Regioni e contagi, l'esperto: come chiedere oste se vino è buono

Regioni e contagi, l'esperto: come chiedere oste se vino è buono
di Askanews

Milano, 28 mag. (askanews) - I dati sui contagi Covid? "Chiederli alle Regioni in questo momento è come chiedere all'oste se il vino è buono". Lo sostiene il professor Davide Bassi, fisico, ex rettore dell'Università degli studi di Trento, che già due settimane fa ha scovato l'anomalia del caso Trentino, passato da provincia tra le più colpite a livello nazionale a territorio quasi virus free. Con un calo in pochi giorni di quasi trenta volte del numero di casi giornalieri, ma frutto solo di un "fraintendimento" nella procedura."Quando vedo che ci sono ragioni che si fanno 'forti' con un numero di tamponi basso mi viene da pensare che vogliono mettere la polvere sotto il tappeto", osserva Bassi, interpellato da Askanews sul botta e risposta odierno tra Fondazione Gimbe, che ha parlato di "stranezze sui dati" e "magheggi sui numeri", e Regione Lombardia, che ha subito annunciato querela nei confronti del presidente della Fondazione Nino Cartabellotta.La regione Lombardia, annunciando la querela, afferma che i dati sono "certificati" dall'Istituto superiore di Sanità. "No - ribatte Bassi: l'Iss ne prende atto. Gli stessi esperti dell'Iss si lamentano dei dati ricevuti non sempre accurati". Il punto è proprio questo: "Il vero problema di queste valutazioni è rappresentato dalla qualità dei dati e dalla mancanza di un controllo di qualità effettuato a livello centrale sui dati forniti da Regioni e Province autonome". E quindi "ciascuno procede a modo suo, fa i tamponi diagnostici che vuole, più preoccupato di far apparire una situazione positiva piuttosto che di controllare lo stato effettivo delle cose e, soprattutto, di prevenire eventuali recrudescenze dell'epidemia".Il grande assente "è lo Stato centrale perché manca di una struttura adeguata per monitorare il comportamento delle singole realtà regionali. Dobbiamo fidarci dei dati che vengono mandati a Roma e non sempre facciamo bene a fidarci". Un esempio? "Fra Trentino e Lombardia, regioni entrambe apparentemente a tasso elevato di contagi, se vado a vedere i positivi per tamponi il Trentino hanno un dato molto più basso della Lombardia. E' chiaro che se non lo rapporto ai tamponi che vengono effettuati il numero assoluto di positivi ha poco senso". Quindi, secondo il professore, "se questo è il punto che la Regione Lombardia contesta butta i soldi dell'avvocato perché è innegabile che ha fatto un numero di tamponi diagnostici molto più basso in proporzione rispetto ad altri. E se faccio pochi tamponi ho pochi contagi".In particolare, spiega Bassi, "il numero di tamponi diagnostici fatti è un parametro che il ministero avrebbe dovuto definire e porre come condizione. Se si registrano ancora il 3 per cento di tamponi positivi, è chiaro che ci sono ancora molti casi in atto".Certo, prosegue Bassi, per la Lombardia, che ha avuto il grosso dei contagi, è ovvio che presenti le maggiori instabilità rispetto alle altre regioni: se si hanno pochi contagi è più facile gestirli". In generale comunque, ha aggiunto, "non sono in grado di dire se c'è malizia o disorganizzazione: sono argomenti delicati".