Caso Gregoretti, i senatori della Lega mandano a processo Salvini

La parola finale spetta all’Aula: la decisione prevista a metà febbraio. La Giunta ha respinto la proposta del presidente Gasparri di negare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno. Una decisione "tattica"

TiscaliNews

E' quanto mai contraddittoria l'intera storia dell'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per la vicenda della nave Gregoretti, prima con pareri diversi tra le procure coinvolte e poi con uno "scambio di ruoli" tra maggioranza e opposizione nel votare contro l'ex ministro dell'Interno. Questi rischia pene che vanno dai sei mesi ai 15 anni, a seconda dell'interpretazione che il Giudice darebbe in caso di condanna nell'eventuale processo, oltre che la decadenza da parlamentare in base alla legge Severino.

L'antefatto

La nave della Guardia Costiera Gregoretti fu bloccata da Salvini a Catania, il 26 luglio scorso, e poi dal 28 al 31 luglio nel porto di Augusta, dove si era recata su indicazione del Comando generale della Capitaneria di Porto. Già allora ci fu una diversa valutazione tra Procura di Catania, che il 30 luglio fece effettuare una ispezione sanitaria sulla nave, e quella di Siracusa, che il 31 sollecitò lo sbarco dei naufraghi. Anche a sbarco avvenuto, la magistratura ha considerato in modo diverso i fatti.

La procura di Catania

La procura di Catania ha aperto subito una indagine per sequestro di persona, chiedendo però a settembre l'archiviazione "per manifesta infondatezza della notizia di reato". Il Tribunale della città etnea, dopo ulteriori indagini (e un nuovo parere alla Procura, che ha confermato la richiesta di archiviazione) ha invece deciso diversamente il 28 novembre, imputando a Salvini il "reato di sequestro di persona, aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall'abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché di avere commesso il fatto in danno di soggetti minori di età".

Le prossime mosse

La richiesta di poter processare Salvini davanti al Tribunale dei ministri è giunta in Senato il 18 dicembre scorso, e il 3 gennaio è iniziato l'esame in Giunta per le autorizzazioni a procedere, nello stesso giorno in cui il leader della Lega ha presentato la propria memoria. Secondo il Regolamento del Senato entro un mese la Giunta è tenuta a pronunciarsi, ma la data inizialmente fissata - il 20 gennaio - è stata rimessa in discussione vista la pausa dei lavori di Palazzo Madama per le Regionali.

Il giochino della Lega

La maggioranza, favorevole all'autorizzazione al processo, ha cercato di evitare il voto in Giunta prima delle urne temendo che Salvini potesse sfruttarlo elettoralmente in Emilia, mentre lo Stesso Salvini ha chiesto di pronunciarsi per il suo processo. E così la proposta del relatore, il presidente Maurizio Gasparri, volta a negare l'autorizzazione a procedere, è infine stata respinta grazie ai voti della Lega. Entro i prossimi 30 giorni, in Aula potrebbe dunque arrivare il sì al processo anche se, sempre secondo il Regolamento di Palazzo Madama, l'Assemblea prende semplicemente atto delle decisioni della Giunta. A meno che 20 senatori presentino una mozione di segno opposto, che a quel punto dovrebbe essere votata.

La melina di Pd, 5S e Iv

"La maggioranza non solo vuole processare Salvini, ma pretende anche di decidere come e quando - aveva detto Erika Stefani a nome dei componenti leghisti della giunta per le immunità di Palazzo Madama -. Se la maggioranza pensa davvero che Salvini sia un sequestratore, l'ex ministro andrebbe fermato subito. La melina di Pd, 5S e Iv dimostra che è solo una vergognosa sceneggiata per colpire il leader della Lega. La vera sentenza sarà emessa dagli elettori di Calabria ed Emilia-Romagna, e per smascherare l'ipocrisia della maggioranza voteremo sì al processo".

Le polemiche

"Guareschi diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto", ha detto Matteo Salvini, a margine di un'iniziativa elettorale della Lega a Comacchio, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti. "Salvini sta usando un tema della giustizia per motivi politici e personali, come sul caso Diciotti e sul Russiagate. Quella della Gregoretti è una vicenda solo giudiziaria, ma lui pretende l'impunità", aveva sostenuto il segretario Pd Nicola Zingaretti. "Gli avversari si sconfiggono con la politica, ma chi rappresenta i cittadini lo giudichi leggendo le carte - aveva spiegato -. Salvini è garantista su se stesso e giustizialista con gli avversari".

Il segretario del Pd

Il segretario del Pd aveva anche aggiunto che "la presidente del Senato Casellati ha compiuto un atto sbagliato, invece di garantire una terzietà si è schierata a favore della sua parte politica. Questo resta un vulnus, una funzione istituzionale molto importante non è stata rispettata". Sul caso Gregoretti "Salvini è passato dal sovranismo al vittimismo, ma è solo tattica - aveva detto il ministro Luigi Di Maio a margine del Consiglio Esteri Ue -. Il nostro obiettivo come parlamento deve essere di lavorare per i cittadini, la magistratura si occuperà della questione Gregoretti. Ognuno si prenda le sue responsabilità".