Diritti umani e ambiente nel Dna: chi è l'eurodeputata olandese (di origini italiane) che ha fatto scacco matto a Orban

Judith Sargentini, esponente dei Verdi, ha convinto i colleghi che in Ungheria c'è una minaccia "sistemica" ai principi dell'Unione. Il suo profilo

Judith Sargentini al Parlamento europeo

"Sono così orgogliosa che la mia relazione dell'Ungheria abbia il sostegno del Parlamento europeo, ma questo riguarda soprattutto i diritti dei cittadini ungheresi. Ringrazio i miei colleghi per aver difeso la democrazia e lo stato di diritto, al di sopra dei loro interessi politici di partito". Il commento è rilasciato a caldo dopo che il Parlamento europeo, per la prima volta nella storia dell'Ue, ha avviato una procedura contro uno Stato membro per violazione dei principi fondanti dell'Unione. A farlo è la relatrice della mozione Orban, Judith Sargentini, 44enne olandese con lontane origini italiane, eletta con i Verdi, ambientalista e vegetariana. Sei generazioni fa la famiglia si stabilì ad Amsterdam e da allora è stato un "lessico famigliare" sostanzialmente proiettato verso il sociale. Il padre, per dire, era un antimilitarista renitente alla leva, la portò a manifestare contro le armi nucleari quando aveva appena 7 anni e lei a 15 faceva già parte del Partito socialista pacifista. Poi la laurea in Storia e l'attivismo. 

Una vittoria scritta nel suo Dna

Entrata nel consiglio comunale di Amsterdam nel 2002, è stata capogruppo dal 2006 e con L'Unione europea è entrata in contatto grazie al lavoro di lobbista per l'Istituto olandese per il Sudafrica (Niza), dove lavorava per i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo e la democratizzazione dell'Africa australe. Passione politica di cuore e di sostanza che non a caso l'ha portata da europarlamentare a ingaggiare la difficilissima battaglia contro l'erosione dei diritti civili nell'Ungheria di Victor Orban. La sua mozione votata ieri ha ottenuto 448 sì, 197 no e 48 astensioni. Un sostegno forte a un documento che innesca la procedura prevista dall'articolo 7 del Trattato Ue contro gli Stati membri che violano i principi dell'Ue: non era mai successo prima. In particolare l'Europarlamento, passando poi la palla al Consiglio dell'Ue, ha rilevato la minaccia "sistemica" ai valori dell'Unione europea. E' un risultato che da solo vale una carriera politica. 

Le colpe di Orban

Cosa ha fatto Orban in questi ultimi anni, a partire dalla riforma costituzionale del 2013, è noto alle cronache: obbligo di detenzione per i richiedenti asilo fino alla concessione dello status di rifugiato, sul piano dei diritti sociali ha reso illegali gli scioperi, limiti alle univeristà dell'Ue e di Paesi terzi, in contrasto con il diritto di libertà accademica, quello all'istruzione e la libertà d'impresa stabiliti dalle norme europee, leggi limitative dell'indipendenza del sistema giudiziario e della Corte costituzionale, limitazioni ai finanziamenti esteri per le organizzazioni internazionali, controllo dei media e limitazione della libertà di espressione e di stampa, solo per citare alcuni dei punti salienti contenuti nella mozione Sargentini. 

Le lacrime dopo il voto del Parlamento europeo

Un atto definito da tutti "coraggioso", stilato e difeso strenuamente da una donna considerata da tutti fondamentalmente "una brava persona". Di lei dice molto la semplicità con cui si è presentata alla seduta decisiva di mercoledì, indossando un maglioncino verde e senza nemmeno un filo di trucco, e la tensione con cui ha seguito la strenua difesa del presidente ungherese che, davanti all'assemblea, rivendicava il diritto di chiudere le frontiere a piacimento contro "l'invasione" degli immigrati. E faceva appello agli altri Stati con parole dure: "L'Ungheria - ha detto Orban - sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario". 

Cosa pensa di un capo di governo come Orban è scritto nel Dna di Judith. E anche nel curriculum, dove si legge che la parlamentare di GroenLink è stata proclamata "Angelo dell'Anno" 2017 da PerspectieF, l'organizzazione giovanile di ChristenUnie per il suo impegno per il commercio equo, riconoscimento assegnato a un politico che si è impegnato negli "ideali cristiani" e lei non appartiene certo a un partito cristiano. Nel 2013 ha vinto il premio di "Politico equo dell'anno" per il suo impegno a favore dei Paesi in via di sviluppo. Il voto del Parlamento europeo ha colto la parlamentare olandese nella quasi incredulità. Lei che ad Amsterdam si muove esclusivamente in bicicletta e ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro il riscaldamento climatico, sua ragione di vita, incassa una vittoria epocale sulla tutela dei diritti delle persone. Le lacrime liberatorie immortalate da tutte le telecamere raccontano bene di una profonda umanità.