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C'è già una scuola del Sud e una del Nord: l'autonomia può allargare la frattura

I dati sulle condizioni del Meridione sono preoccupanti. E i ragazzi sono quelli che pagheranno il prezzo più alto

Maurizio Riccidi Maurizio Ricci   
C'è già una scuola del Sud e una del Nord: l'autonomia può allargare la frattura
Alunni in una scuola (Ansa)

Al vertice del nostro sistema scolastico, nell’ultimo anno delle superiori,  metà degli studenti non arriva neanche al livello base di competenza in italiano e in matematica. E’ un risultato drammatico. Ma il responso dei test Invalsi diventa catastrofico, se guardiamo le differenze fra Sud e Nord. In Campania, in Calabria, in Sicilia, infatti, a non raggiungere quel livello base è il 60 per cento degli studenti per quanto riguarda l’italiano. E, nelle stesse tre regioni, più la Sardegna, a non avere una conoscenza, sia pur rudimentale, ma operativa, della matematica è il 70 per cento dei ragazzi e delle ragazze che si accingono a concludere gli studi. 

Autonomia regionale pericolosa 

In questo sistema monco, squilibrato e disastrato, l’autonomia regionale, su cui sta lavorando il governo, rischia di trasformarsi in uno strumento di ulteriore profonda divisione. Perché in Italia, spiega la Svimez, l’istituto che storicamente studia il Mezzogiorno, esistono già due scuole: c’è una scuola del Centro Nord, e una scuola del Sud. E la differenza è fatta proprio delle cose di cui si appropria l’autonomia disegnata dalla riforma Calderoli: risorse, investimenti, fondi, strutture, impegni. Questa differenza segna tutto l’impianto della scuola, dall’asilo nido in su. E il ritardo degli studenti del Sud, rispetto ai coetanei da Roma in su finisce così per avere spiegazioni molto semplici: di fatto, ad esempio, i bambini delle elementari, nel Mezzogiorno, fanno anche 4 ore di scuola in meno a settimana, rispetto a quelli delle regioni centrali o settentrionali. Sono 200 0re di insegnamento in meno per anno scolastico. 

I problemi del Sud 

Nella scuola del Sud, insomma, si sta meno in classe. Solo il 18 per cento degli allievi delle elementari fa il tempo pieno, mentre al Centro Nord sono quasi la metà. E, in generale, a scuola si sta peggio. Solo il 46 per cento dei bambini delle elementari, nella scuola del Centro Nord, non fruisce di un servizio mensa. In quella del Sud, invece, la mensa scolastica è una vera rarità: l’80 per cento non l’ha mai vista. La Svimez ha fatto i conti: in Campania, 201 mila bambini su 232 mila che frequentano le elementari sono senza mensa. In Sicilia, 184 mila su 209 mila. In Sardegna, 37 mila su 58 mila. 

Palestre risorse sconosciute 

Nella scuola del Sud, anche la palestra è una risorsa sconosciuta. Il 66 per cento delle scuole elementari non ce l’ha, mentre al Centro Nord la percentuale si riduce al 54 per cento. Forse anche per questo, nel Mezzogiorno il 22 per cento dei ragazzi non fa sport, mentre nel Centro Nord sono solo il 15 per cento. Non è un’omissione senza conseguenze: un ragazzino su tre, nel Mezzogiorno è sovrappeso, mentre sopra il Garigliano solo uno su cinque. E, alla fine, l’aspettativa di vita, al Sud, è di tre anni di meno. 

Spese a confronto fra Sud e Nord 

La scuola non è fatta solo di orari, mense, palestre. Ma queste sono le cose su cui  le differenze di risorse sono più immediate, più visibili, più indiscutibili. La spesa per studente, nel Sud è mediamente di 6.025 euro l’anno. Allo studente del Centro Nord, già oggi sono riservati quasi 400 euro in più: 6.395 euro. Adesso, fino a che punto l’autonomia regionale in materia di istruzione può aggravare la deriva della scuola del Sud rispetto a quella del Nord? Fra il 2008 e il 2020, la spesa pubblica per la scuola è diminuita dell’11 per cento nel Centro Nord. Ma nel Mezzogiorno, già arretrato, di quasi il 20 per cento. Tutto il paese ha sofferto della carenza di investimento pubblico nel sistema scolastico. Al Centro Nord è costato una riduzione del 23 per cento degli investimenti nella scuola. Nel Mezzogiorno, il calo degli investimenti è stato  più brutale: 33 per cento.

Maurizio Riccidi Maurizio Ricci   
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