[Il retroscena] La bomba dei brogli elettorali per far votare i malati. Nella Sicilia dov’è caduto il muro di Berlino

A scrutini conclusi, il confronto e le somme dei numeri è stupefacente. Fabrizio Micari ha preso 388.886 voti, pari al 18.70%. I voti delle quattro liste che lo hanno sostenuto, 488.939 voti, il 25.40% dei voti. Dunque 100.053 elettori del centrosinistra hanno deciso di votare per Cancelleri. Il candidato dei Cinque Stelle ha preso 722.555 voti pari al 34.70% mentre la lista grillina, primo partito in Sicilia, si ferma a 513.359 voti, pari al 26.70%. Da dove sono arrivati 209.197 voti?

La bomba dei brogli elettorali per far votare i malati. Nella Sicilia dov’è caduto il muro di Berlino

Ė caduto il Muro di Berlino in Sicilia e a Roma non se ne sono ancora accorti. E intanto esplode la bomba dei brogli elettorali. La Procura di Catania ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza nessun indagato, dopo aver acquisito la denuncia presentata ai Carabinieri di Gravina di Catania da parte dell’autore di un video postato sulla pagina Facebook del meetup dei Cinque Stelle.

Nel video si vede un uomo che va in una casa di cura di Gravina di Catania chiedendo se effettivamente la madre, che è interdetta, ha votato per le regionali siciliane. E rivolgendosi a una impiegata ha detto: «Come lei hanno fatto votare tutte le altre persone a Sammartino». Luca Sammartino, candidato del Pd, ex Udc Luca Sammartino che ha ottenuto la cifra record di 32.299 preferenze.

Dunque, il Muro che non c’è più. Centomila elettori del centrosinistra hanno deciso di votare il candidato a Presidente della Regione Siciliana dei Cinque Stelle, Fabrizio Cancelleri. Lo hanno fatto per contrastare la vittoria del centrodestra. Sarà il sistema maggioritario puro siciliano, per cui vince il candidato che prende un voto in più degli altri, sarà che quel voto ceduto ai grillini è, come dire?, il male minore per chi lo ha fatto. In ogni caso questa diserzione per il proprio candidato rappresenta una svolta nel panorama politico nazionale. Già ieri lo stesso candidato governatore sconfitto del centrosinistra, Fabrizio Micari, spiegava appunto che il voto disgiunto che lo aveva penalizzato nei voti segnalava questa novità, e cioè che una quota dei votanti delle liste aveva deciso di votare il Cinque Stelle come argine alla vittoria di Musumeci del centrodestra.

A scrutini conclusi, il confronto e le somme dei numeri è stupefacente. Fabrizio Micari ha preso 388.886 voti, pari al 18.70%. I voti delle quattro liste che lo hanno sostenuto, 488.939 voti, il 25.40% dei voti. Dunque 100.053 elettori del centrosinistra hanno deciso di votare per Cancelleri. Il candidato dei Cinque Stelle ha preso 722.555 voti pari al 34.70% mentre la lista grillina, primo partito in Sicilia, si ferma a 513.359 voti, pari al 26.70%.
Da dove sono arrivati 209.1976 voti? Sicuramente da una buona fetta dagli elettori del centrosinistra. Si può ipotizzare anche che una parte dei candidati ed elettori del centrodestra abbiano deciso di contrastare Il loro candidato a Presidente, Nello Musumeci, che aveva annunciato in campagna elettorale la sua battaglia contro gli Impresentabili.

Lo stesso Musumeci in conferenza stampa ha detto che gli Impresentabili non lo avevano votato e per questo lui li ringraziava.  Di certo Musumeci ha preso solo 21.700 voti in più rispetto alle liste che lo appoggiavano, mentre si aspettava un voto disgiunto a suo favore superiore. Anche Fava ha preso 27.574 voti in più rispetto alla lista che lo appoggiava. Dunque quel Muro di Berlino che per anni ha separato il popolo del centrosinistra e il movimento dei Cinque Stelle, con un atto unilaterale di duecentomila elettori, che equivalgono a un partito del 10%, ha chiesto a Roma di riaprire una partita politica che sembrava chiusa, per non consegnare il Paese alle destre.

Se Grillo, Renzi, Bersani, D’Alema raccoglieranno questo messaggio, è ancora troppo presto per dirlo. Certo è che una parte del popolo che vota a sinistra o per il centrosinistra non è disposto a contaminarsi con uno schieramento guidato da Berlusconi, Salvini e la Meloni. In queste ore, in quella sinistra romana  che ha sostenuto il candidato Claudio Fava c’è chi fa questi ragionamenti: «Se la sinistra non mette in campo una proposta forte e in rottura con questi anni il rischio che la partita sia ancora a due tra destra e a cinque Stelle è concreta. Oggi in Sicilia domani in Italia».