: "Decideranno il Senato e i cittadini se sono un buon ministro che tutela il Paese". Per il titolare del Viminale si è aperto anche l’occasione per ingaggiare la sfida con la magistratura che in questi i giorni, in occasione delle cerimonie degli anni giudiziari, manda messaggi inequivoci. Contro le politiche sull’immigrazione: “Nessuna regressione sui diritti umanitari”. E contro il decreto sicurezza: “La legalità non è solo repressione”.  Tutto sommato, dal punto di vista della propaganda giallo verde, tutti ottimi alibi per non parlare di ciò che più conta: il lavoro e l’economia. Quasi in recessione.