Il ministero dell'Interno taglia le scorte, ma aumenta il numero di giornalisti sotto protezione

Non è un Paese per cronisti che passano in un anno da 18 a 22 messi sotto scorta. Stabili i magistrati, diminuiscono i politici. Tutti i tagli del Viminale

Giornalisti sotto scorta
Giornalisti sotto scorta

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in pompa magna, ha annunciato che il sistema delle scorte verrà fortemente ridimensionato, lanciando un messaggio velato al "nemico" più "detestato", lo scrittore Roberto Saviano. Con il quale il leghista ha ingaggiato una lotta senza quartiere via social, a colpi di tweet e video-messaggi, arrivando a definire la scorta "un privilegio" piuttosto che quello che è: una limitazione fisica per salvarsi la vita. Quindi se è vero che il Viminale taglia le scorte, al di là della propaganda governativa, a politici ed esponenti del governo, le lascia ai giornalisti che sempre di più in Italia assomigliano a una categoria professionale a rischio. Tant'è che il numero dei professionisti dell'informazione sotto protezione oggi è aumentata sensibilmente. 

I giornalisti sotto scorta diventano 22

Che questo non fosse un Paese per cronisti lo si era intuito e tante sono le avvisaglie, tutte ben documentate nei vari rapporti sulla libertà di stampa in Italia, uno dei Paesi europei con il più alto numero di reporter minacciati. I giornalisti, soprattutto quelli che non vivono dietro il monitor ma sul campo, si trovano a confrontarsi con realtà sociali spesso difficili dove raccontare la verità diventa attività ad alto rischio. I numeri sono drammatici: i cronisti sotto scorta un anno fa erano 18, oggi diventano 22 a significare che scrivere di questioni delicate, che magari toccano la criminalità organizzata o i gruppi neofascisti o i cosiddetti "poteri forti", richiede non solo schiena dritta ma anche spalle larghe. Tra questi c'è l'autore di Gomorra, ma c'è anche Sandro Ruotolo, Floriana Bulfon e Federica Angeli, quest'ultima minacciata dal clan Spada di Ostia e sotto scorta dal 2013.

Meno politici sotto scorta

In generale possimo dire che il numero di personalità sotto scorta, tra cui politici ed esponenti di amministrazioni locali, è sensibilmente diminuito passando da 82 a 58, in un arco temporale che va dal 1 giugno 2018 al 1 giugno 2019. Anche gli esponenti del governo centrale sotto scorta, come rileva il report dell'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale (Ucis), sono diminuiti sensibilmente passando dai 26 del 2018 a 21 di oggi.  

Il dato totale delle scorte in un anno è sensibilmente diminuito passando da 618 a 569. E' stabile invece il numero dei magistrati protetti, sono attualmente 274, così come i religiosi che restano 11. In calo gli imprenditori e i dirigenti d'impresa: oggi sono 32 mentre solo un anno fa erano 45.

Scende di conseguenza il numero delle forze di polizia impegnate in operazioni di protezione particolare della persona. Gli agenti passano da 2.218 a 2.015 e le vigilanze fisse ad abitazioni e luoghi di lavoro da 228 a 211. 

Aumentano i testimoni di giustizia sotto scorta

Aumentano invece i testimoni di giustizia messi sotto scorta. Tra questi e i cosiddetti "testimoni collaboranti" c'è un aumento di 5 unità: ora sono 15, mentre dimninuiscono i familiari dei testimoni di giustizia messi sotto tutela, che passano da 7 a 1. Anche i sindacalisti protetti passano da 6 a due, come diventano 5 (mentre erano 8 un anno fa) i consumenti governativi protetti. 

Infine si può fare una classifica territoriale per Regioni: la prima per numero di scorte è il Lazio (che passa da 209 a 173), seguita dalla Sicilia (da 142 a 124), la Campania (70-68) e la Calabria (69-67). Quinta la Lombardia, ultima la Regione Marche con una sola scorta assegnata.