Tiscali e Huawei insieme per l’Internet super veloce. Parte il piano LTE. Ruggiero: la nostra sfida è colmare il digital divide

Firmato l’accordo con il colosso tecnologico cinese. L’Ad di Tiscali spiega al Sole 24 Ore le strategie del gruppo

Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Tiscali
Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Tiscali
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Tiscali e Huawei insieme per l’Internet super veloce. Le due aziende hanno firmato un contratto pluriennale di fornitura di apparati di rete che sancisce l'alleanza tecnologica e commerciale tra i due operatori e segna l'inizio dello sviluppo da parte di Tiscali di una rete di accesso proprietaria LTE 4.5G con cui fornire servizi ultra broadband a 100Mbps. Il contratto prevede investimenti fino a 40 milioni di euro e una copertura di circa 13 milioni di famiglie e imprese con il focus, ribadisce una nota, sulle aree in digital divide.

Edward Chan, ad di Huawei Italia

“Questo è l’avvio della parte industriale del piano annunciato nei mesi scorsi”, ha spiegato Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Tiscali, intervistato dal Sole 24 Ore, commentando l’alleanza. "Continuare a creare innovazione per gli operatori di telecomunicazioni è una priorità di Huawei e l'unico modo per soddisfare i requisiti per la realizzazione di infrastrutture di rete all’avanguardia” – ha spiegato Edward Chan, CEO di Huawei Italia. “In quanto leader globale nel settore ICT, l'anno scorso Huawei ha investito oltre il 15% dei propri ricavi in Ricerca e Sviluppo, approccio che permette di creare valore per i nostri clienti e implementare soluzioni innovative. Il nostro obiettivo è quello di aiutare gli operatori a costruire un ecosistema aperto, collaborativo e vantaggioso per tutti al fine di accelerare la trasformazione digitale e promuovere lo sviluppo del paese".

Apparecchiature di ultimissima generazione

Tiscali sarà tra le prime in Italia ad avere le apparecchiature di ultimissima generazione, con le quali raggiungere 13 milioni di famiglie, nelle aree più lontane e svantaggiate. Una fascia di popolazione che oggi è ai margini, ma anche una fetta di mercato aggredibile. “Questo è l’avvio della parte industriale del piano annunciato nei mesi scorsi” ha commentato il manager. Tecnicamente, la prima zona che sarà allacciata alla rete Lte è la Val Trompia, provincia di Bergamo, la prossima settimana. In perfetta linea con la strategia di colmare il digital divide. Ma il vero banco di prova sarà a metà ottobre: tra un mese circa Tiscali sbarcherà a Perugia, ormai assurta a città pilota dell’Lte in Italia. È sul capoluogo dell’Umbria, regione emblema del digita divide, che si gioca il duello sulla fibra.

Riccardo Ruggiero, ad di Tiscali

Al momento Tiscali ha di fatto due basi clienti separate: gli abbonati di Aria (startup nata proprio a Perugia, dove conta ancora molti clienti, e poi fusa dentro Tiscali lo scorso anno), che navigano in modalità wimax; e la storica clientela di Tiscali, che ancora è connessa con la vecchia tecnologia bitstream. A partire da Perugia, tutta la clientela sarà fatta migrare su un’unica piattaforma tecnologica. “Miglioreremo il servizio per gli attuali clienti che essendo già nostri ci porteranno margine puro - commenta Ruggiero - ma soprattutto puntiamo a prenderne di nuovi”. Con l’offerta di una connessione Lte di 4.5G, a una velocità di 100 Megabit al secondo, Tiscali potrà giocarsela alla pari coi big, in un “ecosistema aperto” gli ha fatto eco Edward Chan, ad di Huawei Italia, ormai il regista della digitalizzazione del Paese. “Metteremo a disposizione la banda ultra-larga a un prezzo molto competitivo, con una formula semplice e chiara: tariffa fissa e per sempre” fa sapere Ruggiero.

Consolidato lo stato patrimoniale (ultimo passaggio il recente bond convertibile da 17 milioni sottoscritto dagli azionisti), trovata una mission industriale chiara (essere la prima Telco di quell’Italia svantaggiata), ora Tiscali va verso il pareggio di bilancio. Sui primi nove mesi del 2016, Ruggiero si limita a parlare di una generica “soddisfazione”. La clientela è aumentata, invertendo una striscia di erosione di abbonati.