"Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi". Le minacce di Castellino. Usati bastoni e spranghe di ferro

Intanto la ministra Lamorgese risponde al Question time: "C'era il rischio di reazioni violente". Scontro con la Meloni

'Portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi'. Le minacce di Castellino. Usati bastoni e spranghe di ferro
TiscaliNews

"Portatece da Landini o lo andiamo a prendere noi". Queste le parole di Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, rivolgendosi ad alcuni agenti dopo che una parte dei manifestanti No Green Pass, sabato scorso a Roma, era riuscita a sfondare il cordone raggiungendo la sede della Cgil di Corso Italia. Un particolare contenuto nella richiesta di convalida degli arresti che la Procura di Roma ha avanzato al gip. "Nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla polizia con le tre persone che si erano poste alla testa del corteo, Luigi Aronica, Roberto Fiore e Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento", si legge nel provvedimento.

Nella richiesta viene ricostruito, inoltre, che “giunti presso la sede della Cgil, Castellino si rivolgeva ad un funzionario di polizia posto a protezione della sede, dicendogli: ’lasciatece passà, dovemo entrà’. Nonostante i tentativi degli agenti di fare desistere il gruppo, Castellino si rivolgeva alla folla incitandola con gesti inequivocabili a dirigersi verso la sede sindacale. Al fine di raggiungere lo scopo i manifestanti ponevano in essere atti di violenza e aggressione nei confronti degli agenti di polizia”.

Lamorgese: "Castellino non arrestato in piazza per evitare rischi".

Castellino non è stato fermato a piazza del Popolo perché c'era il "rischio di provocare reazioni violente" durante la manifestazione dei No Green Pass a Roma. Sono le parole del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che alla Camera risponde a una interrogazione sulla gestione dell'ordine pubblico nella manifestazione che si è svolta a Roma il 9 ottobre scorso. Sabato, dopo la manifestazione a piazza del Popolo, Castellino è stato protagonista anche dell'assalto alla sede della Cgil, quasi annunciato dal palco della manifestazione con un'arringa ai partecipanti.

Il mancato arresto

"Gli elementi acquisiti consentono di focalizzare la figura di Giuliano Castellino il quale, anche in tale circostanza, si è evidenziato per un deciso protagonismo rilevatosi soprattutto nel corso del suo intervento in piazza del Popolo allorché ha preso la parola facendo riferimento alla volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil'', le parole di Lamorgese.

"La scelta di procedere coattivamente nell'immediatezza" nei confronti di Castellino "non è stata ritenuta percorribile dalle autorità di pubblica sicurezza e dai responsabili dei servizi di sicurezza che erano nella piazza, nella considerazione che un intervento coercitivo eseguito in un contesto di particolare eccitazione e affollamento presentava l'evidente rischio di provocare reazioni violente da parte dell'interessato e dei suoi numerosi sodali, con la conseguente degenerazione della situazione dell'ordine pubblico", dice il ministro.

''Le condotte di Castellino, che si sono evidenziate in seguito anche in occasione dell'assalto alla sede della Cgil ne ha portato poi l'arresto in flagranza differita insieme ad altri esponenti di Forza Nuova e facinorosi e la sua posizione è attualmente al vaglio della magistratura inquirente per le gravissime contestazioni che gli sono state mosse'', afferma.

Lo scontro con la Meloni

"Ministro Lamorgese, lei viene qui e ci dice che sapeva e non ha fatto nulla. Se fino a ieri potevamo pensare che il problema fosse una sua sostanziale incapacità, oggi la tesi che ci viene a raccontare in questa aula è un'altra ed è molto più grave: quello che è accaduto sabato a Roma, è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni più bui della storia italiana, è stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione". Così la leader di Fdi dopo la risposta della ministra Luciana Lamorgese. "La sua risposta - continua la leader di Fdi - non è solo insufficiente ma è offensiva delle forze dell'ordine perché le scene di 7 agenti lasciati a prendere bastonate davanti alla Cgil sono indegne, è offensiva delle persone che vogliono manifestare, è offensiva del Parlamento che non è fatto da imbecilli.

"Lei sapeva che c'erano persone interdette alla partecipazione perché pericolose per l'ordine pubblico? Era stata avvertita dell'annuncio, prima sui social e poi in piazza dal palco, sulla loro intenzione di assaltare la sede della Cgil? Lei conosceva la natura dell'organizzazione Forza Nuova che si dichiara neofascista e a cui queste persone appartengono? In piazza c'erano anche agenti infiltrati? Se lei aveva queste informazioni perché non ha protetto tanto la Cgil quanto le persone che legittimamente manifestavano contro un provvedimento del suo governo. Una volta tanto, ministro Lamorgese, la verità".

Quanto a Forza Nuova

"Noi siamo distanti anni luce da qualsiasi movimento sovversivo, particolarmente da Forza Nuova, non solo per fatto ideologico ma anche perché le azioni di queste organizzazioni sono sempre sinistramente proficue per la sinistra. Sinistra che facendo accostamenti inesistenti, dice che anche il partito della destra italiana è un partito fuori dalla democrazie e quindi eversivo e quindi va sciolto".