"Cara ministra e cari tuttologi, sappiate che se la scuola inizia il merito sarà solo e soltanto di insegnanti e sindacati"

Parla la responsabile della Cisl scuola Maddalena Gissi. Non ci stanno a diventare “capro espiatorio” di una lunga catena di errori e ritardi. E neppure” l’alibi perfetto di una Caporetto del governo”. “Noi sempre collaborativi, Azzolina non ha voluto ascoltare nessuno, è andata avanti di testa sua”. Tensioni pesanti anche con il commissario Arcuri “arrogante e divisivo”. L’opzione di fare il doppio turno, lezioni di mattina e pomeriggio, non è mai stata presa in esame

'Cara ministra e cari tuttologi, sappiate che se la scuola inizia il merito sarà solo e soltanto di insegnanti e sindacati'

La ministra Azzolina non molla un millimetro. Ripete come un mantra che “il primo settembre le scuole apriranno per i corsi di recupero e il 14 inizierà l’anno scolastico”. L’attacco ai sindacati della scuola, “sono loro che boicottano la ripartenza”, ha fatto proseliti di rango come il professor Galli della Loggia che ieri mattina sul Corriere ha parlato di “strapotere esercitato dai sindacati della scuola” che portano avanti da anni “una linea distruttiva di gretto corporativismo indifferente a tutte le tematiche educative”.  La linea della ministra avrebbe trovato anche importanti alleati di governo come il premier Conte se sono veri i retroscena, non smentiti, che dicono che già il 23 luglio il Presidente del Consiglio parlando in una riunione a palazzo Chigi avvertì i delegati presenti e parlò di “ricatto inaccettabile da parte del sindacato”. Se poi si considera che il portavoce di questo attacco è un giornale come Repubblica tradizionalmente vicino ai sindacati, soprattutto della scuola, è chiaro che sta succedendo qualcosa di inedito.

“A quando un contraddittorio serio?” chiede Maddalena Gissi, responsabile nazionale della Cisl scuola, che non ci sta davvero “a diventare il capro espiatorio di una lunga catena di errori commessi dalla ministra che ora cerca di rovesciare su altri”.  Quelle della ministra sono accuse “inaccettabili” con cui cerca di “coprire i propri ritardi ed errori”.  Alla fine, se studenti e insegnanti riusciranno ad andare a scuola, “il merito, cara ministra, sarà proprio dei sindacati”.

Prima di commentare le dichiarazioni delle ultime 48 ore, le chiedo perché gli insegnanti non hanno dato il via libera al doppio turno di insegnamento nelle classi? Dividere le classi in due, una parte degli alunni va a scuola la mattina e l’altra parte il pomeriggio. Non crede che tutti i problemi, dai banchi al distanziamento sarebbero stati risolti?

"Non mi risulta che questa opzione sia mai stata sul tavolo. Soprattutto perché mancano gli insegnanti. Al momento la scuola italiana, dalla materna alle superiori, conta un milione di docenti di cui 200 mila circa precari. E abbiamo qualche centinaio di cattedre vacanti. Se si investono almeno 3 mld si potrebbe pensare di prendere in esame l’ipotesi del doppio turno. Anche se, va detto, il doppio turno andrebbe ad impattare con l’organizzazione delle famiglie e del tempo libero…”

In una situazione di emergenza sanitaria, dovrebbe essere primario garantire le lezioni in presenza. L’organizzazione delle famiglie, comprese quelle degli insegnanti, potrebbe adeguarsi. Non crede?

"Questa è una decisione che dipende dal collegio docenti e poi dal Consiglio di ogni singolo istituto dove la decisione viene assunta per garantire la migliore offerta formativa. Ripeto: questa opzione non è mai stata sul tavolo ed è vincolata alla presenza di un numero maggiore di docenti in servizio dal primo giorno".

La ministra Azzolina parla di 80 mila nuovi insegnanti e di tre miliardi di investimenti sulla scuola.

"I numeri reali sono un po’ diversi. I primi finanziamenti arrivati con il decreto Rilancio sono 970 milioni e serviranno a pagare, forse 10 mila collaboratori scolastici (i vecchi bidelli, ndr) necessari per igienizzare i plessi scolastici che però sono 42 mila. Con altre risorse, in base ai nostri calcoli, potranno entrare in servizio altri 32 mila docenti della primaria”.

Ecco qua, vede: si comincia subito parlando di soldi e nuove assunzioni.

"Avete idea in quali  condizioni sia la scuola oggi? Comunque, se si vuol parlare di doppio turno di insegnamento è chiaro che occorre raddoppiare il corpo docente. Non si può certo immaginare che un professore faccia quattro ore la mattina e altre quattro il pomeriggio, raddoppiando l’orario di servizio. Dunque servono soldi".

La ministra e il suo staff danno cifre importanti: 80 mila nuove assunzioni, tre miliardi 400 milioni di investimenti. Dicono che “mai sono stati investiti così tanti soldi nella scuola”. A chi si deve dare retta?

"Se dobbiamo parlare di qui e adesso, cioè del 14 settembre, le cifre sono quelle che ho detto sopra. Quelle del ministero sono distribuiti tra più capitoli di spesa e in più anni. Nei 3 miliardi e 400 poi è compreso anche l’impegno per interventi di edilizia scolastica, per i dpi e l’acquisto di materiale igienizzare e sanificare".

Qual è la vostra proposta? Al di là del fatto che servono soldi.

"Il 4 maggio, la Cisl scuola ha presentato un modello di programmazione per prevedeva almeno tre miliardi solo per il personale. Poi c’era la simulazione su come organizzare l’accoglienza disabili, come gestire i più piccoli, la didattica mista, in presenza e a distanza magari a giorni alterni. Il progetto si chiama Ri-Cominciare. Ne abbiano ritrovato ampi stralci nei vari protocolli e nelle Linee guida che circolano da tempo per far tornare i ragazzi a scuola e in presenza e per gestire, in sicurezza, eventuali contagi o focolai".

Le parole della ministra Azzolina sono state tutte confermate. Neppure un tentativo di correggere, nessun fraintendimento. Che ne pensa?

"Credo che la ministra abbia pronunciato quelle parole per spostare l’attenzione dalla scuola che rischia di essere la Caporetto del governo ancora prima delle regionali. Si sta precostituendo un alibi e usa noi come capro espiatorio. Troppo facile. E’ una vigliaccata e non può funzionare così.  Anche perché ripeto, noi finora abbiano sempre collaborato col ministero”.

Come?

"Abbiano firmato tutti i protocolli di sicurezza. Cioè abbiano condiviso le linee guida indicate e le abbiamo fatte applicare. Ecco perché non capiamo questa polemica e l’attacco a freddo. Il primo protocollo è stato firmato per gli esami di maturità che, ricordo, sono stati celebrati in presenza. Il 6 agosto abbiamo firmato un altro protocollo per la riapertura delle scuole in settembre, per far svolgere le lezioni in presenza. Il terzo protocollo è di pochi giorni fa, sottoscritto dalle confederazioni e destinato ai servizi educativi e alle scuole per l’infanzia.  Caspita, non ci aspettavamo proprio un attacco così a freddo. Un fulmine a ciel sereno. La ministra deve aver avuto gli incubi quella notte e chissà cosa deve aver sognato…”.

Beh, ora, ci sarà stato qualche screzio no? Il ritorno a scuola è materia di scommesse, siluri e polemiche da mesi.

"Le contestazioni ci sono state con il commissario Arcuri a cui abbiamo contestato i ritardi nella consegna dei banchi. La situazione è peggiorata quando proprio Arcuri ha fatto intendere, con buone dosi di veleno, che tre regioni del sud Italia avevano coperto il 50 % delle richieste tra banchi, sedie e materiali didattico. E che le altre 17 regioni si erano accontentate del restante 50 per cento”.

E’ vero?

"Ma avete idea in quali condizioni si trovano le scuole del sud? Non tutte, certamente. Ma esistono edifici scolastici dove mancano gli arredi. Il dissesto storico di molti comuni ha prodotto trascuratezza e difficoltà nella gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria; i banchi biposto risalivano a 20 anni e forse più. Ecco perché questa concentrazione di richieste".

Quindi avete litigato con Arcuri?

"Il Commissario ha chiesto e ottenuto dal presidente dei presidi di verificare la fondatezza di quelle richieste. L’ho trovato un modo di fare irrispettoso, ingiustificato. Un atto per dividere e distinguere. Offensivo e insinuante. Nel centro-sud ci sono comuni in grande difficoltà e le scuole sono a secco da anni.  Questo lo sa Arcuri?”.

Piuttosto, come va a finire con le sedie con le ruote?

"Innovativa, si chiama seduta innovativa. E’ stata data molta pubblicità positiva a questa seduta con le rotelle; può essere anche un modo per cambiare la didattica, rivedere un modello organizzativo di insegnamento. A Napoli un liceo ha chiesto di fare lezioni di storia e filosofia in circletime con le sedie messe in circolo, per sviluppare  meglio la dialettica e il confronto. Insomma, di fronte ad una novità è chiaro che le scuole si sono precipitate a chiedere il banco innovativo. Alla fine saranno 400 mila con le ruote e due milioni monoposto. E abbiamo otto milioni e mezzo di alunni".

Anche Conte individua nei sindacati la causa dello stallo. Anche le sue parole, per quanto riportate, non sono state smentite.

"Sono molto stupita del retroscena letto su Repubblica. Resto in attesa di una conferma. Non ero presente a quella riunione del 23 luglio. Il nostro giudizio su Conte non è mai stato negativo: ci ha chiamato e ha aperto le porte di palazzo Chigi. Non solo alle confederazioni ma ai responsabili di categoria. Ora è chiaro che Conte deve difendere la sua ministra, lo ha sempre fatto perché sa che se fallisce sulla scuola il suo governo è a rischio. Forse più dell’esito delle regionali".

Il più duro di tutti con voi è stato Galli della Loggia.

"Molto deludente. Parla di una scuola che non conosce.  Prima di giudicare il lavoro della scuola e dell’attività sindacale, abbia l’umiltà di confrontarsi con chi lavora e sa le cose. Se non lo vuole fare con i sindacati perché appartiene ad una casta di vecchi intellettuali con super poteri, lo faccia con gli insegnanti. Posso indicare qualche nome, Eraldo Affinati, Mantegazza, tutte persone di grande spessore e umiltà. Quando Galli della Loggia farà domanda per fare il presidente di commissione alla Maturità, potrà  vedere da vicino com’è la scuola oggi e il suo capitale umano, allora potrò prenderlo in considerazione".

Lei crede sinceramente che la Dad abbia funzionato? Si racconta di molti vostri colleghi che si sono rifiutati di accendere un pc perché non è previsto e non sono capaci.

"Abbiamo fatto degli studi. Possiamo dire che ha funzionato al 60 per cento, dove c’erano condizioni pregresse di attenzione alla tecnologia e allo studio. Hanno sofferto soprattutto le elementari e le medie. Siamo sicuri che la Dad non può sostituire la scuola e l’insegnamento vero. E’ uno strumento in più che però va regolamentato".

Ad esempio?

"I ragazzi più grandi in nome della privacy potevano non accendere le telecamere. Quando qualche insegnante ha preteso l’accensione, ci sono state varie provocazioni, alunni che si sono fatti riprendere nei modi e nelle condizioni più disparate. Se i professori facevano delle note di biasimo, i ragazzi  rispondevano che tanto l’Azzolina li avrebbe promossi tutti. Per la Dad servono regole serie su tempi, utilizzo, sanzioni, etica. Altrimenti perderemmo troppi studenti".

Le ho chiesto di insegnanti che si sono rifiutati di accendere il pc

"Più che rifiutati, alcuni ma veramente pochi, non lo sapevano fare. Altri non riuscivano a spiegare latino e greco, Virgilio e Tacito attraverso una telecamera. Ci sono state autentiche crisi professionali, molti hanno pensato di essere inadeguati. Non è stato facile, neppure per loro".

Veniamo al famoso concorso. In fondo è da lì che i rapporti con la ministra sono molto tesi. Azzolin vuole il concorso, voi chiedete di far entrare i precari in base alle graduatorie. Perché avete così tanta paura  del merito? Tutti dentro in nome dell’anzianità di servizio non è un bel criterio e non si rende il servizio di cui la scuola ha bisogno.

"No guardi, anche qui quanti luoghi comuni. Noi siamo  favorevoli al concorso se programmato sistematicamente: ogni due anni, per assegnare il 50 % dei posti. Il punto è che nel frattempo la scuola perde docenti perché vanno in pensione. Nei prossimi cinque anni perderemo 150 mila insegnanti. Se non formiamo e non assumiamo insegnanti la scuola finisce. Quando invece deve essere l’inizio".

Bene, quindi il concorso è il modo migliore per selezionare nuovi insegnanti.

"In Italia? Stanno completando oggi, quattro anni dopo, le graduatorie del concorso del 2016".

Qual è la vostra proposta?

"Si chiama doppio-canale e lo teorizzò Sergio Mattarella quando fu ministro dell’Istruzione: il 50 per cento entra con concorso e il 50 per cento viene preso dalle liste dei precari che frequenteranno un corso di formazione. Ci sono 753 mila persone che hanno fatto domanda per inserirsi nelle graduatorie, di questi 75 mila  hanno più di tre anni di sevizio nella secondaria".

Il ministro invece solo concorso, entrano 32 mila persone in due anni...

"Sta sbagliando, lei sta facendo tutto di testa sua. Ma nel mondo della scuola fare di testa propria non paga. Chi prima di lei lo ha fatto non è andato molto lontano".

Perché quando si parla di scuola la sensazione dall’esterno  è che i sindacati puntino ad un compromesso sempre al ribasso, lavorare tutti lavorare meno e pagati così e così.

"Scusi ma il suo punto di partenza è del tutto sbagliato. A noi non piace questo stato delle cose. Tutt’altro. Noi puntiamo ad  avere un sistema di carriera non automatico ma molto selettivo, che tenga conto del curriculum ma anche delle performance nella didattica. Vogliamo e dobbiamo puntare agli standard europei dove con gli scatti - di merito e non di anzianità - un professore guadagna anche 2500 euro al mese. Per questo servono soldi. Queste sarebbe debito buono".

Tra gli insegnanti gira voce che “tanto dopo due settimane le scuole saranno chiuse”. Lo sanno già, sembrerebbe. E si organizzano per questo. Cosa ne dice?

"Noi faremo di tutto perché ragazzi e insegnanti possano tornare a scuola in presenza e in sicurezza, già dal primo settembre.  Abbiano invitato tutti i nostri iscritti a fare il test ma mancano i kit. Le linee guida dell’ISS non sono ancora chiare. Ma dobbiamo farcela.  Ogni comunità è sempre ripartita dalla scuola che è il primo vero luogo di aggregazione dell’individuo. Lo faremo anche questa volta. Nonostante la ministra. Per il resto… speriamo che ce la caviamo".