[Il caso] Nel nuovo clima di collaborazione politica spuntano patrimoniale e una cabina di regia da 300 persone

Il Pd perde la battaglia sulla gestione dei fondi: il Mef dovrà condividerla con palazzo Chigi e Mise. Anche Conte avrebbe voluto gestirla da solo. Tra gli emendamenti alla Manovra spunta la richiesta di una quasi patrimoniale per chi ha più di 500 mila euro tra beni mobili e immobili. L’emendamento firmato da Leu e un pezzo di Pd. Gelo nella maggioranza. Grande tensione sul Mes. Domani Gualtieri in audizione alle Camere. Un’altra frattura con il Pd: i 5 Stelle adesso chiedono la rottamazione delle cartelle

Se doveva essere il primo fine settimana allinsegna della coesione e della collaborazione della maggioranza con le opposizioni e della maggioranza al proprio interno, diciamo che poteva andare meglio. Nel pacchetto di norme economiche che sono in discussione in queste ore - legge di Bilancio, decreto Ristori, modifica del Mes (domattina Gualtieri sarà audito della commissione) e avvicinamento al Recovery plan - spuntano ovunque bandierine di una parte o dellaltra, a volte anche di una corrente di un partito. E, si sa, ogni bandiera significa discussioni, battaglie parlamentari, compromessi posticci, tempo che se ne va.

Così vediamo spuntare un emendamento che chiede una quasi patrimoniale nella legge di bilancio; un affollato team di circa 300 persone in capo a tre teste (palazzo Chigi, Mef e Mise) per la gestione dei 209 miliardi europei; malumori per ls scarsa moratoria fiscale prevista nel decreto Ristori su cui Berlusconi è riuscito a dirottare il voto unito del centrodestra; la nuova riforma fiscale del Movimento 5 Stelle che sembra più scritta dalla Lega che da M5s. Lunica buona notizia è che, così emerge da vari colloqui di giornata, anche un pezzo del Movimento 5 Stelle è consapevole del fatto che qualche pezzo della squadra va cambiato. Dopo la Befana, ormai. Con o senza sci. Con o senza ristoranti. E stata, anche ieri, una lunga giornata di riunioni - tutte da remoto - tra il premier, i capidelegazione della maggioranza, i ministri Gualtieri e Amendola, il sottosegretario alla Presidenza Fraccaro.

La quasi patrimoniale

Alla fine il re resta nudo. E il tormentone patrimoniale sì, no, forse prende forma e padrone. Lemendamento alla manovra punta ad aggredire i patrimoni oltre i 500 mila euro per recuperare soldi da destinare alla crisi economica.  E di Leu e a alcuni parlamentari Pd legati alla corrente dei Giovani Turchi e Matteo Orfini. E spuntato ieri e diciamo che è piombata come una boma nella riunione a distanza di Conte con i capidelegazine. La prima firma è di Nicola Fratoianni, a seguire c'è quella di Matteo Orfini. Due big del panorama di centrosinistra, ai quali si aggiungono i dem Chiara Gribaudo, Giuditta Pini, Fausto Raciti e Luca Rizzo Nervo e altri parlamentari di Liberi e uguali, Rossella Muroni, Erasmo Palazzotto e Luca Pastorino. La norma prevede, a partire dal 1 gennaio 2021, un'imposta ordinaria sostitutiva la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari - al netto delle passività finanziarie - posseduta e detenuta sia in Italia che allestero". L'aliquota è proporzionale: 0,2% per redditi valore compresi tra 500mila e 1 milione di euro; 0,5% fino a 5 milioni; 1% per importi non superiori a 50 milioni e 2% per chi guadagna oltre questa cifra. La proposta cerca di compensare con l'esenzione, dal prossimo anno, dell'Imposta municipale unica, dell'imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli. Con tanto di ristoro per i Comuni, che avrebbero ovviamente un minor gettito dalla cancellazione dellImu.

Forza Italia va subito in trincea. E una rapina nei conti correnti degli italiani attacca Giorgio Mulèpuntando il dito verso la sinistra, che cala la maschera e mostra il suo voltoUn nuovo episodio del serial Anche i ricchi piangono ha incalzato la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. Il resto della maggioranza tace. Un silenzio che non significa approvazione. E chiaro che nessuno ne sapeva nulla.

Superbonus e accise per il tabacco elettronico

Tra gli emendamenti cè anche la richiesta della proroga al 2023 del Superbonus al 110% per interventi edilizi. E firmato da parlamentari di tutte le forze di maggioranza ma cè un problema di copertura. Il ministro Gualtieri ha già detto che sarà rinviato al Recovery plan. Un altro tema destinato a creare tensioni in maggioranza riguarda le sigarette elettroniche. Italia viva e Leu chiedono di alzare l'accisa sulle sigarette con tabacco da inalazione senza combustione. Idem chiede Forza Italia: E necessario aumentare la tassazione sui prodotti del tabacco riscaldato. A prescindere dai presunti legami tra la multinazionale Philip Morris e la Casaleggio Associati ha spiegato il deputato azzurro Osvaldo Napoli autore di una interrogazione parlamentare che ha sullo sfondo linchiesta de Il Riformista sulle sponsorizzazioni Philip Morris ricevute dalla Casaleggio. E i 5 Stelle sarebbe stati gli sponsor del taglio delle accise alle sigarette elettroniche. 

Una cabina di 300 persone per il Recovery plan

Nella riunione ieri è stata messa sul tavolo l'ipotesi di una cabina di regia tecnico-politica per il piano che dovrà poi portare ai fondi europei. Una partita da 209 miliardi di euro. Laccordo prevede che la partita sia gestita direttamente da Palazzo Chigi, assieme ai ministeri dell'Economia e dello Sviluppo economico, con il ministro per gli Affari Ue, Enzo Amendola, a fare da 'ambasciatore' con Bruxelles. A questa squadra si dovrebbe aggiungere un gruppo di sei esperti, uno per ogni pilastro delle Linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; salute. Alla fine, compresi i vari team di ciascun esperto, saranno circa 300 le persone impegnate sul progetto. E chiaro che non saranno contenti gli altri ministeri tagliati fuori. Così come è chiaro che Conte voleva una struttura molto più snella e gestire più direttamente il tutto per cercare di evitare sorprese, ritardi e rinvii che, in base alle regole del Next Generation Eu farebbero perdere i fondi. Il Pd si è messo contro perchè invece voleva che il Piano fosse gestito direttamente dal Mef, cioè da Gualtieri che ha più confidenza anche con le procedure europee. I Cinque stelle hanno detto scordatevelo, noi ci mettiamo Patuanelli, cioè il Mise. Alla fine fanno una cosa a tre - Chigi, Mef e Mise - dilatata a trecento. Che Dio ci aiuti, come titola una popolare fiction.

Il Ristori IV

Il decreto Ristori IV, 8 miliardi di nuovo debito per cui la maggioranza ha ottenuto il via libera anche delle opposizioni, dovrebbe essere approvato tra stasera al massimo domattina. Deve anche andare subito in Gazzetta perché contiene il rinvio del pagamento di tasse e contributi in scadenza il 30 novembre. La bozza circolata ieri - 24 articoli -  prevede una serie di rinvii delle tasse e uno stop alle ganasce del fisco per chi sia in difficoltà economiche. Il blocco di pignoramenti e fermi amministrativi è riservato a chi chieda una dilazione dei debiti fiscali per comprovate difficoltà economiche. Poi cè il rinvio delle scadenze fiscali del 30 novembre al 10 dicembre; il rinvio al 30 aprile 2021, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato, per chi opera nei settori economici individuati (tramite codici Ateco) e nelle zone rosse e arancione. In arrivo i nuovi aiuti una tantum per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo (mille euro) e per i lavoratori impiegati nel settore dello sport (800 euro). Anche 62 milioni per le forze di polizia e 5,3 milioni per i vigili del fuoco. Forza Italia denuncia: Non erano questi gli accordi, la  proroga di appena dieci giorni delle scadenze fiscali per il versamento della seconda o unica rata d'acconto delle imposte sui redditi e dell'Irap è risibile ha commentato Damiani (Fi). Il cambio vero dei criteri - ad esempio basta codici Ateco, unico riferimenti per i ristori sarà il fatturato - è previsto nel prossimo decreto Ristori, il numero cinque, previsto a gennaio con il quinto scostamento di bilancio per il 2021. Sperando che sia lultimo.

Mes, la grande battaglia

Mesi dopo siamo sempre lì, al solito punto: prendere pure no il prestito di 36 miliardi a zero condizionalità che il Fondo salva stati mette a disposizione dei paesi in emergenza sanitaria? Pd, Italia viva, Leu e Forza Italia vogliono ad ogni costo prendere quei soldi. I 5 Stelle fanno muro. Di cui Conte è un po ostaggio. E non decide. Motivo per cui Pd e Iv un giorno sì e laltro pure punzecchiano Conte, i suoi rinvii, luso costante del futuro e la totale assenza di decisioni.

In queste ore il tema è la modifica del trattato, in modo che in futuro non ci siano più dubbi circa la bontà o meno del prestito di un fondo europeo. La riunione dellEcofin è fissata il 30, martedì. E il ministro Gualtieri deve andare per forza con un mandato chiaro e per questo sarà audito domani (ore 10) alle Camere. Cosa che finora non ha avuto perchè i 5 Stelle hanno cominciato a scrivere post su tutte le piattaforme disponibili per dire che attenzione, sotto cè la trappola, se votiamo per modificare le regole del Trattato poi ci impegniamo anche a prendere i soldi. E noi quei soldi non li vogliamo. Siamo tornati in pieno periodo bandierine. Una cosa che fa andare in bestia il segretario Zingaretti.  Cerca di rassicurare Piero De Luca, capogruppo Pd in Politiche Ue alla Camera e presente alle riunioni di questi giorni. È stato rilevato e condiviso il fatto che nei prossimi giorni si discuterà solo ed esclusivamente della definizione del negoziato relativo alla Riforma del Trattato, assai migliorativo rispetto allattuale. La strada resta molto in salita.

Autonomi e partite Iva, la nuova bandiera M5s

In tutto ciò non deve sfuggire una mossa fatta ieri dal Movimento 5 Stelle che sente sul collo il fiato del Pd e cerca ogni occasione per smarcarsi. Ed ecco il tentativo di alzare una nuova bandierina. Così, dopo il reddito di cittadinanza, il nuovo cavallo di battaglia diventano la rottamazione delle cartelle e il sostegno al popolo delle partite Iva. Obiettivo: professionisti e Pmi che, dopo un'iniziale infatuazione per il Movimento, si sono via via raffreddati spostandosi piuttosto verso la Lega. Non sembrano arrivare a caso, insomma, le quattro priorità inderogabili che la vice ministro dell'Economia, Laura Castelli, ha publicato ieri sulla sua pagina Facebook: un Fondo perduto per le attività penalizzate dalla pandemia di Covid; una nuova rottamazione di cartelle varie, la stabilizzazione del Superbonus e un pacchetto di norme Salvaimprese. Basta questo per capire che sarà il nuovo terreno di scontro con il Pd e con il centrodestra  visto che questa è senza dubbio una sua battaglia. Un emendamento per la rottamazione è stato presentato al Ristori IV. Di Maio approva.