Attento Renzi, il sorriso di Prodi è una tagliola e ti spiego perché

Immagino che anche il leader del Pd in queste ore stia riflettendo sul quel sorriso dietro al quale, guardando con attenzione, anziché orizzonti di bontà si potrebbero vedere le tagliole della vecchia scuola dc

Attento Renzi, il sorriso di Prodi è una tagliola e ti spiego perché
Renzi e Prodi
di Luigi Carletti

Quando nel 1998 fui nominato direttore della Gazzetta di Reggio Emilia, Romano Prodi – allora Presidente del Consiglio – mi scrisse un biglietto: “Ben arrivato a Reggio, direttore, e auguri per il suo importante incarico. Ma non me ne voglia, per me il direttore della Gazzetta di Reggio sarà sempre il mio caro amico Umberto Bonafini”.

Bonafini era l’anziano giornalista reggiano che andavo a sostituire alla guida del quotidiano emiliano e che – forte di un’amicizia più che trentennale con Prodi (erano entrambi reggiani) – ogni anno faceva al Professore la famosa intervista di Ferragosto in cui c’era un po’ di tutto: analisi internazionale e ricordi locali, sguardo alla politica nazionale e condivisione di sentimenti reggiani.

Quando ricevetti quel biglietto pensai che Romano Prodi fosse un personaggio dotato di un’apprezzabile ironia e che dietro quel suo sorriso bonario da parroco di campagna ci fosse in fondo una certa voglia di scherzare e di lanciare una sorta di sfida. Del tipo: Bonafini ha retto la Gazzetta di Reggio per 17 anni, adesso vediamo tu che sai fare.

Perciò presi carta e penna e a mano – così come aveva fatto lui – vergai un biglietto che diceva pressappoco questo: “La ringrazio caro Presidente. E se permette, nel farle i migliori auguri per la sua attività di governo, rispettosamente le dico che anche per me il Presidente del Consiglio sarà sempre il mio conterraneo Carlo Azeglio Ciampi”.

Come poi venni a sapere, Prodi non gradì affatto la mia risposta. Non ci trovò niente di simpatico e di ironico. Ed ebbe modo di esternarlo al mio editore Carlo Caracciolo, il quale, molto divertito, mi disse: “Certo anche tu, a rispondere così al Presidente del Consiglio”. E poi aggiunse: “Anche tu ingannato dalla sua aria così bonaria, non è vero? Con quel sorriso curiale ne ha fregati così tanti che non se ne potrebbe fare l’elenco”.

Ecco, immagino che anche Matteo Renzi in queste ore stia riflettendo sul quel sorriso dietro al quale, guardando con attenzione, anziché orizzonti di bontà si potrebbero vedere le tagliole della vecchia scuola dc.