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Pnrr, ancora nella nebbia e in alto mare. A rischio anche asili, sanità e idrogeno

Ieri l’informativa del ministro Fitto non è stata l’attesa operazione verità promessa dal governo. Bruxelles non ha ancora liberato la terza rata (19 miliardi). E ci sono problemi anche sulla quarta (16). Il governo ora promette: “Spenderemo tutto fino all’ultimo cent”. Altrimenti ci salta il bilancio. Ecco, regione per regione, i fondi e i progetti chiave

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
Pnrr, ancora nella nebbia e in alto mare. A rischio anche asili, sanità e idrogeno

Loperazione verità è sembrata più che altro unoperazione rinvio. Chi nella maggioranza aveva annunciato linformativa del ministro Fitto come il momento della chiarezza dopo tante settimane di detti e contraddetti è rimasto deluso. Come chi nelle opposizioni era in attesa finalmente della fotografia dello stato delle cose sul Piano nazionale di resilienza e resistenza. Unoperazione verità, appunto. Da cui però si sono capite solo tre cose: il governo, contrariamente a quanto già detto in questi mesi e per bocca di vari ministri (da Fitto a Crosetto passando per Zangrillo e a cominciare dalla premier) vuole spendere tutti i soldi messi a disposizione dai fondi del Next Gen Eu (209 miliardi); bocciati senza appello gli stadi di Firenze e Venezia e speriamo che le due città abbiano progetti alternativi pronti altrimenti addio soldi (55 milioni solo per Firenze); fortemente a rischio asili, scuole per linfanzia, medicina del territorio e impianti a idrogeno previsti nella prima rata di questo 2023 che scade a fine giugno.

Un po poco per essere unoperazione verità. Anche perchè la promessa di Bruxelles che il via libera alla terza rata (i 29 miliardi del secondo semestre 2022, quelli dove stavano gli stadi di Firenze e Venezia per intendersi) sarebbe arrivata tra lunedì e martedì giusto in tempo per linformativa, è andata delusa. Così che il ministro Fitto è andato davanti al Parlamento senza poter iniziare dalla attesa bella notizia. Che arriverà, senza dubbio. Cè tempo fino a domenica. Fino a domani, visto che il venerdì pomeriggio gli uffici della Commissione chiudono fino al lunedì.

Linformativa

Fitto ha ufficializzato la bocciatura da parte della Commissione del restauro dello stadio di Firenze e della costruzione di uno stadio e di un palazzetto dello sport a Venezia, entrambi previsti dai Piani urbanistici integrati dei due capoluoghi. Non potranno essere realizzati con i fondi del Pnrr, ma potranno avere altre soluzioni fuori dal percorso del Piano.  Il senatore Renzi da qualche giorno conduce una sua battaglia tutta di principio e tutta fiorentina: Sono un tifoso della Fiorentina ma non posso accettare che i soldi pubblici vadano a pagare lo stadio di calcio. I soldi del Pnrr non dovevano essere messi per lo Stadio. E infatti in Europa ci hanno detto no. La soluzione adesso è "rendere subito esecutivi i progetti legati a scuola, case popolari e verde pubblico e non perdere quei 55 milioni. Come vedete, ha assicurato il leader di Italia viva che ieri ha registrato larrivo in squadra di alcuni esponenti del Pd tra cui Enrico Borghi (senatore) e Chinnici (eueodeputata)  Italia viva assicura in una logica di dialogo costruttivo il suo tifo per il governo che spende i soldi europei per tutti gli italiani.

Sono in via di soluzione le altre due criticità che tengono ancora ferma la terza rata: quella sulle concessioni portuali è stata risolta con un decreto del ministro Salvini che ha superato le osservazioni della Commissione e dettato nuove linee guida rafforzando il quadro regolatorio e coinvolgendo l'Autorità dei Trasporti. L'altra criticità relativa al bando sulla promozione del teleriscaldamento efficiente è stata superata con la prossima pubblicazione di un nuovo bando concordato sempre con la Commissione.

Il problema è che non avendo ancora in mano i 19 miliardi della Terza rata, adesso rischiamo anche con la quarta che scade il 30 giugno. Ballano 16 miliardi per 27 obiettivi.

Fra questi obiettivi, ha avvertito il ministro Fitto, ce ne sono alcuni da rimodulare. In particolare sono oggetto di un confronto con la Commissione i target relativi agli asili nido e alle scuole d'infanzia, la sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto stradale e il progetto CinecittàChi segue un po le cronache dal Pnrr sa questa cosa da almeno un paio di mesi. Ieri è stata ufficializzata al Parlamento e al grande pubblico. E sugli asili è finita la tregua parlamentare. Il ministro del Pnrr e dei Rapporti con la Ue ha garantito che il governo sta cercando di salvare gli asili, salvaguardarli nell'obiettivo finale perché ad oggi sono stati accumulati grossi ritardi, ci sono comuni che riescono a raggiungere il target del 30 giugno e altri non ce la fanno. Noi stiamo trattando con la Commissione Ue per salvare lobiettivo che cuba 4,6 miliardi di finanziamenti.

Tre problemi per questi ritardi che coinvolgono soprattutto il Sud: le ormai note difficoltà tecniche di partecipare ai bandi di gara (e su queste il governo doveva intervenire prima perché sono note da tempo); lo scarso interesse commerciale visto che, al di là delle capacitò, il capitolo asili non ha attirato molte attenzioni; il timore di costruire limmobile (con i soldi del pnrr) e non avere poi come far funzionare gli asili perchè i comuni non hanno i soldi per pagare le maestre. Su questo ultimo specifico punto è intervenuto già il governo Draghi assicurando i fondi per le assunzioni del personale. Da settembre scorso però poi non è stato fatto più nulla. 

Opposizioni di nuovo in attacco

Non cè dubbio che avere tanti asili sarebbe una buona cura contro linverno demografico che sta colpendo lItalia (saldo morti-nascite è negativo per circa 350 mila unità). Le opposizioni, in particolare il Pdnon credono alle rassicurazioni di FittoSul Pnrr viene giù la maschera da parte di questo governo. Non indicano le criticità, non credono nella funzione della sanità pubblica e a rischio ci sono anche gli asilo nido. Insomma, la vita delle persone ha attaccato il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia. Abbiamo l'opportunità di realizzarne più di 260 mila nuovi posti entro il 2025: gettare la spugna sarebbe molto grave ha detto Irene Manzi responsabile scuola e povertà educativa del Pd. Mara Carfagna ha chiesto rassicurazioni sul 40% delle risorse destinate al Sud. E, ancora una volta, non ha avuto risposta. Mariastella Gelmini (Terzo Polo) ha avvertito che oltre ai soldi che vanno spesi in progetti congrui, vanno fatte le riforme anche loro invece tristemente al palo (giustizia, concorrenza, trasporti, balneari, concessioni ambulanti che hanno appena avuto una proroga di 12 anni ndr). E attenzione, ha aggiunto lex ministra per le Autonomie che nel governo Draghi ha gestito la cabina di regia Pnrr con comuni e regioni, guai a sottovalutare la voce asili ie scuole materne. Si chiama Next generation Eu, il cuore del progetto sono i giovani e quindi asili, scuole e istituti professionali. Fallire su questo vorrebbe dire disconoscere il Piano.

Tutti i progetti, regione per regione

Tiscali News cerca ora di fare una prima operazione Verità dando conto dei soldi destinati a ciascuna regione e di quelli che sono i progetti già importanti.

VALLE DAOSTA - Ha 397 milioni disponibili. Elettrificazione della linea ferroviaria, digitalizzazione, potenziamento della rete energetica e riqualificazione dei borghi. Il progetto bandiera è un investimento di 6 milioni per la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

PIEMONTE - Alla Regione il Pnrr porterà 6 miliardi di euro, di cui 4 già in cassa per progetti che spaziano dall'idrogeno verde alle scuole e al contrasto al dissesto idrogeologico. Per Torino la fetta è vicina ai 900 milioni di euro per attivare 300 cantieri. Alessandria prevede interventi per rendere più efficienti le reti idriche e opere compensative per il Terzo Valico.

LIGURIA - I finanziamenti sono pari a oltre 7,2 miliardi di cui 4,9 per le infrastrutture. Spicca la diga foranea del porto di Genova che riceverà 500 milioni per la fase A con i lavori in partenza a maggio. Gli investimenti per la salute sono 189 milioni e riguardano soprattutto le case di comunità e i nuovi ospedali, mentre 100 milioni sono per progetti su robotica e intelligenza artificiale.

LOMBARDIA - Sul territorio lombardo ricadranno oltre 11,5 miliardi tra Pnrr e Fondo complementare, il 12,6% dei fondi destinati all'Italia. Circa 4,5 miliardi andranno alla rivoluzione verde, 3 alla mobilità sostenibile. Con 1,5 miliardi saranno finanziati progetti su istruzione e ricerca, con altri 1,6 miliardi quelli su inclusione e coesione.

TRENTINO ALTO ADIGE - In provincia di Bolzano i fondi per i progetti ammontano complessivamente a quasi 900 milioni. In Trentino arriveranno 1,59 miliardi. Le missioni più finanziate sono istruzione e ricerca, con 153 milioni, digitalizzazione, innovazione, cultura e turismo, con 150 milioni, e rivoluzione verde, con 188. Per il bypass ferroviario di Trento sono previsti 930 milioni.

VENETO - L'alta velocità da Verona a Padova, il grande canale irriguo nel cuore della pianura, l'Arsenale di Venezia ma anche la mensa per i poveri di Padova sono alcuni dei principali progetti nella Regione. I fondi sono pari a 6,9 miliardi di euro, 5,6 miliardi al netto dei progetti nazionali (Tav, scuole).

FRIULI - Le assegnazioni di fondi ammontano a 1,9 miliardi. Strategico il progetto bandiera sull'idrogeno che prevede una Hydrogen Valley, finanziata con 14 milioni. Trieste conta assegnazioni per 140 milioni euro e tra i progetti figura il più suggestivo e insieme più contestato: una cabinovia che dal Porto Vecchio si arrampica fin sul Carso.

EMILIA ROMAGNASono 7 i miliardi pronti per essere spesi. Nei prossimi giorni si apriranno i cantieri per la linea rossa del tram di Bologna che prevede un finanziamento di 151 milioni, che si sommano agli altri 222 per la seconda linea. Spazio alla ricerca, con 60 milioni per le infrastrutture necessarie al super computer del Cineca Leonardo, e alla sanità che vale 530 milioni.

MARCHE -  Le risorse ammontano a 1,9 miliardi di euro, per mettere a terra circa 5mila progetti gestiti da Regione, Comuni, università, scuole e aziende ospedaliere. La parte più corposa è per la digitalizzazione (circa il 33%). Il 2026 sembra però troppo ravvicinato per alcuni progetti, come il raddoppio ferroviario "Orte-Falconara Marittima" di cui è attuatore Rfi.

TOSCANA - Circa 450 milioni per il completamento del sistema tramviario di Firenze, oltre 470 milioni per la sanità regionale con 76 case di comunità e 24 ospedali di comunità sul territorio regionale, più di 170 milioni per migliorare il servizio idrico. Il Pnrr in Toscana, all'ultimo check-up effettuato, vede un contributo diretto di 5,6 miliardi su 6,6 miliardi di euro di investimenti attivati, per un un totale di 5.920 interventi.

UMBRIA - L'Umbria ha intercettato finora 2,1 miliardi di euro: 1,8 miliardi per 200 progetti di importo superiore a un milione di euro e 300 milioni per 1.931 progetti minori. Per i progetti di taglio superiore al milione, 795 milioni sono destinati alle infrastrutture, 110 ai mezzi di trasporto, 225 alle scuole, gli asili, lo sport e per gli edifici pubblici.

LAZIO - Alla Regione sono destinati oltre 17 miliardi di euro per oltre 40 interventi. I progetti vanno dall'occupabilità, alle politiche attive del lavoro, fino alla valorizzazione dei luoghi storici. Predominante la sanità: si punta alla modernizzazione degli ospedali, oltre al potenziamento delle strutture di prossimità e alla stabilizzazione degli operatori sanitari.

ABRUZZO -  Circa 216,5 milioni di fondi sono assegnati per progetti in ambito sanitario, 80 per le scuole, 620 per il potenziamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara. Parte consistente delle risorse arriva dal Piano complementare che, per le aree colpite dai terremoti, ammonta complessivamente a 1,78 miliardi.

MOLISE -  La Regione punta su edilizia scolastica, sanità, ambiente, impiantistica sportiva, sociale. Approvato e pubblicato l'avviso finalizzato alla selezione e al successivo finanziamento di proposte progettuali per la produzione di idrogeno rinnovabile. I fondi a disposizione ammontano a 16 milioni di euro.

CAMPANIA - Si va dalla riqualificazione di interi quartieri, come Scampia e Taverna del Ferro alla rigenerazione di luoghi simbolo come l'Albergo dei Poveri, dalle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli fino ad un impianto per il recupero dei pannolini. Ma la scadenza al 2026 per la spesa degli 11 miliardi totali per molti Comuni è già un incubo.

I progetti più a rischio riguardano l'edilizia scolastica e la rigenerazione urbana.

BASILICATA - Tra PNRR e Piano complementare affluiranno in totale 1,58 miliardi di euro. Le priorità sono le opere ferroviarie e stradali, che assorbono 700 milioni di euro: dall'ammodernamento della tratta Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto alla realizzazione della nuova linea Ferrandina-Matera La Martella (costo 365 milioni, 50 sul Pnrr).

CALABRIA -  I finanzamenti sono pari a 4,3 miliardi. Priorità alla salute con il potenziamento delle case e degli ospedali di comunità. In materia di trasporti e mobilità, si prevede l'ammodernamento della linea Cosenza-Catanzaro con un appalto da 188,8 milioni di euro. Molto indietro sull utilizzo dei 90 milioni per l'edilizia scolastica.

SARDEGNA - Il Pnrr servirà per riammodernare infrastrutture di trasporto e servizi ai cittadini e per colmare il gap col resto della Penisola. Le risorse ammontano a 1 miliardo e 320 milioni di euro ma sia la Regione che i Comuni non stanno ancora monitorando lo stato di avanzamento dei singoli lavori ed è pertanto difficile, al momento, capire se ci sono progetti a rischio.

SICILIA -  E sul fronte ferroviario la sfida più impegnativa. Sono cinque lotti lungo la tratta Palermo-Catania, per un totale di 1 miliardo e 440 mila euro, che rappresenta una quota parte di un investimento complessivo pari a 8 miliardi di euro (6 miliardi e mezzo coperti da altre fonti di finanziamento). E chiaro che se non si realizza una infrastruttura decente (strade e ferrovie) sullisola, anche il Ponte sullo Stretto diventa una cattedrale nel deserto.

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   

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