Occhiuto riconfermato governatore in Calabria: chi è l'uomo che sfida Tajani alla guida di Forza Italia
Con una vittoria netta il presidente uscente batte Tridico e Toscano e mette in coda la Lega di Salvini. Le origini democristiane e la compagna sottosegretaria: il profilo
Roberto Occhiuto è stato riconfermato alla guida della Regione Calabria nel suo secondo mandato consecutivo. Il governatore uscente ha battuto lo sfidante Pasquale Tridico, già direttore dell'Inps e tra i padri del Reddito di cittadinanza, che correva per la coalizione di Centrosinistra, e l'outsider sovranista Francesco Toscano. Centrista, cresciuto nelle file della Democrazia Cristiana, Occhiuto rappresenta oggi la promessa nazionale di Forza Italia, come rinosciuto dallo stesso Antonio Tajani a seguito della vittoria netta. "Si vince politicamente al centro", ha detto il presidente azzurro, congratulandosi e segnando una strada che da Cosenza, città di cui è originario Occhiuto, magari porta ai piani alti di Roma.
Di certo in Calabria l'apprezzamento nei confronti del governatore uscente non manca, così come questa nuova vittoria, nettissima, arrivata a seguito delle sue dimissioni anticipate, potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per la politica nazionale. Di sicuro vanta entrature di rilievo nel partito. La compagna, Matilde Siracusano, è sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento, mentre il fratello Mario è senatore, entrambi nelle file di Forza Italia. E' certo che questa vittoria, semmai ci fossero intenzioni in tal senso, potrebbero servire per tracciare una strada.
Le ombre
Il coinvolgimento in un'inchiesta giudiziaria, dai contorni ancora non ben definiti, potrebbe stare però alla base dell'accelerata data dal governatore uscente al fine di ottenenere la riconferma alla guida della Regione. Non manca però chi vede in questa carriera, a tratti spregiudicata, la chiara intenzione di sfidare la leadership dello stesso Tajani.
In realtà a Occhiuto tutti sembrano riconoscere il forte attaccamento alla sua Regione, a partire dalla città natale. La sua candidatura alla guida della Calabria, arrivò nel 2020 a seguito della morte della governatrice Jole Santelli, dopo solo 8 mesi dalla sua elezione. Occhiuto lottò per diventare il candidato - poi vincendo -, anche perché era sua intenzione lasciare il posto di parlamentare, giunto lui al terzo mandato, al fratello Mario. Le ha azzeccate tutte, insomma.
Il ventre molle: la sanità
Gli anni da governatore poi non sono stati semplici: la Calabria si presentava come la "cenerentola" d'Italia in termini di sanità e salute. Occhiuto pretese e ottenne da Draghi di diventare commissario straordinario proprio per questo delicato settore pubblico, dopo la disastrosa gestione commissariale degli anni precedenti. I risultati sono stati comunque, anche per lui, modesti e piuttosto limitati: i problemi stanno ancora tutti lì. Ma la vittoria alle elezioni 2025 dice che il giudizio dei suoi concittadini non è del tutto negativo.
La guerra interna con la Lega
Dentro Forza Italia poi, Occhiuto rappresenta l'ala più moderata, tanto da criticare la tendnza di Tajani ad assecondare le derive radicali dei partiti della coalizione, Fratelli dItalia, ma anche la Lega di Matteo Salvini. E proprio quest'ultimo ha cercato a più riprese di mettere in discussione la candidatura alla Regione del fratello Mario, già sindaco di Cosenza, e poi dello stesso Roberto. In quest'ultimo caso, in particolare, Salvini fece di tutto per imporre un candidato leghista, Nino Spirlì, che dopo la morte di Santelli ne fece le veci per un periodo. Ma ciò che forse ha diviso di più Occhiuto dalle spinte leghiste è proprio l'autonomia differenziata che ha avuto il merito di compattare il fronte alnti Lega del centrodestra del Sud.


















