Il moto perpetuo di Salvini a caccia di voti: più di 200 comizi in quattro mesi. Con i voli della Polizia

Il quotidiano "La Repubblica" ricostruisce la giornata tipo del ministro in perenne campagna elettorale sui bimotori Piaggio P-180. E al ministero? Solo 17 giorni

Il moto perpetuo di Salvini a caccia di voti: più di 200 comizi in quattro mesi. Con i voli della Polizia
di A. L.

Dal primo gennaio Matteo Salvini, segretario della Lega, ha partecipato a 211 comizi ed eventi elettorali in giro per l'Italia. Nello stesso arco temporale, il ministro dell'Interno, sempre Matteo Salvini, ha trascorso solo 17 giornate di lavoro in ufficio. Un ministro in campagna elettorale, insomma, in perenne campagna elettorale. Un instancabile su e giù per lo stivale non abordo degli aerei di Stato, controllabili e rendicontabili, ma dei mezzi aerei della Polizia: i bimotori Piaggio P-180, con interni superlusso e sette posti disponibili. Costo di un'ora di volo 4-5 mila euro. Oppure, in alternativa, ci sono gli elicotteri, sempre della Polizia.

A fare i conti in tasca al "ministro volante" è il quotidiano La Repubblica che mette insieme alcune giornate tipo del vicepremier di piazza e di governo. In un articolo pubblicato sul numero oggi in edicola ne documenta ben 20 di questi voli. La conta degli spostamenti giornalieri - parziale - viene fatta grazie a un'indagine di Gianluca di Feo, realizzata attraverso il sito Flightradar24, che monitora i voli civili e parte di quelli di Stato. Che, come detto, il ministro non usa. Tanto meno usa i voli di linea: non fanno al caso suo. Ma a onor del vero si contano anche diversi viaggi in treno. 

Quel che colpisce è che la flotta della Polizia, evidentemente a disposizione di Salvini - ma in alcuni casi ha usato anche l'aereo dei Vigili del fuoco e della Forestale -, è infatti meno tracciabile e le trasferte sfuggono alla rendicontazione dei voli di Stato. Chiaramente è tutto lecito perché ogni trasferta elettorale è legata a impegni istituzionali, a cui fanno da corolla piazze, selfie e incontri di partito in vista delle elezioni. Le scadenze elettorali in Italia non mancano mai, lo sappiamo bene.

La giornata tipo del ministro in campagna elettorale

Repubblica prende come esempio venerdì 10 maggio quando il titolare del Viminale si imbarca con il P-180 delle 6:55 da Ciampino per Reggio Calabria dove un Agusta lo prende in carico per portarlo fino a Platì per una cerimonia antimafia (da notare che il ministro arriva dappertutto anche perché con questi voli è possibile atterrare nei piccoli aeroporti). Alle 12.12 salwe nuovamente sull'aereo e per Lamezia Terme e da lì fino a Catanzaro, dove lo attende un comizio elettorale. Alle 16.34 è "a Napoli per una conferenza stampa-show in prefettura", documenta il giornale di piazza Indipendenza, per l'arresto dei camorristi che hanno sparato alla piccola Noemi. Due ore dopo di nuovo in volo per Linate dove lo attende l'indomani l'adunata degli Alpini. E così altri giorni monitorati: il 27 dicembre, 18 gennaio e così via. Tutti gli impegni elettorali del resto sono puntualmente documentati suii social e sui vari organi di stampa.

A tutto questo si sovrappongono i commenti dell'altro vicepremier Luigi Di Maio che, meno avvezzo al silenzio, denuncia che "è ormai diventato impossibile fare un Cdm", per via dell'ostruzionismo interno pre elettorale, probabilmente, ma anche per via dei troppi impegni quando il tempo da qui alle urne stringe. E le "Ferrari dei cieli", così vengono chiamati gli aerei Piaggio in questione, chiusi negli hangar dai tempi della spending review di Mario Monti, opossono tornare a fare il loro servizio. Se sia onorato o meno non è pacifico. "Non esiste maniera di sapere quanti mezzi della Polizia siano al suo servizio - conclude il quotidiano - Una condizione anche questa che assomiglia molto a un abuso di potere".