Jole Santelli: la governatrice calabrese, combattente con il sorriso

Non si è risparmiata, Jole Santelli, sebbene il suo mandato da governatrice della Calabria, cominciato all’inizio del nefasto 2020 segnato dalla pandemia da Coronavirus, si sovrapponesse al tumore, che la affliggeva da tempo.

Jole Santelli
Jole Santelli

La parola più utilizzata, negli interventi di cordoglio che, in queste ore, arrivano da più parti, è “combattente”. Ed effettivamente, Jole Santelli, lo era davvero. La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, morta nella notte a quasi 52 anni, da tempo lottava contro un tumore. E’ stata stroncata da un malore improvviso nella sua abitazione a Cosenza.

Calabria sotto choc

Una notizia che ha fatto piombare la Calabria sotto choc, non perché non si sapesse della malattia di Santelli, che non ne aveva mai fatto mistero, ma perché, fino a ieri, la presidente della Regione aveva partecipato a incontri pubblici. Non si è risparmiata, Jole Santelli, sebbene il suo mandato da governatrice della Calabria, cominciato all’inizio del nefasto 2020 segnato dalla pandemia da Coronavirus, si sovrapponesse al tumore, che la affliggeva da tempo.

Combattente con il sorriso

Ma ha sempre lottato, anzi, si è ribellata alla malattia, non dimenticando mai di sorridere e fare sorridere. Proprio questa parola, “ribellione”, aveva usato in una intervista, in cui parlava a cuore aperto della propria battaglia: “La malattia ti dà tanti dolori ma ti fa un grande regalo: ti fa conoscere la libertà, ti aiuta a non avere paura di niente, a non rispettare più le convenienze. La malattia, oltre alla disgrazia, mi ha dato la fortuna di non avere paura della libertà, di essere libera e di sentirmi tale. E non ho paura del coraggio che serve perché quello l'ho dovuto conoscere così bene che è diventato un mio amico fraterno".

Vicina a Belusconi

Ha governato per 9 mesi esatti. Eletta alle consultazioni di fine gennaio, quando vinse senza troppi patemi contro il candidato del centrosinistra, l’imprenditore Pippo Callipo, fu proclamata presidente della Regione il 15 febbraio. Una candidatura strappata alla maschilista politica calabrese non senza difficoltà, nonostante un cursus honorum di tutto rispetto. Avvocato, ma, soprattutto, parlamentare di Forza Italia per quasi un ventennio, vicinissima al leader azzurro, Silvio Berlusconi. Deputata dal 2001 al 2020, è stata sottosegretaria di Stato al Ministero della giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III, nonché sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta. Prima donna ad essere eletta presidente della Giunta Regionale della Calabria, Santelli ha gestito l’emergenza da Covid 19, non senza polemiche. Negli scorsi mesi, la querelle con il Governo sulle riaperture: una battaglia amministrativa persa, con l’impugnazione, da parte dell’Esecutivo, del provvedimento con cui la governatrice consentiva la riapertura di bar e ristoranti con l’installazione dei tavolini all’aperto.

Il cordoglio della politica

Ora tutti sono sgomenti, nessuno sta facendo mancare il proprio cordoglio, anche gli avversari più agguerriti di questi mesi: dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia (promotore di quell’impugnazione), passando per il Movimento 5 Stelle, fino ad arrivare, ovviamente, al centrodestra, con il leader della Lega, Matteo Salvini, che ora si ritrova a dover amministrare la Regione Calabria, dato che il vicepresidente, Antonino Spirlì, è un esponente del Carroccio: “Porteremo avanti il suo progetto politico” ha detto Spirlì nelle ore successive alla scomparsa.
Un’idea di Calabria positiva, quella di Santelli.

9 mesi di governo 

Lontana dai cliché che la dipingono come terra di malaffare e di ‘ndrangheta, i mesi di presidenza dell’esponente di Forza Italia si sono caratterizzati per il tentativo di mostrare una Calabria diversa, pulita e solare. Dalla scelta delle note di Rino Gaetano per la campagna di ripartenza economica, nel momento di passaggio tra la “Fase 1” e la “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus, passando per il ballo della tarantella dopo le vittorie politiche, fino alla scelta di affidare, non senza polemiche, un corto al noto regista Gabriele Muccino. La sua era un’idea di Calabria turistica, capace di accogliere i turisti anche in un periodo di preoccupazione e mobilità ridotta a causa della pandemia. Per questo, aveva lanciato l’idea di una Calabria “Covid-free” a fine maggio, invitando sul territorio i governatori del Nord, Fontana, Bonaccini e Cirio: “Cucino io” aveva detto, come sempre senza filtri.  Fino all’ultimo, ha governato la Calabria, mostrandosi serena, ma pugnace. Proprio alcune settimane fa aveva parlato di “sciacallaggio”, commentando alcune indiscrezioni sull’aggravarsi delle sue condizioni di salute. L’unica volta in cui aveva messo da parte il sorriso.