[Il commento] La rabbia feroce e la grande paura dei poteri forti contro il governo Di Maio-Salvini

Colpisce il pregiudizio di buona parte di quelli che avremmo chiamato un tempo “i poteri forti”, come anche di paesi europei. C’è un fronte ampio che rema contro il nascente governo

[Il commento] La rabbia feroce e la grande paura dei poteri forti contro il governo Di Maio-Salvini

A sentire il programma di un probabile ministro del governo Conte, di sicuro non ci annoieremo. E chi pensa di poter sfogliare la margherita con i suoi petali di “governo impotente”, “governo bloccato”, “governo” “fascista”, “governo in crisi” dovrà ricredersi. Naturalmente, lo scenario peggiore, di un governo che non decolla, potrebbe anche prendere il sopravvento nelle prossime settimane. Ma non è detto, non è scontato. Oggi conviene agli sconfitti gridare contro il nascente governo Di Maio-Salvini, mentre il leader del Carroccio elezione dopo elezione continua a prosciugare il bacino elettorale di Forza Italia (ieri Trentino Alto Adige).

Aspettare che Mattarella dia formalmente l’incarico

Il galateo costituzionale è già stato ampiamente violato. Si dovrebbe almeno salvare la forma e aspettare che il Presidente Mattarella dia formalmente l’incarico, sentiti i partiti, e invece l’indicazione del “professore Conte” è diventato il segreto di Pulcinella come la probabile lista dei ministri. Alcuni nomi, come è prassi, possono non essere ritenuti “idonei” dal Presidente Mattarella, che in queste ore sta lavorando per individuare nomi compatibili con le aspettative del Colle, e cioè in grado di rassicurare i mercati e le istituzioni internazionali.

Matteo Salvini nel box di partenza parte ben piazzato. Forte del consenso che continua a raccogliere deve e vuole onorare il (suo) patto con gli elettori sulla lotta alla immigrazione clandestina, accaparrandosi il ministero dell’Interno. Ma il governo Gentiloni e il suo ministro dell’Interno, Marco Minniti, consegnano al nascente governo una realtà della immigrazione clandestina ben diversa da quella degli ultimi anni. Più che ridurre gli sbarchi, il problema semmai sarà quello di gestire l’accoglienza di chi è già nel nostro Paese. Da questo punto di vista anche il popolo dei Cinque Stelle, come del resto del Pd ha espresso disagio nel dover affrontare questa realtà.

Possibili sorprese

Luigi Di Maio, nonostante i mal di pancia di una parte del suo elettorato, per l’intesa con la Lega, è convinto che il programma elettorale del movimento è stato trasferito in quello del nascente governo. Colpisce il pregiudizio di buona parte di quelli che avremmo chiamato un tempo “i poteri forti”, come anche di paesi europei. C’è un fronte ampio che rema contro il nascente governo. È vero un governo metà razzista e metà incolore. Ma diventare inquilini di Palazzo Chigi può anche riservare delle sorprese.