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[Il punto] Il piano del M5S per arginare la Lega: Savona all’Economia e Di Battista agli Esteri. Ma in mezzo c’è il Colle

Da qualche giorno l’ipotesi circolerebbe negli ambienti del movimento pentastellato. Il rapporto con Tria sarebbe inclinato e la figura di DiBa sarebbe necessaria per contrastare Salvini. Ma bisognerebbe superare le riserve del Quirinale.

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Paolo Savona e Alessandro Di Battista
Paolo Savona e Alessandro Di Battista

Circola da qualche giorno un’ipotesi che starebbe affascinando molti nel Movimento 5 Stelle: quella di una sostituzione di Giovanni Tria con Paolo Savona al ministero dell’Economia, e del ritorno del trascinatore Alessandro Di Battista, con contestuale affidamento a lui del Ministero degli Esteri. Della questione parla oggi il Fatto Quotidiano descrivendo il piano B dei pentastellati teso a dare nuovo vigore all’attività del movimento ed arginare di conseguenza la prepotente presenza di Matteo Salvini sul proscenio politico.

Secondo il quotidiano se ne parlerebbe da tempo negli ambienti grillini. In primo luogo a causa dell’inevitabile frattura che si sarebbe prodotta con l’attuale ministro economico, considerato non perfettamente in linea con i desiderata del partito. Circolerebbero così voci che lo vorrebbero fuori già a inizio anno prossimo, auspicio che – secondo il Fatto - troverebbe l’assenso anche di gran parte della Lega. In quel caso Savona sarebbe il naturale sostituto.

Il ministro dell'Economia Tria

Il ritorno del DiBa

Il ritorno di Di Battista sulle scene politiche servirebbe invece a ridare smalto ed entusiasmo alla base riconquistando spazio mediatico in un momento in cui la realtà dei problemi di governo ha creato un certo disorientamento. L’ex parlamentare sarebbe l’unico in grado di contenere le spinte salviniane e rintuzzarne le fughe in avanti e i protagonismi.

Del resto il diretto interessato non è sembrato insensibile alla chiamata alle armi. “Ho letto che Luigi (Di Maio, ndr) ha detto che se necessario andremo a spiegare la manovra nelle piazze d’Italia. Lui e voi sapete che in tal caso ci sarei anch’io”, ha scritto di recente su Facebook. Mentre un’altra frase, “questa è forse la manovra di sinistra degli ultimi 30 anni”, la dice lunga – nota giustamente il giornale – sulla direzione verso cui Di Battista tenderebbe a spostare il baricentro: proprio dalla parte opposta rispetto alla Lega.

Il ministro degli Esteri Moavero

Per questo i piani alti del M5S avrebbero sondato la disponibilità del DiBa prospettandogli un inserimento nel governo per cambiare lo status quo. Per ora però Di Battista non avrebbe dato una risposta precisa e avrebbe semplicemente preso tempo. Di concreto c'è solo che per il 2019 avrebbe in programma un viaggio in Africa.

Lo scoglio del Quirinale

La manovra auspicata tuttavia non avrebbe davanti un mare completamente libero, perché gli scogli sarebbero parecchi, ed è inutile negarlo. Prima di tutti quelli posti, come sembra prevedibile, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quanto a Savona infatti non bisogna dimenticare che il Colle fu irremovibile, a quanto si dice, sul diniego al suo insediamento all’Economia, scelta considerata pericolosa per le posizioni critiche sulla Ue manifestate dall’economista sardo. E’ vero che in quest’ultimo periodo Savona non ha fatto altro che ribadire la disponibilità a difendere la moneta unica, anzi a rinforzarla. Cosa che del resto ha sempre sostenuto, pur parlando di un piano di uscita dall’euro per il caso in cui non se ne potesse fare a meno, ma non è detto possa bastare a far cambiare idea al Quirinale.

Il Capo dello Stato Mattarella e il premier Conte

In relazione all’inserimento di Di Battista al ministero degli Esteri non va dimenticato inoltre che attualmente quella poltrona è appannaggio di Moavero Milanesi, figura ritenuta, ad avviso di molti, intoccabile dal Capo dello Stato. Mattarella infatti lo avrebbe voluto proprio in quel posto per il ruolo di garanzia che la sua figura dirama all’interno della Unione Europea. Difficile dunque che il suo trasferimento agli Affari Europei, al posto di Savona, possa passare senza colpo ferire.

L'alternativa

Se il progetto risultasse irrealizzabile, tuttavia, i cinquestelle avrebbero pronta l’alternativa: dare gli Affari Europei a Di Battista, in quanto l’importante, alla fine, sarebbe averlo dentro l’esecutivo, con un ruolo ben visibile. Rappresenterebbe comunque una mossa strategica per il M5S che garantirebbe la possibilità di riprendere slancio, anche sulla base del varo imminente del reddito di cittadinanza, misura che potrà essere certamente discussa ma resta molto attesa da tanti cittadini in difficoltà.

 

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
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