La prima nata in Liguria diventa un caso, Toti la difende e così punta a prendersi il centro del Centrodestra

Commenti xenofobi sul profilo di Toti, centrati soprattutto sul fatto che non tutti i bimbi potessero considerarsi “liguri”

La prima nata in Liguria diventa un caso, Toti la difende e così punta a prendersi il centro del Centrodestra

Partiamo dalla fine, dalla polemica di ieri per poi allargare il discorso. Perché, davvero, da una polemica piccola piccola – in qualche caso leggendo qualche commento anche moralmente – può nascere un ulteriore tassello di un centrodestra moderato, che si smarchi da un massimalismo in cui i voti di Fratelli d’Italia e della Lega spesso si rimescolano, ma che – comunque – sommati insieme non vanno mai oltre il 40 per cento. E quindi non vincono. E allora diventa decisivo il ruolo del centro del centrodestra: Berlusconi che è risalito al 7-8 per cento con le posizioni “responsabili” su scostamento di bilancio e una serie di altre vicende su cui ha trascinato tutto il centrodestra e Giovanni Toti forte del 22,61 per cento della sua lista alle regionali liguri, cinque punti e mezzo in più rispetto alla Lega che sperava in rapporti di forza ribaltati e anche qualcosina in più.

Insomma, Giovanni Toti - anche studiando i voti alla sua lista che sono stati assolutamente trasversali e anzi hanno una parte notevole di elettori ex di sinistra, da Vado Ligure al quartiere di Certosa, storicamente uno dei più rossi di Genova, che però per la prima volta ha scelto il centrodestra per “ringraziare” Toti (e il sindaco Marco Bucci) per il Ponte ricostruito – si sta smarcando sempre più non dall’alleanza con il resto del centrodestra, ma dal fatto che le posizioni più estreme diventino la linea della coalizione.

E, peraltro, storicamente, in Liguria sia la Lega che Fratelli d’Italia hanno espresso una classe di amministratori “moderati” lontani da alcuni eccessi di tardi epigoni del sovranismo, probabilmente ormai fuori tempo massimo. Insomma, partiamo dalla fine e cioè da un comunicato del presidente della Regione Liguria che, come fa ogni anno, si complimenta con i primi nati e con le loro mamme.

E’ chiaro che il primo gennaio 2021 tutto questo ha anche un forza simbolica ulteriore, una forza di rinascita e quindi il comunicato è molto più che un pro forma: “Si chiama Morena, è nata 13 minuti dopo la mezzanotte all'ospedale Sant’Andrea della Spezia da una coppia di spezzini, la prima nata del 2021 in Liguria. Qualche ora dopo è venuto alla luce Louis, figlio di una coppia albanese residente a Taggia, nell'Imperiese. Il piccolo, che pesa 3,580 chili, è nato alle 3.10 battendo sul tempo Graeter, una bimba di origini nigeriane, nata alle 3.50 al Policlinico San Martino. Poi è stata la volta di Wilson Fabian, nato alle ore 7.58 al Gaslini, figlio di ecuadoriani”.

Scrive Toti sui suoi social: “Siete la nostra speranza, il nostro futuro, la forza per non mollare in questo nuovo anno che è appena iniziato, Benvenuti al mondo piccoli e auguri alle vostre famiglie a nome mio e di tutta la Liguria".

Il problema però è che Toti posta anche la foto arrivata in tempo reale dall’Ospedale Policlinico San Martino, che ha un comunicatore come Pietro Pisano sempre avanti rispetto alla notizia stessa, della mamma nigeriana con la sua bimba. E si scatenano una serie di commenti xenofobi sul profilo di Toti, centrati soprattutto sul fatto che i bimbi non potessero considerarsi “liguri”.

Tanto che è lo stesso Toti, con il suo profilo certificato, a dover intervenire altre due volte sotto il suo post, circostanza solitamente non frequentissima. E così il governatore ligure scrive "Chi nasce in Liguria è ligure!", ovviamente scatenando nuove raffiche di commenti. E ancora: "I commenti razzisti verranno rimossi dai moderatori della pagina. Una bambina che viene al mondo è una benedizione e va accolta come tale, senza polemiche inutili e dannose a qualsiasi dibattito democratico. Proviamo a iniziare il 2021 con un nuovo passo".

Ma è solo l’inizio perché, tempo pochi minuti, arriva il comunicato ufficiale del gruppo della Lega in Regione, firmato dal capogruppo Stefano Mai che pure è stato assessore di Toti fino a quattro mesi fa: "Non si può definire italiano, né ligure, chi nasce sul nostro territorio da genitori stranieri. Auguri e benvenuti a tutti i nuovi nati del 2021 in Liguria, ma ribadiamo che per essere italiani e liguri sia necessario intraprendere un percorso ben definito e quindi richiedere successivamente la cittadinanza, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. No allo Ius soli. Con la Lega al governo in Liguria così come, speriamo presto, a Roma, non accadrà mai che l'acquisizione della cittadinanza italiana avvenga come semplice conseguenza del fatto giuridico di essere nati in Italia. Occorre difendere le nostre tradizioni e la nostra identità. Pertanto, la trasmissione alla prole della cittadinanza dei genitori, sulla base della discendenza e non del luogo di nascita, è fondamentale".

E sulla stessa falsariga ci sono anche le dichiarazioni del segretario della Lega in Liguria ed ex viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi che attacca: “Quella bambina non è ligure, la nostra posizione è chiara e nota, la Lega è contraria allo ius soli e fino all'altro ieri questa era anche la posizione di Toti”. E Rixi aggiunge anche: “noi, come maggioranza in Regione, siamo contro lo ius soli».

E quel riferimento al “noi come maggioranza in Regione” per Toti è quasi un messaggio nemmeno troppo cifrato. Ma, per l’appunto, la strada di Toti, che pure rispetta l’alleanza con la Lega, è verso un altro mondo, civico e moderato. Dove, magari, su questa vicenda il vero snodo e la vera soluzione può essere lo ius culturae.

Ad esempio, non è un caso che in molti di coloro che commentano il post sulla bambina nigeriana attacchino Toti anche sulla sua posizione a favore dei vaccini, senza se e senza ma, ed è quasi la prova plastica della saldatura fra mondi negazionisti e No Vax e quelli della parte più a destra dello schieramento politico, che c’entrano anche poco o nulla con le forze di maggioranza al governo della Liguria.

Insomma, prosegue a tappe veloci lo smarcamento di Toti dall’anima sovranista della sua coalizione, operazione politicamente perfetta perché chiaramente se un “mercato politico” è già presidiato chiaramente gli elettori scelgono l’originale e non la copia.

Quindi, così come dimostrato dalle regionali liguri, le praterie sono sul centro del centrodestra, il mondo orfano dell’ex pentapartito.

E così, nelle settimane, ad esempio, Giovanni Toti, oltre alle foto della bimba e alla scelta fortissima sui vaccini, ribadita in continuazione, ha preso altre posizioni che lo avvicinano a tratti più a Matteo Renzi, a Carlo Calenda, oltre che ovviamente a Silvio Berlusconi, dalla cui scuola viene, che all’ala sovranista della sua maggioranza.

Ad esempio, la sua posizione favorevole al Mes, fin da maggio, diametralmente opposta a quelle dei Bagnai e dei Borghi e degli ultrà leghisti del sovranismo.

O, la difesa di voci non perfettamente allineate, ma intellettualmente liberissime come Luca Bizzarri e Davide Livermore, da parte di Ilaria Cavo, che è la più fedele e capace seguace di Giovanni Toti, non a caso plebiscitata dagli elettori.

“Elena” di Euripide, che è stato lo spettacolo qualificante per il teatro negli ultimi dieci anni a Genova, proprio con la regia di Livermore, scelto su imput di Ilaria Cavo, ha una frase meravigliosa, quando Menelao viene sorpreso da una vecchia che lo scoraggia: «I porti in Egitto sono chiusi». Replica: «I naufraghi sono cosa sacra agli Dei»

Ed è, meravigliosamente, Euripide.

Ma potrebbe essere anche Davide Enia nel suo capolavoro “L’abisso”, che è una tragedia greca 4.0.

Insomma, potrei continuare a lungo.

Non è certo un Toti “di sinistra” come vogliono caricaturarlo oggi quello che si sta costruendo questo profilo.

A un certo punto, quando sembrava che i senatori del MoVimento Cinque Stelle non votassero la riforma del MES e facessero cadere il governo Conte bis, fra i nomi dei “responsabili” pronti a correre in aiuto alla maggioranza uscirono subito quelli dei tre senatori di IDEA-Cambiamo!, i due ex ministri Gaetano Quagliariello e Paolo Romani e Massimo Berutti. In verità i tre senatori totiani avevano semplicemente presentato una mozione diversa dal resto del centrodestra e non pensavano ad appoggiare Conte, anche perché non ne aveva alcun bisogno, come fu chiaro nella votazione.

Ma quello che appare è un Toti “moderato” a tutto campo, dove per moderato si intende un significato ampio che arriva anche alla linea “aperturista” sulle attività, che vede nel governatore ligure la punta più avanzata, curiosamente insieme a Matteo Renzi. E la giornata iniziata con il saluto di Toti ai nuovi nati, finisce con un altro post di Toti: “Stupisce, lascia amareggiati e per la verità anche un po’ perplessi che qualcuno, in un anno come questo, riesca a fare polemica anche su un post di benvenuto al mondo per una bimba nata in una notte così carica di dolore e di speranza.

Nel Paese con il tasso di natalità più basso del mondo, una nuova creatura è un fatto positivo, quale che sia la sua nazionalità e il colore della sua pelle.

Greta, si chiama così, è nata in un ospedale ligure, con medici e infermieri liguri. Sua madre ha in tasca una tessera sanitaria del nostro Paese. Non ho chiesto alla Direzione del San Martino se fosse immigrata, naturalizzata, cittadina italiana o di un altro Paese. Francamente non me ne frega nulla in questo caso. Greta è nata qui, andrà qui in Liguria all’asilo e a scuola. I suoi genitori e anche lei, quando crescerà, da lavoratrice avrà gli stessi diritti e gli stessi doveri degli altri lavoratori. E gli stessi diritti e doveri sociali.

Nulla c’entra tutto ciò con i diritti politici concessi dalla cittadinanza, provenga essa dallo Ius soli o da altri strumenti di diritto. Di questo si occuperà il Parlamento nazionale, non certo la nostra Regione. Ed è un dibattito assai più complesso di quello che ruota attorno a un post. Se mai il Parlamento deciderà di affrontare questo tema (direi che oggi francamente abbiamo altre priorità), spero che tutti i partiti lo facciano consapevoli della delicatezza dell’argomento e dei sofisticati risvolti civili, sociali, legali ed economici che porta con sé. E senza l’approssimazione e i sottotesti sgradevoli che ho letto e ascoltato oggi nell’assurdo dibattito su un neonato!”.

E il riferimento ai sottotesti è tutto politico. Moderato sì, ma con gli artigli.