Scaduta la convenzione e bocciate le possibilità di proroga: ora Radio Radicale rischia davvero

La Lega e il Pd presentano ricorso contro la bocciatura degli emendamenti, ma nulla si muove. L'appello di Giachetti dall'ospedale

Scaduta la convenzione e bocciate le possibilità di proroga: ora Radio Radicale rischia davvero
Il direttore di Radio Radicale Alessio Falconio
TiscaliNews

Radio Radicale ora rischia veramente di chiudere. Oggi è infatti scaduta la convenzione con il Mise che permetteva alla stazione radiofonica di trasmettere grazie ai finanziamenti. E gli emendamenti presentati al decreto Crescita, tra cui diversi emendamenti di proroga della concessione a Radio Radicale, tra cui quello della Lega (che prevedeva il prolungamento della concessione per 6 mesi, con 3 milioni e mezzo di fondi) e quello del Pd, sono stati bocciati. I duie grupopi hanno già annunciato che presenteranno ricorso nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Del loro esito si saprà in serata, le votazioni avverranno invece a partire dal 28 maggio. 

Pronti i ricorsi per gli emendamenti esclusi

"Faremo ricorso. A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e sul diritto all'informazione? Si prendono una responsabilità gravissima", ha detto il deputato del Pd, Filippo Sensi. Il forzista Renato Brunetta twitta: "È inaccettabile che venga messa a tacere la libertà di informazione. Difendiamo la democrazia, salviamo Radio radicale". "È un altro segnale delle cose brutte che accadono nel nostro Paese", dice Nicola Zingaretti. 

Intanto il deputato del Pd, Roberto Giachetti, dopo essere stato ricoverato in ospedale a seguito dello sciopero della sete e della fame per protesta contro l'oscuramento della Radio diretta da Alessio Falconio ospiterà una conferenza stampa sulla situazione della radio nel primo giorno dopo la scadenza della convenzione.

Nessuna soluzione per ora per uscire dall'empasse di Radio Radicale, nonostante la Lega abbia più volte speso parole a favore dell'emittente, Luigi Di Maio abbia concesso una possibilità ("troveremo una soluzione", ha detto) per superare il muro costruito dal sottosegretario all'Editoria Vito Crimi, armato di tutto punto contro giornalisti e giornali.