Renzo Piano e Carlo Rubbia, gli “apolidi” del Parlamento hanno trovato casa

Grazie a due righe introdotte nella disciplina sulla "Composizione dei gruppi parlamentari", i due senatori a vita possono non entrare a far parte di alcun Gruppo

Renzo Piano e Carlo Rubbia
Renzo Piano e Carlo Rubbia

Nella prima Repubblica, i senatori a vita erano generalmente perfetti per l'habitat dei gruppi della Sinistra indipendente, della Democrazia Cristiana, del Partito socialista o, a volte, del Misto. In particolare, qualche volta, provenendo i senatori a vita dal gotha dei partiti, tornavano semplicemente a casa, solo con il laticlavio. Poi, arrivò Francesco Cossiga e con il suo Udeur e poi con il Trifoglio e i Quattro Gatti diede vita a un po' di situazionismo parlamentare.

Il boom del gruppo delle Autonomie

Quindi, fu il turno della seconda Repubblica, con esecutivi come il Berlusconi 1 o il Prodi 1 e 2 che sui senatori a vita giocavano ogni volta la propria sopravvivenza, con corollari tipo gli insulti della destra a Rita Levi Montalcini o a Carlo Azeglio Ciampi per il voto di fiducia al governo prodiano. Il passaggio successivo fu il boom del gruppo delle Autonomie - per garantire la nascita del quale - di volta in volta si aggregarono ai "classici" sudtirolesi o valdostani i vari Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Gianni Agnelli e gli stessi Ciampi e Cossiga.

I 6 senatori a vita in carica

In questa legislatura, un'ulteriore svolta: i senatori a vita in carica, in questo momento, sono sei. Uno di diritto e a vita, l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e cinque di nomina presidenziale. E, dopo gli anni in cui tutti si comportavano allo stesso modo, questa volta i sei si sono divisi equamente fra tre scelte a proposito dei gruppi parlamentari: due, due e due, tripolarismo perfetto.

Giorgio Napolitano e Elena Cattaneo

Lo stesso Napolitano e la scienziata Elena Cattaneo, che sono i più vicini alla sensibilità del centrosinistra, hanno scelto ancora il gruppo Per le Autonomie, insieme all'Union Valdotaine, alla Sudtiroler Volkspartei e al Partito Autonomista Trentino Tirolese, oltre all'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, eletto nell'alleanza con il Pd, nel collegio di Bologna.

Mario Monti e Liliana Segre

Mario Monti, che non fu voluto dal gruppo Per le autonomie la scorsa legislatura perché il suo esecutivo era accusato di aver tagliato i fondi alle Regioni a Statuto speciale, e l'ex deportata nei campi di sterminio Liliana Segre, hanno optato per il Misto.

Renzo Piano e Carlo Rubbia

E l'architetto Renzo Piano e il premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia? In fondo, loro, sarebbero stati una perfetta crasi fra le scelte di Napolitano-Cattaneo e quelle di Monti-Segre, visto che nella scorsa legislatura avevano iniziato nel gruppo Misto e poi erano passati al gruppo Per le Autonomie.

La nuova disciplina

Mentre, stavolta, non si sono iscritti da nessuna parte. Approfittando di due righe appena introdotte nella disciplina sulla "Composizione dei gruppi parlamentari". Il primo comma dell'articolo 14 del regolamento del Senato, approvato a Palazzo Madama in una delle ultimissime sedute della scorsa legislatura, il 20 dicembre 2017, recita infatti: "Tutti i Senatori debbono appartenere ad un Gruppo parlamentare. I Senatori di diritto e a vita e i Senatori a vita, nella autonomia della loro legittimazione, possono non entrare a far parte di alcun Gruppo". E così Piano e Rubbia, apolidi della politica e apolidi di "questa politica", hanno trovato casa. Scegliendo di non avere casa.