Regolarizzazione per gli immigrati: trattativa serrata, Bellanova sventola le dimissioni. E c'è l'incognita M5S

Si cerca una quadra entro la settimana ma le posizioni divergono. La ministra dell'Agricoltura: campagne in grave difficoltà. Crimi: no a sanatoria stile Maroni, Bossi, Fini. Lamorgese media: troviamo criteri comuni

Regolarizzazione per gli immigrati: trattativa serrata, Bellanova sventola le dimissioni. E c'è l'incognita M5S

Dopo il Portogallo, ma anche altri paesi europei, l'Italia cerca una soluzione di sicurezza sanitaria e sociale per quelle persone che oggi, senza troppi clamori, restano fuori esposti a tutti i rischi del caso: gli immigrati per lo più, ma anche colf e badanti, anche italiani. Il governo discute e cerca di trovare la quadra sull'inclusione su una larga fascia di persone, per dirla con la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova, gli "invisibili". Sul piatto una maxi sanatoria, una regolarizzazione di massa che potrebbe riguardare ben 600 mila persone, non solo immigrate, molte delle quali impegnate nelle campagne, che otterrebbero attraverso il beneficio sia la possibilità di una regolarizzazione lavorativa che la l'opportunità di accedere al protocollo sanitario messo su per contenere il diffondersi dell'epidemia Covid. 

Se ne discute in queste ore. E sul tema, ha detto, la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, c'è "una condivisione di fondo. Ieri (martedì ndr) abbiamo avuto degli incontri - ha proseguito in un intervento a Radio Anch'io -. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito".

I punti di partenza

"Puntiamo - ha spiegato la titolare di via XX Settembre - a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole", ha detto la ministra. 

Entrando quindi nei numeri della trattativa, si può riscontrare all'interno della maggioranza una certa convergenza di intenti a favore della regolarizzazione. Si lavora a una limatura del provvedimento per portare a favore del testo anche quella parte del M5S che non vede di buon occhio lo strumento della regolarizzazione per numeri così alti. Come noto all'interno del Movimento, che fino a un anno fa governata con Salvini, ci sono diverse sensibilità. La posizione è chiarita in giornata dal capo politico del M5S, Vito Crimi che dice: "Continueremo a fare tutto quello che serve a fare emersione di lavoro nero, italiani o stranieri. Ma se c'è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo".

Pd, Iv e Leu spingono invece perché la norma venga approvata a stretto giro ed entri nel cosiddetto "decreto maggio" atteso in Cdm già in settimana. La sequela di incontri in teleconferenza tra la ministra dell'Interno, dell'Agricoltura, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, e la collega del Lavoro, Nunzia Catalfo, è proseguita per tutta la giornata. 

"C'è un tema in agricoltura - ha ricordato Provenzano - che è un'emergenza da risolvere non più procrastinabile: dai campi arrivano i cibi che consumiamo sulle nostre tavole, dobbiamo ora portare anche nei campi quei diritti negati a chi ci lavora. La regolarizzazione e l'emersione del lavoro nero non solo risponde ad un'esigenza di giustizia, ma è anche un incentivo a fare ulteriori passi di modernizzazione al settore agricolo", sostiene il ministro. E sull'opposizione delle destre dice: "E' un danno per agricoltura ed economia".

Non solo immigrati ma anche Colf e badanti

Si va oltre: non solo persone immigrate, ma in generale anche colf, badanti e lavoratori in nero, anche italiani: regolarizzare tutti per far emergere quelle situazioni critiche in cui i diritti sono negati. Una generalizzazione che non piace a Catalfo che chiede "paletti", criteri più precisi, che restringano la platea dei possibili beneficiari. Crimi boccia anche l'ipotesi dei permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. "Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare", dice. Il contraltare interno al Movimento è il presidente della Camera, Roberto Fico, la cui "corrente" è invece a favore della misura più ampia.

A fare da ago della bilancia sembra essere quindi Lamorgese, meno legata a logiche di partito. Per lei sarebbe opportuna un'ipotesi di regolarizzazione che non riguardi solo gli immigrati e non solo quelli stranieri e cerca di mettere d'accordo tutti nella maggioranza, proponendo numeri più bassi e criteri precisi. Mentre ancora se ne discute è chiaro che i 600mila rappresentano la platea di coloro che sono potenzialmente interessati dal provvedimento. Ma tutto sarà valutabile nel momento in cui arriveranno le domande da parte dei datori di lavoro. Le campagne premono perché la soluzione arrivi al massimo entro questa settimana.

L'opposizione sbarra la strada

L'altro scoglio da superare sarà poi quello dell'opposizione, che però si porrà soprattutto quando il decreto arriverà in Parlamento. Le barricate intanto sono già pronte e a costruirle è stato prima di tutto Matteo Salvini. "Con tutte le difficoltà che abbiamo, di lavoro, di risparmio, di mutuo, il governo sta lavorando a una maxisanatoria di immigrati clandestini", denuncia il leader leghista. "Vedremo di impedirlo in ogni maniera, dentro e fuori il Parlamento", ha aggiunto. Anche Forza Italia non sembra sedotta dalla misura. "Il governo di Conte, Renzi e Zingaretti abbandona commercianti e artigiani italiani ma vorrebbe una maxi sanatoria per 600mila stranieri clandestini - dice il senatore Maurizio Gasparri -. Siamo governati da irresponsabili. I renziani capofila di questa politica del caos e della resa agli sbarchi e ai campi abusivi, regno della violenza e dell'illegalità. Fermiamoli!". Anche i Fratelli d'Italia promettono battaglia e definiscono "inaccettabile" la sanatoria.