[La polemica] Lo schiaffo di Fabio Volo ai sovrani Renzi e Berlusconi

Sono quasi ammirato che, nel silenzio tombale degli intellettuali “engagé” della cippa, un personaggio nazional-popolare come Volo prenda cappello e si schieri per lo Ius soli esponendosi in prima persona. Non lo fa arrivandoci dalla politica, non lo fa per spirito di partigianeria, lo fa - giusto o sbagliato - perché ne è convinto, e perché sente il richiamo di un senso civico non-ideologico, a-ideologico, anti-ideologico. Fosse un prudente venditore di best-seller se ne starebbe comodo, sul filo, senza rischiare di perdere nessun lettore

[La polemica] Lo schiaffo di Fabio Volo ai sovrani Renzi e Berlusconi

In questa polemica surreale e folle, tra ius soli e leaderismo crepuscolare, io sto tutta la vita dalla parte di Fabio Volo. 

Gli dicono: ma come ti permetti di parlare di ius soli, tu che sei un banale scrittore di romanzi popolari, un predicatore per radio-adolescenti. Ovviamente non hanno mai letto un suo libro , ma aggiungono: ma chi si crede di essere, questo, un giorno attacca un pippotto a Silvio Berlusconi in un camerino, in un altro si alza dalla sedia e lascia solo come un torsolo Matteo Renzi dicendo che non gli consente di fare propaganda. Oserei dire: meno male che lo ha fatto. Quanto razzismo, in queste accuse, quanta presunzione, quanta ipocrisia da reggitori di coda del Principe (in questo caso dei due principi). Sono quasi ammirato che, nel silenzio tombale degli intellettuali “engagé” della cippa, un personaggio nazional-popolare come Volo prenda cappello e si schieri per lo Ius soli esponendosi in prima persona. Non lo fa arrivandoci dalla politica, non lo fa per spirito di partigianeria, lo fa - giusto o sbagliato - perché ne è convinto, e perché sente il richiamo di un senso civico non-ideologico, a-ideologico, anti-ideologico. Fosse un prudente venditore di best-seller se ne starebbe comodo, sul filo, senza rischiare di perdere nessun lettore. 

Invece, a torto o a ragione, Fabio Volo è convinto che il riconoscimento della cittadinanza a chi è nato in Italia e ha compiuto un ciclo scolastico, sia un grande passo avanti sul terreno della civiltà, delle regole, dell’equilibrio sociale. Dice a Berlusconi: lascia perdere Salvini, che ha un altro pubblico, la tua posizione è incoerente con la destra europea del Ppe di cui ti dichiari orgoglioso aderente. Dice a Renzi: ma come è possibile che non riusciate a far votare una cosa che mio figlio la capisce senza colpo ferire, soprattutto voi che dite di essere a favore.

Altro che supponenza, altro che arroganza. Volo si veste di un abito alla “Mister Smith va a Washington” e - proprio come in un film di Franck Capra - approfitta della sua visibilità e della sua forza mediatica per condurre una sacrosanta campagna di stalkeraggio mediatico dei mammasantissima . A Renzi Volo spiega che non può predicare bene e razzolare male. A Berlusconi che non può predicare male e razzolare bene, gli ricorda che non può fregiarsi delle insegne del liberalismo popolare e poi invadere il campo di consenso della Lega. Perfetto. Mancava solo - speriamo che lo acchiappi in una prossima incursione - una bella tiratina d’orecchie a Luigi Di Maio, che combina faticosamente le idee progressiste dei parlamentari M5s (a inizio legislatura tutti in prima fila a presentare proposte per il riconoscimento della cittadinanza) e le loro attuali posizioni furbette (siamo contro perché non si può fare). 

Ma come rispondono i due leader? Berlusconi trasformandosi in una statua di sale che nulla obietta e si limita a rispondere un evanescente “Buonasera”. Renzi replica da ganassa, glorificando le sue mirabolanti riforme spaziali, e mal gliene incolse: viene subissato di fischi, da una platea di 500 persone accorse nella tenuta di Oscar Farinetti dove si teneva la presentazione. Volo era renziano, Farinetti era renziano, la tenuta di Mirafiore è una sorta di Accademia dello spirito dove si ritrova il meglio della borghesia cogitante progressista piemontese, prendere fischi lì, è come per la Juve raccogliere fischi e pomodori allo Juventus stadium. 

Non sappiamo ancora cosa avrebbe risposto Di Maio: sappiamo però che entrambe le reazioni, quella di Berlusconi e di Renzi sono sorprendenti e spompe. Quella di Berlusconi - lo stile muto di Cuccia - ha gloriosi antecedenti, ma è particolarmente curiosa data la tradizione del Cavaliere, grande venditore di tappeti e grande seduttore di avversari e concorrenti. Quella di Renzi è addirittura grottesca. Poteva rispondere - non avrei condiviso ma aveva una logica - lo farei anche ma c’è una ragione di Stato che me lo impedisce. Poteva rispondere - non è vero, ma è verosimile - che non c’erano i numeri in parlamento per far passare la legge. Poteva sostenere (non ci sarebbero state smentite) che non vuole Mattarella per non mettere a rischio il governo. Poteva rispondere di tutto, ma non certo rifugiarsi nel conforto della propaganda. E invece nulla di tutto questo. 

“È impossibile - aveva detto quindi Volo - che non riusciate a far approvare una legge dopo che anche mio figlio, di 4 anni, ha capito quanto sia la cosa giusta?». Renzi ha replicato cercando di spiegare le ragioni e le dinamiche della politica, ma questo ha scatenato la reazione dello scrittore, che se n’è andato platealmente e non si è più fatto vedere. Aveva detto l’ex premier, provocando lo scatto del conduttore: “....Io sono d’accordo con Fabio Volo, ma tutte le riforme che abbiamo fatto sono dei capolavori politici di questa legislatura....”. E l’altro: «Non capisco perché la presentazione di un libro si debba trasformare in un comizio politico».  Sulla sala era calato il silenzio; «Mi spiace, non volevo certo rovinare la serata di Volo - aveva cercato di scusarsi Renzi - mi ha fatto una domanda e ho cercato di rispondere con la sua stessa passione». Anche Farinetti era stato colto di sorpresa: «Avevamo avvertito Fabio dell’arrivo di Renzi e avevamo concordato di concludere insieme l’incontro in modo simpatico, senza tirare per la giacca nessuno. Mai mi sarei aspettato un simile epilogo».  

Non è stato così. Le scuse di Volo via Twitter hanno chiuso il recinto quando i buoi erano già scappati. Lo schiaffo al sovrano che fu, per giunta da parte di un suo ex supporter, assume proporzioni gigantesche per via dell’effetto di amplificazione che fa rimbalzare il video (quasi incomprensibile, mosso e sfuocato) dal web alla rete. Non importa la bassa qualità, il video è solo il supporto digitale di un umore collettivo che si fa sentenza: il Re è nudo a casa sua, il Re è nudo malgrado lo ius Renzi.