Quirinale, Grillo smentisce pressioni pro-Draghi su Conte

Quirinale, Grillo smentisce pressioni pro-Draghi su Conte
di Askanews

Roma, 26 gen. (askanews) - "Draghi non si arrenderà così facilmente": la previsione che stamattina un grande elettore del Movimento 5 stelle faceva in Transatlantico a Montecitorio potrebbe essersi materializzata sotto forma di una telefonata di Beppe Grillo a Giuseppe Conte. Ad alimentare il sospetto è la stessa piccata smentita del fondatore e garante del Movimento 5 stelle, che in una telefonata in diretta al direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, smentisce di aver parlato con Giuseppe Conte del sostegno a Mario Draghi per il Quirinale. E in un successivo sms risponde "vero" a proposito della notizia di una sintonia con Conte su due punti: stabilità del governo (quindi senza elezione alla presidenza della Repubblica dell'attuale inquilino di palazzo Chigi) e nome autorevole, super partes, per il Colle.La versione ufficiale sul colloquio fra il garante e l'ex premier, diramata dalla comunicazione a 5 stelle, parlava in effetti di "piena sintonia fra il presidente e il fondatore del Movimento 5 Stelle sulla linea che il Movimento sta tenendo in questa trattativa per il Quirinale, mirata a garantire piena stabilità all'attuale esecutivo per continuare a rispondere alle urgenze del Paese e a trovare un candidato autorevole e super partes". Ma diverse fonti di alto rango consultate da askanews parlano invece di telefonata "non facile" e di pressioni di Luigi Di Maio "e forse dello stesso Draghi, perché il premier ha sempre avuto un filo diretto con Grillo" per correggere la linea contiana che chiude la porta al trasloco di Draghi.Qualche "pontiere" stellato, raccontano a Montecitorio, aveva cercato di far desistere Grillo dall'intervenire in questo senso su Conte. E la smentita? "Qualcuno gli ha fatto capire quanto male potrebbe fare questa indiscrezione del suo supporto alla soluzione Draghi per il Quirinale: può solo indebolire Conte nel momento più delicato". Sta di fatto che l'antica guida carismatica del Movimento si smarca dalle indiscrezioni e prende posizione ufficialmente a favore della linea Conte, smorzando gli effetti di una possibile, clamorosa frattura. Che continua a dividere, comunque, quella che pare essere una maggioranza dei gruppi, contraria a votare Draghi come capo dello Stato, dalla minoranza che crede nell'ipotesi del trasloco e sotto sotto spera nella promessa, che qualcuno ha fatto balenare, di una "compensazione" al Movimento con la presidenza del Consiglio per l'attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio.