Tiscali.it
SEGUICI

Salvini in versione alleato e avversario di Meloni: con l'Udc per le europee e condono per riconquistare il Sud

Ogni giorno il leader leghista si inventa qualcosa per far saltare i nervi alla premier. È di ieri l’ultima trovata, un accordo elettorale per elezioni europee con l’Udc di Lorenzo Cesa

di Giuseppe Alberto Falci   
Salvini in versione alleato e avversario di Meloni: con l'Udc per le europee e condono per...
Il vicepremier, Matteo Salvini (Ansa)

Essere alleato ma anche avversario. È il nuovo mood di Matteo Salvini da separato in casa.  Ogni giorno il leader della Lega si inventa qualcosa che possa far saltare i nervi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È di ieri l’ultima trovata, un accordo elettorale per elezioni europee con l’Udc di Lorenzo Cesa. Una mossa che in tanti dalle parti di via Bellerio non hanno compreso visto il diffuso sentimento antidemocristiano. Alla fine potrebbe essere utile per allargare l’elettorato, così da pescare nel mondo moderato. Eccolo, dunque, Matteo Salvini nella nuova versione dopo aver superato la prova della mozione di sfiducia. È ritornato a battere i tasti del seperato in casa. La casa cui si fa riferimento è Palazzo Chigi, la sede del governo. È doveroso ribadire che Salvini non è solo il leader della Lega, il capo di via Bellerio. Salvini è il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dettaglio di non poco conto in un governo di coalizione in cui gli alleati dovrebbero andare d’amore e d’accordo. Ragion per cui tanti si stupiscono quando esce a gamba tesa contro l’esecutivo di cui fa parte.

La difficoltà di Salvini

Strategia elettorale? Di sicuro il Capitano leghista è in grande difficoltà. In questa fase la Lega non riesce più a spiccare il volo, a intercettare nuovi elettori, e dunque a ritornare alle percentuali delle scorse europee. I sondaggi fotografano una Lega attorno al 7/8%. Una percentuale che potrebbe aprire qualsiasi scenario all’interno di via Bellerio. Si scaldano i governatori del Nord che aspettano il leader della Lega alla prova delle europee. E allora cosa fa, Salvini? 

Incassata la fiducia in Parlamento Salvini è ripartito con il Ponte sullo Stretto, un tempo cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, oggi del leader del Carroccio. Ed ha rilanciato il "Salva Casa", un pacchetto di misure studiate dal suo ministero per regolarizzare delle "difformità o irregolarità strutturali che interessano quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano". Un provvedimento che potrà intervenire - si legge nella nota delle infrastrutture - su "difformità di natura formale, legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente; difformità edilizie 'interne', riguardanti singole unità immobiliari, a cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche", difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, non sanabili oggi. 

E se Giorgia Meloni chiude la porta, come ha fatto giovedì sera dagli studi di Porta a Porta ("Non posso commentare una norma che non ho letto ma si parla di sanare piccole difformità interne, come per chi ha tirato un tramezzo"), Salvini si ritrova nella paradossale situazione in cui anche Forza Italia si pone di traverso rispetto alla sua proposta. "Non conosco la proposta, ma devo dire che è già incardinata al Senato una proposta di Forza Italia sulla rigenerazione urbana che già prevede le cose di cui ha parlato Salvini", replica Antonio Tajani. Secondo il vicepremier azzurro, "non si può fare un condono ma si possono sanare alcune cose che non provocano alterazioni sostanziali agli edifici. Se la proposta della Lega va nella nostra direzione ben venga ma non conosco assolutamente il testo e credo che nessuno l'abbia mai visto. Lo valuteremo quando sarà presentato".

Insomma, trattatasi di un no elegante, da parte di un alleato. Contrario anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati: "Siamo contrari ai condoni, agli interventi contro le norme urbanistiche e paesaggistiche, ma siamo assolutamente favorevoli alla semplificazione ed alla sburocratizzazione delle procedure. Il patrimonio immobiliare italiano va valorizzato da un punto di vista storico, economico e sociale e vanno tutelati anche le famiglie, per cui la casa è un bene primario e spesso un investimento sul futuro. In ogni caso è prematuro parlarne ora perché non c'è ancora il testo anticipato dal ministro Salvini, quando arriverà lo valuteremo e con gli altri partiti di maggioranza decideremo come procedere".

Va da sé i salviniani duri e puri difendono l’uscita del segretario di via Bellerio. Esce allo scoperto il più salviniano fra i salviniani, vale a dire Igor Iezzi: "Il pacchetto di norme proposto dal Mit rappresenta un atto concreto e tangibile a tutela dei proprietari di casa e dei comuni. Intervenire, come fatto con convinzione dal ministro Salvini, per semplificare la giungla di regole che investe la messa a norma delle piccole difformità e irregolarità del comparto delle edificato è un atto di buon senso e una prova di grande lungimiranza politica". Ed escono in batteria altri fedelissimi del segretario leghista, come Luca Toccalini (“Salvini con buon senso ascolta gli italiani”) o Stefania Pucciarelli (“Bene Salvini, si tutelano gli italiani in difficoltà”). Come dire, Salvini non intende fermarsi dopo i no dei compagni di avventura.

Di sicuro la strategia impone che si acceleri sull’autonomia differenziata. È stata calendarizzata per il 29 aprile a Montecitorio, data cerchiata in rosso nell’agenda del capitano leghista. Approvarla in via definitiva prima delle europee sarebbe un grande colpo da sbandierare negli ultimi scampoli di campagna elettorale. Il pressing leghista è forte, anche perché dall’altra parte la premier intende imprimere un’accelerazione alla madre di tutte le riforme: il premierato, l’elezione diretta del presidente del Consiglio. E a proposito di campagna elettorale, domenica Salvini sarà a Bari dove si terrà l’evento "Valore Italia", organizzato dalla Lega e dove si parlerà principalmente di sud. Insomma, la marcia di Salvini per conquistare il Mezzogiorno d’Italia non è mai finita, vedi mossa sul condono. Il Capitano ci crede. Ma attenzione, sempre da separato in casa. 

di Giuseppe Alberto Falci   
I più recenti
Toti interrogato per 8 ore: Ogni euro destinato alla politica
Toti interrogato per 8 ore: Ogni euro destinato alla politica
Liguria, Toti: mai sentito debitore verso chi mi sosteneva
Liguria, Toti: mai sentito debitore verso chi mi sosteneva
Schlein: Le mafie operano con disinvoltura attraverso i confini europei
Schlein: Le mafie operano con disinvoltura attraverso i confini europei
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...