Quirinale, tanti nomi bruciati,si torna al via: Draghi-Mattarella

Quirinale, tanti nomi bruciati,si torna al via: Draghi-Mattarella
di Askanews

Roma, 27 gen. (askanews) - "Alla fine si è tornati alla casella di partenza...". Un big del Pd sintetizza così il "gioco dell'oca" che ha visto in poche ore bruciare via via candidati per tornare appunto al via: Mario Draghi o Mattarella bis. Due soluzioni che ancora presentano difficoltà ma che al momento appaiono le uniche in campo. Salvo che altri "conigli" vengano tirati fuori dai cilindri dei partiti.Il nome di Elisabetta Belloni ha collezionato una serie di no: prima Matteo Renzi, poi gli altri centristi, poi addirittura Luigi Di Maio in nome dell'unità della coalizione, e infine esponenti Dem che sottolineavano la mancata discussione sul nome della direttrice del Dis. Le quotazioni di Pier Ferdinando Casini erano precipitate già nella notte e in prima mattina.E allora si torna appunto "alla casella di partenza", con i partiti a scegliere tra il trasloco del premier o la richiesta di un sacrificio all'attuale inquilino del Quirinale: "Con una differenza. Ora si va da Draghi senza che sia più possibile alcun confronto preventivo sul governo", ragiona il big Democratico. Un'ulteriore spinta al nome del premier, secondo molti osservatori del Transatlantico, è arrivata poi dalla telefonata con Silvio Berlusconi: "Da un paio di giorni - raccontava in mattinata un esponente di governo molto vicino al premier - Draghi prova a contattare il Cavaliere senza riuscirci". All'ora di pranzo arriva invece la nota di Forza Italia che dà finalmente conto della telefonata avvenuta. È a quel punto che le quotazioni della Belloni si impennano, in un tentativo dei 'no-Draghi' di sbarrare la strada del Colle, salvo poi sgonfiarsi nel giro di un paio d'ore. Ma perchè si converga su Draghi ci sono ancora ostacoli. E il principale, ragionano nel centrosinistra, "è trovare un modo per cui Salvini e Conte non perdano del tutto la faccia e riescano a garantire la tenuta dei loro gruppi".Da qui le possibilità, ancora concrete, di un Mattarella bis: "Alla fine cristallizzare la situazione attuale può essere l'unica soluzione", si ragionava tra i Dem, ancora prima che a Mattarella arrivassero i 166 voti della quarta chiama sui soli 540 votanti. Un numero consistente, che potrebbe tradursi in altrettanti franchi tiratori sul nome di Draghi. Ecco allora che l'opzione Mattarella resta quotata. Sapendo che in quel caso bisognerebbe rispettare alcune condizioni: "Da Mattarella - è l'ultimo ragionamento del big Dem - dovremmo andare tutti, o quasi. E dovremmo andarci prima di arrivare alla disperazione. E soprattutto senza parlare di staffette: un presidente a termine non è previsto dalla Costituzione".