Guai a chiedere dei 49 milioni della truffa su Facebook e nella black list di Salvini c'è anche "Berlusconi"

Una lista di parole che non si possono digitare sulla pagina social del leader leghista. Abbiamo fatto la prova: ecco cosa è venuto fuori

Guai a chiedere dei 49 milioni della truffa su Facebook e nella black list di Salvini c'è anche 'Berlusconi'

La macchina da guerra social di Matteo Salvini si è attrezzata contro i continui attacchi a pagine e profili del ministro dell'Interno. La notizia campeggia su molti siti di informazione e giornali che parlano di una vera e propria black list a cui avrebbe fatto ricorso, lo spin doctor digitale della Lega Luca Morisi. Parole critiche che, se digitate, automaticamente fanno uscire un banner che avvisa che il commento non verrà pubblicato perché contiene "black list word", termini vietati inseriti nella lista nera. 

Il mistero del 49

E tra questi c'è proprio un numero chiave, il 49 (milioni), usato per "attacchi" social ai profili del ministro. Si tratta dell'ammontare della truffa dei rimborsi elettorali per la quale sono stati condannati l'ex segretario Umberto Bossi e l'allora tesoriere Francesco Belsito. Per quel processo la Lega di Salvini ha transato con la procura di Genova, fissando un rimborso da saldare, in comode rate, in un arco temporale di 80 anni. 

La scoperta dell'escamotage - uno dei pochi consentiti dalla piattaforma di Facebook - per evitare che i commenti scomodi interrompano il flusso di elogi e incitamenti all'opera del Capitano - l'ha fatta un esperto digitale, Massimo Mantellini, che quasi per caso ha stanato la "bestia" (così viene chiamata la macchina social di Salvini). Noi di TiscaliNews siamo andati sulla pagina del titolare del Viminale, abbiamo digitato alcune paroline chiave e siamo in grado di confermare tutto.

Anche Siri, Il Trota e Berlusconi innominabili

Il numero 49 viene immediatamente cassato, ma non ovviamente il 48+1 oppure quarantanove scritto in lettere anche intervallate dallo spazio. Stesso destino anche per una domanda sull'inchiesta della procura di Genova, cassata all'istante. Pertanto "Belsito, il tesoriere della Lega accusato insieme a Bossi" finisce subito nella lista nera, così come "Il Trota a proposito che fine ha fatto?", ove "il Trota" è il soprannome del figlio di Umberto Bossi coinvolto anch'egli nella fruizione illecita del canale finanziario illegittimo.

Bollata di rosso e non pubblicata anche la frase "Di Armando Siri, parliamo?", altro argomento scottante che riguarda il sottosegretario leghista ai Trasporti costretto alle dimissioni perché accusato di corruzione nell'inchiesta sull'eolico della procura di Roma. Tutto questo è chiaro che segna i nervi scoperti della Lega salviniana. Ma resta un dubbio: perché nella black list è inserito anche il vecchio alleato "Silvio Berlusconi"? Anche qui un punto sensibile del quale è meglio non discutere nella pagina adorante del ministro.