[L’inchiesta] Quaranta episodi di cronaca in cinque mesi: l’onda nera vuole entrare in Parlamento. L’allarme dell’intelligence

L’allarme delle strutture di prevenzione di polizia e carabinieri. Immigrati, povertà e disagio sociale le cause di questo ritorno. La mappa aggiornata delle sigle 

[L’inchiesta] Quaranta episodi di cronaca in cinque mesi: l’onda nera vuole entrare in Parlamento. L’allarme dell’intelligence

Quaranta episodi dal primo di settembre ad oggi. E parliamo “solo” di quei fatti che sono finiti negli archivi della Polizia di Prevenzione. Azioni e manifestazioni che incrociano il codice penale, che interpellano la legge Scelba e la legge Mancino, reati come l’apologia di fascismo e l’incitamento alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.  Sono otto episodi al mese. E da questa lista che parla di “fascismo del terzo millennio” restano fuori le attività solidali come i mercatini di Natale, il volontariato, la raccolta del cibo, i concerti di area naziskin, e persino le iniziative per gli animali.

Se contiamo anche queste, si capisce perché la mappa dei gruppi che operano ispirandosi  all’ideologia dell’estrema destra leva il sonno a chi all’Antiterrorismo del ministero dell’Interno e al Ros dei carabinieri si ritrova alla prese con un onda nera che sta occupando il quotidiano delle nostre città. Se è presto, persino dopo i fatti di Macerata, per parlare di terrorismo nero, l’allarme per “l’attività di contrasto all’attività di gruppi che promuovono la ricostituzione del disciolto partito fascista” è altissimo. Complice il vento di destra che soffia in tutta Europa. Crisi economica ed immigrazione i fenomeni che fanno da calamita e da motore.

Molti analisti politici farebbero bene a leggere i dossier che Tiscali ha potuto analizzare prima di lanciarsi in analisi tranquillizzanti del tipo che non esiste il rischio di un ritorno all’ideologia e alle parole d’ordine del fascismo. E che tutto sommato quello che accade è a malapena nostalgia e utilizzo politico del disagio sociale.

L’anno 2011

Se dobbiamo fissare alcune date, possiamo dire che la ripresa del fenomeno data all’incirca il 2011. Tra quell’anno e il 2016 sono stati 240 i militanti di Forza Nuova deferiti all’autorità giudiziaria e una decina gli arresti di persone legate al movimento di Roberto Fiore. Nello stesso periodo sono stati 336 i militanti o simpatizzanti di Casapound  deferiti. Diciannove gli arresti. I due partiti - FN è nata nel 1997, CP nel 2008 - partecipano per la prima volte alle elezioni politiche nel 2013. I loro simboli compaiono nelle schede elettorali - significa che hanno raccolto le firme e presentato liste in tutta Italia -  anche se il risultato sarà minimo: lo 0,26 (circa 80 mila voti) per il partito di Fiore e Morsello; lo 0,14 (circa 48 mila voti) per il Movimento di Iannone e Di Stefano. Se Forza Nuova ha sedi in tutte le regioni italiane dal 2008, oggi ne conta ben 114 aperte in Italia. Casapound ne ha altrettante e aperte in un arco di tempo assai inferiore. Ieri è stata inaugurata l’ultima della lista a Piacenza. Ci sono stati incidenti e arresti con i gruppi antagonisti di estrema sinistra. Il punto è che a partire dal 2016 CP è entrata nei consigli comunali  di Bolzano, Lucca, Todi, Isernia, Lamezia Terme, Grosseto, Cologno Monzese. A Ostia, che non è comune solo perché è il “mare di Roma”, a novembre CP ha eletto due membri nel consiglio di quartiere. Di Stefano venerdì era alla Camera per presentare il programma. E’ sicuro di arrivare al 3%. E’ la prima volta che un movimento che si ispira chiaramente all’ideologia identitaria, nazionalista, omofona e sessista mete piede in Parlamento per presentarsi al voto del 4 marzo.

Le sigle

Se Forza Nuova e Casapound sono le sigle più note e organizzate, la mappa della Polizia di prevenzione ne presenta molte altre. Alcune sono autonome come Lealtà e Azione che sarebbe un’emanazione degli hammerskin antisemiti nati da una scissione del Ku Klux Klan e ha piazzato un eletto a Monza, I Dodici Raggi (Do.Re) che ha nel simbolo il sole nero, Veneto Fronte Skin HeadsAvanguardia nazionale, Militia, Generazione identitaria (diventata famosa per la nave che andava a recuperare i migranti in mezzo al mare), Fascismo e Libertà (un eletto a Mura, provincia di Brescia), i Fasci italiani del lavoro (un eletto a Sermide). Una vera e propria galassia. Con relativi sottogruppi e articolazioni, persino onlus di volontariato e assistenza sociale. FN, ad esempio, può contare su Solidarietà nazionale che si propone per “assistere gli italiani in difficoltà”. Casapound è molto forte tra gli studenti con il Blocco studentesco. E poi numerose onlus che organizzano mercatini anche natalizi, tornei di calcetto, volontariato per gli animali, concerti di gruppi black metal di destra, l’ultimo a Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, ed era il 27 gennaio, Il giorno della Memoria. Tutte attività utili anche per il finanziamento. Oltre che per conoscere, farsi  conoscere e radicarsi. Prima soddisfano le necessità delle persone, dal pacco di pasta alla spesa solidale. Poi, dopo, senza che nemmeno te ne accorgi, arrivano l’obbedienza e l’ideologia.

Quaranta fatti di cronaca in 5 mesi

Sono quelli finiti nei dossier della polizia di prevenzione dal primo di settembre fino alla scorsa settimana, fino al raid di Macerata che ha cambiato la storia. Quindici quelli più gravi. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: immigrati e centri di accoglienza.  Spesso si riscontra la competizione a destra tra Casapound e Forza Nuova. I primi quindici giorni di settembre, ad esempio, in una periferia di Roma si è assistito ad un crescendo di manifestazioni e provocazioni di gruppi di estrema destra contro il Centro di accoglienza di via del Frantoio. I residenti ne chiedevano la chiusura, il parroco ha risposto dando ospitalità a una quarantina di stranieri spaventati per ciò che stava succedendo. La tensione è salita, gli scontri si so ripetuti. L’8 settembre sono arrivati in piazza gruppi legati a “Roma ai romani”, Forza Nuova e Militia. La manifestazione non era  autorizzata e il questore ha denunciato 35 persone. A metà ottobre è sempre Forza Nuova che cerca di raggiungere il Senato dove si dovrebbe discutere la legge sulla ius soli. La manifestazione, non autorizzata, è degenerata: coperti con i caschi, i militanti di Fn hanno cercato di forzare i blocchi delle forze dell’ordine. E’ finita con 53 militanti deferiti all’autorità giudiziaria per apologia di fascismo e lesioni a pubblico ufficiale.

Il gruppo “Roma ai romani”, articolazione di Fn, è protagonista in altre due occasioni, sempre a Roma per il problema casa: il 28 settembre ha cercato di impedire lo sgombero di un appartamento del comune occupato abusivamente da una famiglia italiana e assegnato dal Comune ad un nucleo di nazionalità etiope. Barricate e aggressioni: quattro militanti sono stati arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale con l’aggravante della discriminazione razziale. L’elenco è lungo, alcuni fatti sono più noti, come il blitz di Veneto Fronte skin heads nella sede dei volontari di “Como senza frontiere”, associazione pro migranti  (28 novembre) e l’altro sotto il giornale La Repubblica   (Roma, 6 dicembre). Altri sono rimasti nelle pagine delle cronache locali, come il segretario della Fiom di Forlì ferito da militanti di Forza Nuova (8 dicembre).

Mani legate

E’ un bollettino di denunciati e segnalati. Sono quasi tutti di Forza Nuova. In questi mesi, di fronte alla ricorrenza insistente di fatti simili, ci si è chiesto perché queste formazioni non vengano sciolte e i beni confiscati come prevedono la legge Scelba e la legge Mancino che perseguono chiunque cerchi di ricostruire il disciolto partito fascista. La verità è che se non ci fossero lesioni e risse, sarebbe difficile anche denunciarli.  I militanti del commando di Veneto Fronte Skin heads che fecero il blitz a Como sono stati denunciati per violenza privata. Stesso destino per la dozzina che andò sotto Repubblica con maschere e torce e cartelli pieni di insulti e minacce. Questo per dire che per magistratura e forze dell’ordine è difficile operare in assenza di una sentenza definitiva. Non è un caso se il decreto di scioglimento è arrivato solo due volte, a metà degli anni Settanta, nei confronti di Ordine nuovo e Avanguardia nazionale.

La pressione di questi mesi, dovuta anche - spiegano gli analisti del Viminale - “ad una campagna elettorale iniziata più di un anno fa e su cui queste nuove formazioni stanno investendo molto” - aveva spinto il Parlamento ad una nuova legge, che potesse essere efficace prima di una sentenza definitiva.  Approvato dalla Camera, quel testo si è fermato come al solito al Senato.

I Dodici Raggi

L’unica eccezione è il sequestro della sede a Caidate, in provincia di Varese, di Dodici raggi, quelli del sole nero e dell’ufficiale delle SS Leon Degrelle. Il 12 dicembre il presidente di Do.Re e altri 39 sono stati indagati dalla procura di Busto Arsizio per riorganizzazione del disciolto partito fascista e la sede è stata sequestrata. Il leader aveva molti precedenti specifici e nel 2015 Facebook gli aveva chiuso la pagina per eccessi verbali. In un anno di indagini della Digos, è venuto fuori che a gennaio 2017 Do.Re ha lanciato una sottoscrizione per denunciare l’Anpi e chiederne la chiusura (cosa che aveva già fatto l’Anpi). Ogni anno poi, dalla nascita nel 2012, quelli di Do.re vanno in montagna a piangere i soldati tedeschi uccisi a San Martino di Duno. Peccato che a 20 metri ci sia un sacrario di partigiani. 

Calcio e altri sport

L’ufficio di Prevenzione della polizia di Stato ha registrato nello stesso periodo (da settembre a fine gennaio) 25 violazioni delle legge Mancino in contesti sportivi. In questi casi è difficile persino intervenire. Ma la minaccia è ugualmente violenta. Parliamo di stadi di calcio, rugby, hockey, dell’Olimpico del campetto di periferia. Si contano “7 cori razzisti, un comportamento discriminatorio, 11 scritte antisemite e 6 violazioni circa l’ostentazione di simbologie vietate. Nello stadio dell’hockey a Viareggio (30/9) è spuntata una bandiera con la faccia di Hitler; a L’Aquila Casapound ha lascia volantini e bare di cartone contro la proprietà delle due squadre; allo stadio Olimpico sono comparse le magliette con il volto di Anna Frank, la stella di David e la maglia giallorossa.  Per non parlar delle scritte come “Onore ai martiri”, “stessa razza/ stesso forno” e di chi mostra la maglia della Repubblica sociale, indossata sotto quelle ufficiale, mentre esulta per un goal fatto.    Forza Nuova era arrivata a proporre persino di marciare su Roma il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma di Benito Mussolini. La manifestazione è stata negata e rinviata ad un paio di settimane dopo.

Senza creare allarmi, è preferibile non sottovalutare questa marea nera che, al di là del nome  che gli si vuole dare, sale sempre più in mezzo alle nostre vite. Se poi si vuole avere qualche informazione in più sui programmi politici di Forza Nuova e Casapound, basta andare sul sito del Viminale, allo “Speciale 4 marzo”. E’ tutto scritto lì. Non serve aggiungere molto.