Il risparmio in bolletta con i pannelli solari sui tetti: sì alla legge che istituisce il "reddito energetico" per le famiglie meno abbienti

La proposta dei 5 Stelle è stata votata in consiglio regionale anche dal Pd. Prevede uno sconto nella bolletta elettrica per i redditi più bassi

Il risparmio in bolletta con i pannelli solari sui tetti: sì alla legge che istituisce il 'reddito energetico' per le famiglie meno abbienti
di An. L.

Il modello era stato già avviato in via sperimentale a Portotorres in Sardegna. Il sindaco pentastellato Sean Wheeler aveva promosso il progetto del Fondo rotativo fotovoltaico in Italia, votato dal consiglio comunale nel 2017 e chiamato "reddito energetico". Il progetto è ambizioso: installare sui tetti delle case delle famiglie meno abbienti dei pannelli fotovoltaici per l'autoproduzione di energia elettrica con un risparmio non indifferente in bolletta, insieme alla possibilità di cedere al gestore pubblico l'eccedenza prodotta. Oggi arriva l'approvazione da parte del Consiglio regionale della Puglia di una legge che segue la scia e istitusce proprio il "reddito energetico regionale".

La legge è fatta ma le linee direttive verranno messe nero su bianco dalla giunta. Quanto il ministro delle attività Produttive, Luigi Di Maio, si era recato in Sardegna per il lancio dell'iniziativa aveva detto che il progetto sarebbe stato "esportato in tutta l'Italia". La Puglia è la prima regione che dà concretezza alle sue parole. E lo fa su proposta del M5Stelle e con i voti determinanti del Pd. 

Reddito energetico votato da Pd e M5S

Come scrive il Fatto quotidiano, a anticipare la novità è stato Roberto Moneta, l’amministratore delegato del Gestore servizi energetici (Gse), la società totalmente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la quale Wheeler firmò la convenzione per l'avvio del progetto nel comune del nord Sardegna. In Puglia il provvedimento è stato approvato all'unanimità, nelle due commissioni Energia e Industria, con i voti determinanti del Pd. Il firmatario, il pentastellato Antonio Trevisi, si è detto orgoglioso dell'approvazione del regolamento. 

La produzione energetica, insomma, potrà essere effettuata anche dai cittadini i quali dovranno stipulare una convenzione con il Gestore dell'energia - che ha come statuto la promozione dello sviluppo sostenibile e l’utilizzo razionale dell’energia - per l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle case private. I quali in cambio otterranno un risparmio sulla bolletta elettrica. La produzione ulteriore andrà direttamente al Gse: la Regione potrà così utilizzare gli introiti per finanziare nuovi pannelli e allargare così la platea dei beneneficiari. 

La Puglia cerca un importante traguardo, vista la qualità dell'aria che persiste nelle zone industriali, quali le aree intorno a Taranto e Brindisi. "Contribuiremo anche a abbattere le emissioni atmosferiche attraverso il progressivo incremento della produzione d’energia elettrica da fonti rinnovabili", ha detto Trevisi, mettendo l'accento sul fatto che la Puglia brucia il 40 per cento del carbone fossile dell'intera Italia. 

Il caso Porto Torres

Il modello già sperimentato a Porto Torres, funziona? Nella città del Nord Sardegna, un centro industriale in attesa di una giusta reinterpretazione della vocazione industriale in crisi, il modello è operativo da più di un anno. le famiglie che hanno ottenuto il beneficio sono già una cinquantina, selezionate sulla base di un bando pubblico con graduatoria in base al reddito, che grazie al Fondo rotatorio energetico creato dal comune e alla convenzione con il gestore hanno potuto ottenere i pannelli fotovoltaici in comodato d'uso per un periodo di 10 anni più dieci e rinnovabili per ulteriori sette con possibilità di riscatto dell'impianto. La produzione energetica che deriva dai pannelli finisce nelle casse del gestore e incrementa le casse del fondo comunale destinato a finanziare nuovi impianti famigliari. 

Il "reddito energetico" insomma rappresenta un buon viatico per convertire parte della produzione da fonti fossili verso modelli di produzione di energia rinnovabile. I numeri dicono che il risparmio è di circa 200 euro all'anno a famiglia, per una produzione energetica L’installazione dei relativi impianti ha prodotto inoltre quasi 30 MWh di energia e 13,6 tonnellate di Co2 in meno. Un fondo rotativo è anche allo studio presso il consiglio comunale di Roma.