Salvini contro Spataro, dai migranti al vilipendio alla magistratura: una sfida lunga due anni

Il procuratore di Torino si è scontrato altre volte con l’attuale ministro degli Interni. Lo ricorda oggi il Corriere della Sera in un articolo che parla del caso del comizio di Collegno e della posizione sui migranti. Salvini: "Per me la polemica è chiusa". La posizione di Bonafede

Salvini e Spataro
Salvini e Spataro
TiscaliNews

Non è la prima volta che tra Matteo Salvini e Armando Spataro partono scintille. Due anni fa il leader della Lega, durante un comizio a Collegno, pronunciò parole pesanti contro la magistratura e il magistrato aveva aperto un fascicolo per vilipendio dell’ordine giudiziario. Salvini si riferiva – come ricorda Fiorenza Sarzanini sul Corriere – al “giudice che aveva rinviato a giudizio l’allora assessore regionale e adesso viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi accusandolo di peculato per rimborsi ritenuti illegittimi”.

Per uno come Spataro, che durante la sua carriera "ha indagato sulle Brigate Rosse e Prima Linea, sul sequestro di Abu Omar e sulla ‘ndrangheta in Lombardia, e poi è giunto al vertice della Procura di Torino quella espressione risultò inaccettabile".

La riservatezza delle indagini

Per lui – come sottolinea il giornale – la riservatezza delle indagini è una sorta di “ossessione”. Quando durante il governo Renzi viene varata una legge “per imporre agli agenti di polizia giudiziaria di riferire ai propri superiori sugli accertamenti in corso e il capo della polizia Franco Gabrielli dirama una circolare attuativa, Spataro è il primo a reagire”.

Fa sapere che in “talune circostanze” si assumerà la responsabilità di vietare agli investigatori di relazionare sull’attività in corso. Il procuratore che secondo il Corriere conta quanto manca alla pensione attaccando ogni giorno un post it con il numero dei giorni mancanti sulla porta dell’ufficio, “per sdrammatizzare”, ha dovuto constatare la gioia di Salvini per la sua uscita imminente, si legge sul quotidiano.

Il tweet di Salvini e la risposta del magistrato

Tutto in relazione alla disputa sul caso di cui si è parlato. Salvini infatti aveva cinguettato ieri: "49 mafiosi, colpevoli di estorsioni, incendi e aggressioni, sono stati arrestati poche ore fa dai carabinieri in provincia di Palermo". E aveva continuato: “Le buone notizie non finiscono qui. Altri 15 mafiosi nigeriani sono stati arrestati a Torino dalla polizia, che poi ha ammanettato altri 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano. Grazie alle forze dell'Ordine! La giornata comincia bene!".

Spataro aveva diramato un comunicato a sua volta: "In relazione ai soli fatti di Torino il procuratore della Repubblica osserva che, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa".

La critica ad Alfano

In altra occasione Salvini aveva criticato Angelino Alfano, allora titolare del Viminale, che aveva annunciato “l’arresto dell’assassino di Yara Gambirasio”. Con un tweet del 4 febbraio 2015 Salvini scriveva: “Un ministro dell’Interno che twitta a indagini in corso non merita neppure un commento. Il fatto in sé la dice lunga su quel personaggio lì”. Adesso invece – nota Sarzanini – “deve essersene dimenticato. E così la sua esultanza pubblica per gli arresti effettuati in mezza Italia e soprattutto a Torino, ha fatto perdere le staffe a Spataro”.

La polemiche

“Un magistrato abituato a parlar chiaro - si legge - come ha fatto nel caso dell’inchiesta su Salvini”. Dato che per procedere per vilipendio serve per legge l’autorizzazione del Ministero della Giustizia, Spataro l’avrebbe chiesta per due volte inutilmente quando in quel posto c’era Andrea Orlando del Pd. Poi l’avrebbe chiesta di nuovo al pentastellato Alfonso Bonafede. “Fateci fare il processo”, avrebbe detto. E a metà ottobre “ha ottenuto il via libera”.

Con Salvini aveva comunque polemizzato anche in materia di immigrazione, a causa della chiusura dei porti alle navi cariche di stranieri. Il magistrato aveva sostenuto che “nessuno può vietare a un barcone di attraccare”. E il ministro aveva ribattuto: “Chiuderli è un dovere. Se il procuratore non è d’accordo si candidi”.

La dichiarazione di Bonafede

Sulla vicenda del tweet di Salvini cha ha scatenato la reazione di Spataro si è pronunciato il ministro della Giustizia. "La mia speranza e il mio interesse principale è nell'essere certo che l'indagine sia andata come doveva andare e che l'operazione sia stata portata a termine nel migliore dei modi. Spero che niente abbia pregiudicato il buon esito delle operazioni delle forze dell'ordine", ha detto a Napoli il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede sottolineando di "non mettere in dubbio che il procuratore Spataro abbia detto che c'era stato un rischio" e di "non mettere nemmeno in dubbio che il ministro Salvini non volesse assolutamente precludere il buon esito delle operazioni in corso".

"C'è stato un corto circuito comunicativo, non si riesce a capire dove è stato il cortocircuito, non è nelle mie competenze valutarlo - ha ribadito il ministro - ma considerando che entrambe le persone in questione hanno sicuramente agito in buona fede e correttezza vorrei capire dove è stato il cortocircuito". E a chi gli chiedeva del fatto che il procuratore Spataro si dice preoccupato dell'atteggiamento di Salvini, Bonafede ha risposto: "Chieda a Spataro di dare ulteriori chiarimenti".

Salvini: "Per me la polemica è chiusa"

"Quello che dico e faccio da ministro lo faccio perché ho la certezza di poterlo fare. Sono ancora in attesa di sapere chi avrei danneggiato e chi avrei salvato con i miei ringraziamenti alle forze dell'ordine ", ha afefrmato oggi il ministro dell'interno Matteo Salvini, tornando - a margine della presentazione del calendario del Fondo edifici di culto - sulla polemica con il procuratore di Torino. "Preciso poi - aggiunge Salvini - che l'andata in pensione di Spataro non dipende da me. Ci sono meccanismi oggettivi per cui andrà in pensione in questo mese di dicembre indipendentemente dalla volontà del ministro Salvini che non si occupa di pensioni o assunzioni. Per me la polemica è chiusa".