Conte al giornalista: "Se lei ritiene di poter far meglio di Arcuri la terrò presente". La risposta: "Ognuno ha il suo stile"

Il premier protagonista ancora una volta in conferenza stampa. Critiche anche da Mentana

TiscaliNews

Ancora una volta Conte risponde scocciato a un giornalista. Questa volta è toccato ad Alberto Ciapparoni, cronista della radio Rtl102.5 “colpevole”, in conferenza stampa, di aver fatto una domanda sull’operato del commissario straordinario Arcuri. "Se lei ritiene di poter far meglio di Arcuri la terrò presente", la risposta del premier che ha difeso il lavoro del suo collaboratore.

La risposta del giornalista: "Ognuno ha il suo stile"

Riguardo a quanto accaduto ieri durante la conferenza stampa del premier Conte, desidero prima di tutto ringraziare per i tantissimi messaggi ricevuti, e ringrazio sia i moltissimi che mi hanno espresso solidarietà, sia chi mi ha criticato - scrive Ciapparoni.

"Mi hanno insegnato che bisogna rispettare tutti, soprattutto chi la pensa diversamente da te. Da parte mia sono fermamente convinto che il compito di un giornalista sia quello di fare domande, anche quelle sgradite, naturalmente con la necessaria educazione. E rivolte a chiunque rappresenti nel momento specifico il potere, sia esso politico, economico, sportivo, ecc. Ieri sera il presidente del Consiglio aveva diversi modi per rispondere alle due sollecitazioni contenute nella domanda, ma rispondere "se lei ritiene di poter far meglio la terrò presente" non mi è sembrato particolarmente rispettoso del lavoro di un giornalista. Anche sul momento ho espresso il mio disappunto: ero seduto a pochi metri da Conte, e ho spontaneamente allargato le braccia, al che il premier ha aggiunto l'espressione 'scherzi a parte...'. Ovviamente ciascuno risponde del proprio stile, o non stile. Come i colleghi che dopo di te sono chiamati a fare la domanda ed esordiscono facendo un commento sul tuo quesito precedente. Ripeto, ognuno ha (o non ha) il suo stile. Che Palazzo Chigi non avesse chiesto prima il contenuto della domanda è di certo una nota di merito per l'attuale Presidenza del Consiglio, viste alcune sgradevoli usanze negli ultimi tempi, ma dal capo del governo mi sarei aspettato, e augurato, un tono diverso".

Le parole di Conte non sono piaciute a molti, fra i quali anche Enrico Mentana che ha criticato il presidente del consiglio in un post su Facebook.

Le parole di Mentana

“Quando tre settimane fa il premier Conte andò a visitare le zone della Lombardia che da oltre un mese erano state investite in modo devastante dal coronavirus, arrivando in tarda serata a Bergamo – scrive il direttore del Tgla7 - trovò un gruppo di giornalisti che da molte ore lo attendevano. Pur nel grave ritardo - in prefettura c'erano i sindaci che gli avrebbero riferito la situazione - Conte che stava entrando nel palazzo fece dietrofront per non sottrarsi alle domande. Ma dopo aver risposto a una di esse, sul fatale ritardo nel decretare la zona rossa per Alzano e Nembro, aggiunse in modo del tutto inappropriato: "Se un domani avrà responsabilità di governo scriverà lei i decreti, e assumerà tutte le decisioni". Brutto, ma spiegabile nella pressione fortissima di quei giorni. Non mi sono unito al coro di quanti lo attaccarono per quelle parole: un momento di stizza è occorso a tutti noi in questi mesi, figuriamoci al premier, con quel carico di lavoro, al termine di una durissima giornata, in un incontro informale coi cronisti.

Ieri sera però – continua Mentana - il padrone di casa era lui, nel cortile d'onore di Palazzo Chigi, nell'ora da lui scelta nel bel mezzo dei principali tg per poter entrare nelle case del maggior numero di italiani per raccontare in prima persona quel che succederà da domani. Un appuntamento dai contorni ufficiali, in una cornice istituzionale, con tappeto rosso, tricolore e giornalisti distanziati a regola. E lì, a un giornalista che gli chiedeva dell'operato del commissario Arcuri, su cui sono piovute molte critiche - giuste o meno che siano, qui non conta - se ne è uscito con un'altra risposta inappropriata: "Se lei ritiene di poter far meglio la terrò presente". Per poi aggiungere, rendendosi conto che stava ipotizzando una nuova pandemia, "spero che non possa succedere".

Ecco, questa volta non ci sono possibili giustificazioni. Se si pretende di parlare al paese un giorno sì e l'altro pure, bisogna anche imparare ad ascoltarlo, soprattutto se non si è mai affrontata una elezione, e si è arrivati alla guida del governo per cooptazione. E i giornalisti sono, nella loro somma, espressione della voce del paese. Di più: ieri e a Bergamo Conte ha mal risposto a due rappresentanti di testate meno blasonate rispetto a quelle a cui affida le sue interviste. Questo rende ancor più odiosa la cosa, al di là del giudizio che ciascuno può liberamente dare dell'operato suo e del governo in questa emergenza – conclude Mentana.