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Il ponte incendiato, banchi a rotelle e mascherine irregolari: così la cronaca violò il silenzio elettorale

Nella Capitale il Ponte dell’Industria chiuso dopo un incendio partito dalle baraccopoli lungo il Tevere. M5s: “Strano proprio alla vigilia del voto”. Il ritiro di un lotto da circa 180 mila pezzi tra sedie e banchi monoposto perché non in regola con le norme antincendio

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
Il ponte incendiato, banchi a rotelle e mascherine irregolari: così la cronaca violò il silenzio elettorale

Quelle notizie non politiche che dicono tanto della politica. Ci possano sotto gli occhi in una domenica elettorale che farà il tagliando ai partiti e darà indizi importanti sul quadro politico presente e futuro. Un ponte strategico per la viabilità della Capitale che implode divorato dalla fiamme molto probabilmente provocate da una baraccopoli  abusiva lungo il Tevere. I mitici banchi a rotelle che un'estate dopo risultano essere non solo inutili ma persino pericolosi visto che alcune forniture non rispettano le norme antincendio e quindi vanno fatti sparire in fretta e furia dagli istituti scolastici. Il tutto mentre aleggia da mesi, e in questi giorni se ne riparla  con insistenza, la storia delle mascherine Fpp2 taroccate in Cina ma vendute per buone in Italia. Anche qui a suono di milioni.

Il silenzio elettorale

Il silenzio elettorale impone la massima attenzione a non richiamare lattenzione - in positivo o in negativo   - su uno o laltro dei candidati. Su una o laltra forza politica. Ma lurgenza della cronaca non rispetta regole, obblighi e politically correct. E bussa alla porta quando capita. Quando i fatti avvengono. E se i casi Morisi (lex guru della comunicazione di Matteo Salvini) e Fidanza (il capo delegazione di Fratelli dItalia a Bruxelles) possono risentire del timing tipico degli scandali che in molti paesi scoppiano a poche ore dal voto, lo stesso non si può dire del ponte crollato a Roma. O delle notizie - non confermate dal ministero dellIstruzione - sui banchi a rotelle. Fatti che raccontano soprattutto dellincuria e quindi delladeguatezza di chi dovrebbe gestire la cosa pubblica.

Lincuria

Il rogo che la notte tra sabato e domenica ha messo fuori uso e in parte collassare il ponte dellIndustria - Ponte di ferro lo chiamano i romani - costruito nel 1862. Lincendio sarebbe partito dagli accampamenti di clochard sotto il ponte, in mezzo alle sterpaglie, su una delle sponde del lungotevere. I vigili del fuoco non escludono la pista di un corto circuito della rete elettrica che correva nelle condotte elettriche e del gas lungo le campate del ponte. Sembra escluso il dolo. Nessuna persona coinvolta, ma danni enormi alla struttura, dichiarata inagibile, blackout e pesanti conseguenze sul traffico: l'opera è uno snodo nevralgico che collega due quartieri popolosi, Ostiense e Marconi. Ed è chiaro che le conseguenze sul traffico saranno catastrofiche per i prossimi mesi. In un modo o nellaltro - il rogo della baraccopoli abusiva lungo il Tevere o il cortocircuito elettrico - lincendio pare proprio essere il risultato dellincuria. Le prime analisi e le testimonianze raccolte sembrerebbero ricondurre l'origine del rogo alle baracche - dove si fa uso di fornelli elettrici e a gas - che si trovano proprio sotto una delle estremità del ponte in mezzo a vegetazione secca che ha favorito la propagazione del fuoco. Un fornelletto potrebbe aver fatto partire il rogo che ha iniziato ad essere visibile intorno alle 23 di sabato sera. 

Alcuni testimoni raccontano di aver sentito uno scoppio, puzza di gomma bruciata e di gas.

Le polemiche

L'incendio, proprio alla vigilia del voto per l'elezione del sindaco di Roma, ha arroventato le polemiche nonostante il silenzio elettorale. Virginia Raggi è andata subito sul posto e ha promesso: Io non mollo, amo Roma. Stringe il cuore vedere un pezzo di storia ridotto così. Sè fatta subito sentire la leader di Fratelli dItalia Giorgia Meloni: "Roma nel degrado grazie alla giunta Raggi. Durissimo il deputato di Forza Italia Sestino Giacomoni: La Raggi per i romani è peggio di Nerone". Per Maurizio Gasparri (Fi), quello di sabato sera è l'ultimo capitolo del disastro e dell abbandono di Roma nell'era Raggi. I 5 Stelle cavalcano lipotesi del complotto. Il deputato Marco Di Bella ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Interno anche per mettere a tacere i sospetti che si leggono in rete su questa coincidenza, un disastro avvenuto a poche ore dall'apertura delle urne. Giuseppe Conte mette il petto in fuori e difende la sindaca dagli attacchi politici: Vergogna, state usando questa disgrazia in chiave politica ed elettorale. Da ore gli avversari politici stanno violando il silenzio elettorale.

Silenzio imbarazzato

Silenzio di tomba, invece, sullaltra notizia che ieri è circolata su web e tv: i mitici banchi a rotelle non sono a regole con la normativa antincendio. Non tutti. Uno specifico lotto da 70 mila sedie e 110 mila banchi monoposto. Una fornitura dal valore di circa 9 milione di euro. La notizia è stata anticipata da Il Tempo, ripresa da molti media, nè confermata nè smentita dal ministero. Solo lex ministra Azzolina si è affrettata a dire che è solo una fake news terrorizzata che proprio in queste ore questa notizia possa influire - e non certo in positivo - sugli elettori.  Cè però il documento firmato dal generale Figliuolo, commissario allemergenza Covid: A seguito di specifiche analisi merceologiche è emerso che gli arredi scolastici forniti dalla ditta (hanno evidenziato la non conformità degli stessi alle normative in materia di sicurezza antincendio, impedendone l'uso ed imponendone il ritiro dagli istituti scolastici ove erano stati distribuiti al fine di eliminare i possibili rischi in caso di incendio. Ecco, capito bene: roba che se per qualche disgraziato motivo parte una scintilla in classe, laula diventa una torcia.  Il ritiro dalle scuole costerà più di 170mila euro al ministero dell'Istruzione, costi che vanno ad aggiungersi ai circa 9 milioni di euro spesi un anno fa per acquistarli. Il disgraziato lotto aveva già un altro problema: i banchi erano lunghi 74 cm invece di 60 e così non garantivano il distanziamento. I banchi devono essere ritirati con la massima urgenza. Ha scritto Figliuolo: Eventuali ritardi nel ritiro dei materiali avrebbero un impatto negativo importante sulla sicurezza negli istituti scolastici ove tali arredi sono stoccati.

E le mascherine?

Inevitabile, in questo clima, tornare a parlare anche delle mascherine Fpp2 su cui la procura di Roma ha aperto uninchiesta alla fine del 2020 e per cui nellaprile scorso ha proceduto ad arresti e iscrizioni al registro degli indagati.   Lo ha fatto Giorgia Meloni, leader ferita dallinchiesta sulle simpatie fasciste e su unipotesi di finanziamento illecito che ha coinvolto uno dei suoi fedelissimi, leurodeputato Fidanza. Sugli scandali dei 100milioni di euro di mascherine comprate a 1,5 euro, pure fallate, dalla Cina attraverso una società olandese, mentre le istituzioni acquistavano le stesse a 30 centesimi, si può sapere dove sta la magistratura? La magistratura così attenta su tutto il resto dovè?. Mascherine e apparecchi per lossigeno, i due buchi neri dellemergenza Covid a cui ora si aggiungono i banchi a rotelle dopo i monopattini.

Cè il silenzio elettorale. Ma la cronaca fa il suo corso. E interpella sempre, inevitabilmente, la politica. Vedremo già stasera se e come tutto questo avrà effetto sui voti degli elettori. A Roma e a Milano, soprattutto, le due partite che più di altre decideranno i nuovi equilibri nel centrodestra.  

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   

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