Quota 100, Rdc e calo tasse: i nodi da sciogliere. Ma i sindacati pronti alla mobilitazione

Il premier incontra Salvini e Durigon, poi toccherà al leader del M5S e ai sindacati: occhi puntati sugli 8 miliardi per il taglio delle tasse

Salvini, Freni e Durigon a Palazzo Chigi (Ansa)
Salvini, Freni e Durigon a Palazzo Chigi (Ansa)
TiscaliNews

Ancora Quota 100 e Reddito di cittadinanza al centro dei colloqui di questi giorni tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e i responsabili dei principali partiti. Ma l'agenda prevede anche il confronto sul calo delle tasse, che sarà finanziato con 8 miliardi, e altre misure tra cui il rifinanziamento sul superbonus 110% fino al 2023. 

Ma il Movimento 5 Stelle, che pure respinge la logica delle "bandierine" di cui il presidente di Confindustria Bonomi continua ad accusare i partiti, punta i piedi sul "cashback" e chiede a Draghi di "rispettare gli impegni" e riattivarlo, eventualmente rivisto e corretto.

I sindacati sul piede di guerra

La manovra potrebbe arrivare già giovedì, dopo gli incontri con il leader del M5Stelle, Giuseppe Conte, e i sindacati. I quali non sembrano voler cedere sulle loro posizioni. Intervistato da Repubblica, Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, osserva che "le pensioni non possono essere considerate solo un costo economico" e che "le risorse attuali sono assolutamente insufficienti". La riforma Fornero - sostiene - ha realizzato risparmi importanti, così come il finanziamento di Quota 100 non è stato interamente utilizzato.

Pertanto, aggiunge, "noi chiediamo che parte di questi risparmi vengano reinvestiti per cambiare il sistema pensionistico, introducendo elementi di equità, flessibilità e sostenibilità". "Se troveremo un muro davanti a noi, o se le nostre rivendicazioni e proposte saranno ostacolate o non prese in considerazione, le mobilitazioni saranno inevitabili nelle prossime settimane e nei prossimi mesi", avverte il numero uno della Cisl.

Gli incontri con Lega e Cinquestelle

Lunedì il premier ha incontrato il leader della Lega Matteo Salvini che si è recato a Palazzo Chigi con il sottosegretario all'Economia Freni e il responsabile Lavoro del Carroccio, Durigon. L'incontro è stato proficuo, ha spiegato quest'ultimo che conferma come le linee di distensione siano state tracciate. Il superamento di Quota 100 porterà a un compromesso accettabile. 

Per un'ora in un "lungo e positivo colloquio" a due Salvini illustra al premier "le sue proposte per rilanciare il Paese e difendere lavoro e pensioni". La Lega "è al lavoro sul 'salva-pensioni", il laconico messaggio a fine riunione. Un solo punto fermo, "evitare il ritorno alla Fornero". I margini per discostarsi dalla proposta che il governo ha messo già sul tavolo, vale dire il passaggio graduale da quota 102 a quota 104, sarebbero minimi e la Lega starebbe insistendo almeno per affiancare a questo meccanismo un fondo ad hoc per le piccole imprese. Anche Pd e M5S, in una sintonia confermata da un pranzo di Giuseppe Conte ed Enrico Letta in centro a Roma proprio nelle ore in cui sale lo scontro sulla manovra, concordano sulla necessità di ammorbidire lo scalone di 5 anni che scatterebbe da gennaio ma la ricetta è completamente diversa dagli alleati di governo della Lega.

Bisogna puntare, come ha ribadito Andrea Orlando alla riunione del gruppo del Pd alla Camera, a "correggere" alcune delle storture di Quota 100, favorendo questa volta "i lavoratori delle Pmi, le donne" chi ha "carriere discontinue". I dem insistono anche sull'attenzione a chi fa lavori gravosi, guardando alla proroga dell'Ape social che andrebbe anzi rafforzata in modo significativo, non solo ampliando la lista dei lavori più faticosi ma aiutando le donne.

Draghi vede Conte e i sindacati

Previsto anche l'incontro con i sindacati, che da giorni chiedono di essere convocati per affrontare non solo il nodo delle pensioni ma anche la destinazione degli 8 miliardi per il calo delle tasse, su cui ancora litigano anche i partiti.

Intanto prende quota l'idea lanciata dall'Ance per estendere la proroga al 2023 del Superbonus a immobili unifamiliari, ville e villette, cioè quella di introdurre un tetto al Reddito per evitare che gli incentivi al 110% finiscano anche nelle tasche "dei ricchi", come spiegano dalla maggioranza. La proposta troverebbe il favore del Movimento 5 Stelle che è pronto ad accogliere modifiche al Reddito di cittadinanza - stretta sui controlli, decalage per chi rifiuta offerte di lavoro, probabilmente a partire dalla seconda - ma non vuole cedere e abbandonare il cashback. Un tema di cui nelle prossime ore Conte potrebbe parlare faccia a faccia con Draghi.