Scioperi, nuove regole in arrivo? Ma per sanzioni più dure serve una modifica della legge. Cosa dicono i giuslavorist
Secondo gli esperti di diritto del lavoro, le sanzioni vengono decise dalla Commissione di garanzia al termine di una procedura istruttoria e possono essere impugnate davanti al giudice del lavoro
È scontro aperto tra governo e sindacati sullo sciopero generale del 3 ottobre, indetto in solidarietà con la Flotilla per Gaza. La protesta è stata dichiarata illegittima dalla Commissione di garanzia per il mancato rispetto del preavviso di legge. Ma per inasprire le sanzioni degli scioperi attuati contro le indicazioni della Commissione di garanzia, sarebbe necessario un intervento legislativo mirato a modificare la legge che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali. L’ipotesi di introdurre una cauzione precauzionale per coprire eventuali danni provocati durante una manifestazione potrebbe sollevare problemi di limitazione del diritto costituzionale allo sciopero.
Come funzionano le sanzioni
Secondo gli esperti di diritto del lavoro, le sanzioni vengono decise dalla Commissione di garanzia al termine di una procedura istruttoria e possono essere impugnate davanti al giudice del lavoro. Stefano Pizzicaroli, giuslavorista e consulente del lavoro, spiega che le sanzioni attualmente previste per le organizzazioni sindacali includono:
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Sospensione temporanea dei permessi e contributi sindacali.
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Multe da 2.500 a 50.000 euro.
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Esclusione dalle trattative sindacali per un certo periodo.
In caso di sciopero nonostante l’invito contrario della Commissione, la sanzione massima può raddoppiare. Inoltre, sono possibili sanzioni disciplinari anche per i singoli lavoratori.
Limiti delle sanzioni per lo sciopero pro Gaza
Secondo Carmen La Macchia, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Messina, in questo caso non possono essere applicate sanzioni ai singoli lavoratori perché non è stata effettuata la precettazione. La Commissione ha infatti 60 giorni di tempo per valutare se multare gli organizzatori.
La Macchia ricorda anche che scioperi proclamati senza preavviso possono essere legittimi in casi eccezionali: già nel gennaio 2000 la Commissione di Garanzia ha riconosciuto la possibilità di annunciare uno sciopero senza preavviso per motivi straordinari legati a questioni internazionali, come la guerra in Jugoslavia.
I diritti costituzionali in gioco
Raffaele Fabozzi, giuslavorista e ordinario di diritto del Lavoro alla Luiss di Roma, sottolinea che nello sciopero nei servizi pubblici essenziali si confrontano diritti costituzionalmente tutelati:
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Il diritto dei lavoratori a scioperare.
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La necessità di tutelare la collettività.
Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha spesso come obiettivo quello di creare disagi per sensibilizzare l’opinione pubblica su determinate istanze. Tuttavia, quando l’impatto sulla collettività diventa significativo, si devono considerare anche altri diritti costituzionali.
Fabozzi osserva che la legge 146 e il ruolo della Commissione di garanzia spesso non risultano efficaci, poiché le organizzazioni sindacali possono comunque proclamare lo sciopero anche dopo un invito contrario.
Necessità di intervento legislativo
Per introdurre meccanismi più stringenti o modificare le sanzioni, sarebbe necessario un intervento del legislatore ordinario sulla legge 146, quindi attraverso un atto del Parlamento o del Governo. La possibilità di introdurre una cauzione preventiva viene considerata più complessa, perché potrebbe configurarsi come una limitazione del diritto allo sciopero.
Le Sanzioni per i Sindacati
Secondo la legge, i sindacati che proclamano uno sciopero illegittimo rischiano multe da 2.500 a 50.000 euro, proporzionate alla gravità della violazione e alla durata dell’agitazione.
In casi più gravi, la Commissione può sospendere i permessi sindacali retribuiti o escludere l’organizzazione dalle trattative con le controparti pubbliche fino a due mesi.
La Cgil ha annunciato che impugnerà eventuali provvedimenti sanzionatori, citando l’articolo 2, comma 7 della legge 146, che consente deroghe in casi di eventi eccezionali a tutela dell’ordine costituzionale o della sicurezza dei lavoratori.
I Rischi per i Lavoratori
I lavoratori aderenti a uno sciopero illegittimo non rischiano sanzioni automatiche. La legge non prevede multe individuali né licenziamenti diretti.
Il datore di lavoro può eventualmente avviare procedimenti disciplinari, ma devono rispettare i criteri di proporzionalità, trasparenza e contraddittorio.
In assenza di precettazione, la partecipazione dei singoli lavoratori all’agitazione non comporta conseguenze dirette, come confermato dalle fonti sindacali.


















