Scalfarotto attacca Di Maio: "Vorrei vedere il suo curriculum, non è nemmeno laureato"

"Vedono la pagliuzza nell'occhio degli altri. Spendono 2mila euro al mese per un affitto a Roma. Io prima guadagnavo di più di quel che guadagno oggi"

Ivan Scalfarotto e Luigi Di Maio
Ivan Scalfarotto e Luigi Di Maio
TiscaliNews

"Visto che l'onorevole Di Maio si candida come presidente del Consiglio dei Ministri, quindi aspira ad un ruolo di grande responsabilità – dichiara il sottosegretario allo Sviluppo Economico (Pd) Ivan Scalfarotto - mi piacerebbe vedere un suo curriculum, chiedergli per esempio in che cosa è laureato. Perchè non mi risulta che lo sia, per esempio...".

Il mio curriculum

"Io conosco fior fiore di professionisti che hanno deciso di fare politica. Non per voler personalizzare ma io ho lavorato per molti anni per una grande istituzione finanziaria, ho lavorato a Londra, ho lavorato a Mosca, guadagnavo prima più di quel che guadagno oggi e sono ben contento di guadagnare un po' meno prima di tutto perché sono sempre ben pagato, e in secondo luogo perché rendo un servizio al mio Paese e credo sia un grande onore e un grande privilegio", spiega Scalfarotto a margine dell'incontro al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca) rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni in aula alla Camera dell'onorevole M5S Manlio di Stefano.

 Ma l’accusa ai grillini non si ferma qui.

"A quello che mi risulta i parlamentari dei Cinque Stelle che dicono di mettere via tutti questi soldi, in realtà spendono 2 mila euro al mese per un affitto a Roma, o 1.500 euro di taxi, quando dentro l'indennità parlamentare c'è quella per il taxi, quindi nessuno dovrebbe spendere niente per il taxi", ha detto Scalfarotto .

La pagliuzza nell'occhio degli altri

"Quando ci infiliamo però in questo tipo di ragionamento - ha aggiunto l’esponete Pd - ci mettiamo a vedere la pagliuzza nell'occhio degli altri quando si ha la trave nel proprio. Penso che questa scelta dei Cinque Stelle comporterà una grande disaffezione per la politica, perché porta i cittadini a pensare 'questi sono dei poco di buono, vanno pagati poco".

"Un problema posto male"

"Sono dell'opinione - ha poi proseguito - che sia un problema posto male, perché più di quanto costa la politica bisognerebbe chiedersi quanto la politica rende". "Io penso sia meglio un politico, o un professionista, che guadagna bene e lavora bene, piuttosto un politico o un professionista che lavora male e guadagna poco. Il problema non è soltanto abbassare il costo, è anche alzare la qualità. Dato che spesso chi fa politica ha delle responsabilità enormi, non soltanto in Parlamento, quello che mi aspetto è che diano un grande valore piuttosto che dire 'vabbè vanno male almeno paghiamoli poco'. E questa politica dei Cinque Stelle in realtà cosa fa? Abbassa le aspettative, dice ai cittadini: 'La politica vale poco e va pagata poco".