[Il caso] Scontro sulla “Mare Jonio” tra il centrosinistra e governo. La nave viene sequestrata e diventa un assist per Salvini

Tutti in salvo e sbarcati a Lampedusa i 49 migranti. La procura di Agrigento indaga per immigrazione clandestina: violate varie leggi e regole. Grazie alla Direttiva approvata al Viminale l’altra sera, la Guardia di Finanza ha potuto sequestrare la nave. Il centrosinistra compatto aveva provato a “usare” il caso contro Salvini e Toninelli alle prese con i voti sul caso Diciotti e la mozione di sfiducia. Ma alla fine il ministro dell’Interno può sfoggiare una medaglia. Benché di plastica

[Il caso] Scontro sulla “Mare Jonio” tra il centrosinistra e governo. La nave viene sequestrata e diventa un assist per Salvini

Con un tempismo micidiale, e sulla pelle delle persone, il mare e la “Mare Jonio” della ong italiana Mediterranea Saving humans mette sul tavolo una duplice e opposta occasione politica. Il centrosinistra unito, primo esperimento di quel coordinamento auspicato dal nuovo segretario del Pd Nicola Zingaretti, ha cercato di armare una doppia azione di disturbo: per il voto del Senato che domani (voto previsto alle 19) deciderà il destino del vicepremier Matteo Salvini (la procedibilità per il reato di sequestro di persona nel caso della nave Diciotti, agosto 2018); e per l’altro voto che giovedì valuterà sempre al Senato, la mozione di sfiducia Pd e Forza Italia contro il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. La seconda occasione è quella di Salvini e del centrodestra che ha potuto ribaltare la circostanza a proprio favore, blindare ancora di più il ministro dell’Interno “nel ruolo di chi opera in nome della legalità e in difesa dell’Italia” e costringere nell’angolo un Movimento 5 Stelle sempre più straziato tra l’anima sinistra e quella destra. Tra l’anima governativa e quella movimentista. Tra chi ha scelto il patto di potere e chi invece ancora guarda alle “stelle” come obiettivi dell’azione politica. In serata, quando arriva la notizia che la procura di Agrigento ha sequestrato la nave per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tratta di esseri umani e violazioni varie del codice della navigazione, la sensazione è che Salvini, che doveva finire schiacciato, esca vincitore da questo ennesimo braccio di ferro. L’unica cosa buona di questa ennesima giornata assurda è che i 49 migranti sono sbarcati sani e salvi in serata nel porto di Lampedusa dove hanno ricevuto le prime cure.

I fatti

Mesi fa Nicola Fratoianni, Nicki Vendola, Erasmo Palazzotto, la terna di punta di Sinistra italiana entrata in Parlamento con Leu e gli scissionisti del Pd, hanno autofinanziato con il fund rising (hanno raccolto un milione) la fondazione di una ong (Mediterranea Saving Humans) e l’acquisto di una nave, la “Mare Jonio”, per pattugliare il canale di Sicilia e il Mediterraneo e salvare i migranti in viaggio verso l’Italia. In questi primi mesi di attività la nave, la prima e unica con bandiera italiana, è potuta scendere in mare poche settimane e non aveva mai effettuato salvataggi. Fino a ieri sera. Secondo il resoconto del comandante, “lunedì pomeriggio i naufraghi sono stati messi in salvo a 43 miglia dalla costa libica, quindi in acque internazionali”. A un certo punto si sarebbe avvicinata anche una motovedetta libica “ma solo per capire se avevamo bisogno di aiuto”. La “Mare Jonio” ha declinato ogni offerta e ha fatto rotta verso l’Italia “in quanto nave italiana”. Alla richiesta del Pos (place of security) il ministero dell’Interno si è rifiutato di dare indicazioni in attesa di capire la dinamica dei fatti. La nave si è messa all’àncora a un miglio e mezzo da Lampedusa.

La direttiva su misura

Sempre ieri, il Viminale, in poche ore, ha sfornato (alle 22)una Direttiva per il controllo delle frontiere marittime e ribadire le procedure dopo eventuali salvataggi in mare. “La priorità – spiegavano lunedì sera i tecnici del ministro – resta la tutela delle vite, ma subito dopo è necessario agire sotto il coordinamento dell’autorità nazionale territorialmente competente, secondo le regole internazionali della ricerca e del soccorso in mare”. Qualsiasi comportamento difforme “può essere letto come un’azione premeditata per trasportare in Italia immigrati clandestini e favorire il traffico di esseri umani”. Nulla a che vedere con l’annunciato decreto per chiudere i porti alle Ong di cui il Viminale parlò ai tempi della Sea Watch. E però non c’è dubbio che la Direttiva di ieri sera ha fornito lo strumento normativo per facilitare il sequestro delle navi delle ong che non rispettano le norme della navigazione e le leggi sull’immigrazione. 

L’attacco in Parlamento 

Nel frattempo, e siamo a questa mattina, è andato in scena l’ormai consueto posizionamento politico. Salvini: “In Italia non arriva nessuno se non rispetta le nostre leggi. Salviamo vite ma diciamo no ai trafficanti di esseri umani”. Di Maio, preso in contropiede tra l’alleato di governo e un Pd che si sta ricompattando a sinistra, ha messo le mani avanti: “Non sarà un altro caso Diciotti, la priorità è salvare la vita delle persone”. Costruita a tavolino – poco probabile – o arrivata per caso, l’occasione della “Mare Jonio” deve essere sembrata una ghiotta occasione per il nuovo Pd di Zingaretti. Per tornare alla vecchia contrapposizione destra e sinistra. Con buona pace dei 5 Stelle assorbiti a destra. In mattinata il premier Conte era alla Camera per l’informativa sul Consiglio Europeo e l’accordo con la Cina. E prima ancora che cominciasse a parlare, l’ex ministro Enrico Franceschini ha chiesto la parola per lanciare un attacco mai visto prima d’ora al premier sul tema dell’immigrazione. “Alzi il telefono presidente Conte e dia l’ordine di far sbarcare quei profughi. Faccia qualcosa e dimostri di essere il Capo del governo” ha incalzato Franceschini. Poi, seguendo uno schema condiviso che non si vedeva da anni, ha lasciato la parola a Nicola Fratoianni (Si-Leu) che ha rincarato la dose. Contro Conte, il governo e le politiche sui migranti del governo grillo-leghista. L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, che ha appoggiato la mozione Zingaretti e ha per primo bloccati i flussi dei migranti via mare dalla Libia ai tempi del governo Gentiloni, non era presente in aula.

“Coincidenza sospetta”

A quel punto i leghisti hanno iniziato a sentire puzza di bruciato. Vera o presunta ma legittima. “Per me è sospetta la coincidenza temporale tra gli interventi della sinistra  e la votazione in aula (domani, ndr) sul ministro Salvini sul caso Diciotti. Ho la sensazione che si stiano usando quelle persone per la lotta politica” ha messo in chiaro il capogruppo Riccardo Molinari.  Una chiave di lettura maligna che ha iniziato a serpeggiare nelle aule parlamentari. Durissimo il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone: “Questa operazione assomiglia ad un vero e proprio ricatto politico allo Stato organizzato sulla pelle di migranti sfruttati per obiettivi tutt’altro che umanitari”. Intanto dal mare di Lampedusa giungeva notizia che la Guardia di finanza era salita a bordo della “Mare Jonio” per una ispezione. Con la scoperta che il capo delegazione della nave è Luca Casarini, l’ex leader no global dei tempi del G8 a Genova, che negli anni si è trasferito a Palermo dove ha messo su famiglia, è diventato babbo ma non ha mai smesso la militanza politica.

Primo report investigativo

All’ora di pranzo è arrivato il primo report investigativo, la prima ricostruzione del salvataggio e delle operazioni della Mare Jonio. In realtà, non belle notizie per l’equipaggio della ong. Il quale avrebbe, nell’ordine: “Disobbedito due volte all’ordine della GdF di spengere i motori; “pur essendo più vicina alla Libia e alla Tunisia, la nave ha fatto rotta verso l’Italia costringendo gli immigrati ad un viaggio più lungo”; la nave “non ha avvisato Malta” e ha “disobbedito alle indicazioni della guardia costiera libica”. Con un report del genere, il Tavolo permanente sull’immigrazione insediato al Viminale, ha potuto alle 14, arrivare a conclusioni nette. “Il Comandante della nave ha disobbedito e disatteso le regole. Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di polizia o carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada” ha auspicato Salvini.

L’assist a Salvini

A quel punto la situazione stava già girando “a favore” del ministro dell’Interno. Al Senato, dove nel pomeriggio il premier Conte informava sulla missione al Consiglio europeo, si è ripetuta la stessa scena della mattina alla Camera. La senatrice Pinotti, area Franceschini, ha preso la parola per attaccare Conte e le politiche del governo. Poi ha preso la parola Loredana De Petris (Leu). Di nuovo il blocco del centrosinistra compatto, dopo anni,  sul fronte dell’immigrazione. Per smuovere le coscienze dei 5 Stelle in vista del voto di domani sul caso Diciotti. E mettere in difficoltà il ministro Toninelli (“faccia il suo lavoro, eserciti il suo potere sui porti”)in aria di essere sostituito, anche lui alle prese con la mozione di sfiducia (sulla Tav) . 

La nave “Mare Jonio” è stata sequestrata intorno alle 19. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio aveva aperto nel pomeriggio un fascicolo contro ignoti per immigrazione clandestina. La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro. I migranti sono stati messi in salvo. E’ stato evitato, in effetti, un altro caso Diciotti e Sea Watch. Il Viminale sembra aver trovato alla fine il modo per “chiudere” i porti. Il centrosinistra si è ricompattato su una linea che negli ultimi due anni, dopo il decreto Minniti, lo aveva visto diviso. Ma ieri alla fine ha servito un assist a Salvini che domani potrà arrivare in aula con un’altra medaglia sul petto. E’ di plastica ma luccica. La lezione è che l’immigrazione non è il terreno più idoneo per sfidare le nuove destre.