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L'ennesima promessa di Berlusconi impossibile da realizzare. Eppure ha fatto centro anche a sinistra

Il leader di Forza Italia dice che 600 mila migranti saranno espulsi se dovesse vincere le elezioni. Un progetto impossibile da realizzare per numerosi motivi, come tutte le sue promesse. Ma intanto il messaggio non è passato inosservato all’opinione pubblica

L'ennesima promessa di Berlusconi impossibile da realizzare. Eppure ha fatto centro anche a sinistra

Prova l'affondo, l'aut out Silvio Berlusconi. Ha fiuto, lo ha sempre avuto e tenta l'impossibile, e cioè di arrivare primo. Ricordate quando nel salotto di Bruno Vespa lanciò il “contratto” con gli italiani? Grande operazione propagandistica. Che ebbe successo. Ieri ha fatto qualcosa di simile, lasciando intravedere la possibilità di cacciare dall'Italia 600.000 migranti. “Oggi gli immigrati sono una bomba sociale. 600.000 non hanno diritto a restare, vivono di espedienti e reati”.

Intanto, come ha fatto Berlusconi a stimare in 600.000 gli irregolari, i comunque clandestini, i migranti che non hanno diritto di vivere in Italia? Come pensa di cacciare i non aventi diritto?
Da un punto di vista teorico ci vorrebbe un miracolo, l'ennesimo, per realizzare il sogno di Silvio Berlusconi.

Intanto va detto che dal 2002, l'ultima sanatoria della Bossi-Fini, è difficile quantificare la presenza di migranti irregolari nel nostro Paese. Anche facendo la somma degli sbarchi non otterremmo il numero reale delle presenze straniere. Perché almeno fino al 2016 la mobilità dentro i confini di Schengen è stata tollerata seppur illegale.

Vero che basta chiedere al Viminale le statistiche sulle espulsioni verso i paesi confinanti degli stranieri che abbiamo potuto dimostrare essere entrati illegalmente dalla Francia, dalla Svizzera, dall'Austria, dalla Slovenia. Per esempio. E naturalmente viceversa. E dunque il numero di 600.000 potrebbe rivelarsi sottostimato o, al contrario, sovrastimato.

E arriviamo alla cosiddetta espulsione. Una premessa. Tutti dovrebbero convenire che per espellere uno straniero senza documenti di identità e cioè di identificazione, dovremmo avere la certezza di mandarlo effettivamente nel suo paese di origine. Un riconoscimento che è avvenuto finora, attraverso le sedi consolari e diplomatiche dei vari paesi. E ci vuole tempo. Come pensa Berlusconi di risolvere il problema?

Per la verità nei primi anni di questo secolo, ministro dell'interno il leghista Roberto Maroni, Berlusconi trovò una scorciatoia, e cioè il respingimento in mare con il rientro dei natanti nei porti di partenza in Libia. Il tribunale dei diritti dell'uomo condannò l'Italia per i respingimenti in mare. Dice Berlusconi che gran parte di questi irregolari vive di espedienti e di reati. 

Nelle carceri italiane sono detenuti circa 17.000 stranieri. Alcune migliaia scontano condanne definitive. Per esempio duemila romeni. Il ministero di giustizia ha tentato di trovare un accordo per far scontare lavoro pena nelle carceri dei paesi di provenienza. La Romania non è in grado di accoglierli per il sovraffollamento ti delle carceri che ormai non problema diffuso, che ha colpito anche la Francia è la Bulgaria oltre la Romania. Forse Berlusconi vuole costruire carceri in Romania?

E in quanto tempo pensa di espellere seicentomila indesiderati? Attualmente accettano voli charter solo l'Egitto, la Tunisia e l'Algeria. Per gli altri paesi ci rivolgiamo alle compagnie aeree di linee. Che effettuano collegamenti aerei saltuari e sono disposti a cedere al massimo una decina di posti alla volta.

Dunque in politica potrebbe accadere anche l'impossibile. In via teorica per realizzare l'impegno di cacciare i migranti, se Berlusconi andasse al governo dovrebbe convocare gli ambasciatori dei paesi che ci interessano e proporre uno scambio: riprendetevi i vostri migranti in cambio di un tot di aiuti economici.

Ecco, in ogni caso il messaggio di Silvio Berlusconi ha fatto centro, ha colpito l'opinione pubblica, anche quella di sinistra. A prescindere direbbe Totò dalla sua fattibilità. Del resto tutte le sue promesse non si sono mai realizzate.

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo, giornalista d'inchiesta   
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