Calabria, il prefetto Longo è il nuovo commissario alla sanità. Conte: "Un uomo delle istituzioni"

La riunione del Cdm è stata lampo, durata solo il tempo della nomina. In precedenza era saltata l'ipotesi Miozzo. Il comunicato

Il nuovo commissario alla Sanità della Calabria Longo (Ansa)
Il nuovo commissario alla Sanità della Calabria Longo (Ansa)
TiscaliNews

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nomina del prefetto Guido Longo come nuovo commissario alla sanità in Calabria. La riunione del Cdm è stata lampo, durata solo il tempo della nomina.

"Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità", scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Bonafede: "Scelta giusta"

"La nomina del prefetto Guido Longo, un uomo che da sempre si è battuto per la legalità e contro la criminalità organizzata, è la scelta giusta per la sanità calabrese. Con questa decisione lo Stato saprà far sentire la sua presenza", dichiara su Facebook il ministro della Giustizia e capo delegazione M5s Alfonso Bonafede.

Il premier Conte (Ansa)

Il comunicato

Il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì 27 novembre 2020, alle ore 18.10, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro. NOMINE Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il Ministro della salute Roberto Speranza, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto-legge l° ottobre 2007, n. 159, ha deliberato la nomina del prefetto Guido Nicolò Longo a commissario ad acta per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria. Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 18.25.

Saltata l'ipotesi Miozzo

Questo dopo che era saltata l'ipotesi di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts. A quanto si apprende da fonti di maggioranza, Miozzo avrebbe chiesto al premier Giuseppe Conte di poter essere investito dell'incarico avendo poteri in deroga, ma la sua condizione sarebbe stata ritenuta non ricevibile. 

Si era così riaperta la partita del commissario alla Sanità in Calabria: sul tavolo, secondo fonti di maggioranza, c'era ancora il nome di Narciso Mostarda, il direttore dell'Asl Roma 6, che non sarebbe mai davvero uscito di scena anche perché potrebbe incontrare il gradimento delle istituzioni locali calabre ma aveva sollevato perplessità in M5S.