Ponte Morandi: danni per 422 milioni di euro, ma il decreto è fermo in Senato. Riaperta una parte della "zona rossa"

Le aziende dovranno rispettare un protocollo per l'emergenza e ottenere il nulla osta della Protezione civile. Presentati 408 emendamenti al dl in discussione da lunedì

Ponte Morandi: danni per 422 milioni di euro, ma il decreto è fermo in Senato. Riaperta una parte della 'zona rossa'
TiscaliNews

Sono stati quantificati i danni derivati dal crollo del Ponte Morandi e la cifra è di tutto rispetto. Ben 422 milioni di euro subiti da imprese e professionisti, stando alle stime fatte dalla Camera di commercio ligure proprio nel giorno in cui il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha dato il via libera per la riapertura di una parte della "zona rossa". E' arrivato infatti l'ok dei sensori installati sul troncone Ovest del Ponte Morandi che riaccende a Genova la speranza di un ritorno alla normalità per una fetta di zona rossa. In tutto le segnalazioni sono state 2058 soprattutto da parte di imprese di logistica e turismo. Solo 63 milioni di questi sono i danni diretti subiti da immobili, fabbricati, macchinari e scorte. La restante parte sono mancati guadagni oppure oneri aggiuntivi.  

Le imprese che possono tornare in attività

Molte delle imprese chiuse precauzionalmente dopo il 14 agosto nei prossimi giorni potranno riaprire i battenti e rimettere in moto le macchine, ma primna dovrà arrivare il nulla osta della Protezione civile e previa adozione delle misure imposte dall'ordinanza, ma dovranno sospendere le attività in caso di allerta meteo. Regole restrittive, come appare giusto secondo una norma di cautela: ogni azienda dovrà avere al suo interno un responsabile per eventuali evacuazioni che dovranno avvenire in 240 secondi, e in ogni edificio non potranno trovarsi più di 50 persone contemporaneamente.

Gli adempimenti. Per poter tornare a lavoro le aziende dovranno nominare un responsabile dell'evacuazione e dovranno predisporre un piano per affrontare l'emergenza. Quando i sensori daranno l'allarme le persone presenti negli edifici - che non potranno essere più di 50 - dovranno procedere all'evacuazione entro 4 minuti. La zona riaperta resta inibita ai visitatori e ai fornitori salvo casi eccezionali e previa firma di un consenso informato sui rischi. Resta inibita la zona di proiezione del viadotto crollato. E le costruzioni nell'arco di 10 metri sotto il ponte dovranno avere tettoie di protezione e rispondere a misure speciali di sicurezza.

Intanto è ancora fermo al palo il Decreto Genova, ancora in attesa di coperture. Il provvedimento è fermo al Senato perché non è chiaro con quali fondi possa essere sostenuta la spesa di ricostruzione nel caso in cui Autostrade decidesse di non pagare la ricostruzione. Gli emendamenti presentati alle commissioni congiunte Lavori pubblici e Ambiente del Senato sono 408. Da lunedì il provvedimento sarà in discussione in Aula, dopo l'approvazione della Camera.
Da quanto appreso finora, la Lega non ha presentato emendamenti, il Pd all'incirca una sessantina. Previsti anche 90 ordini del giorno.