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Attenti a quei due, possono andare lontano. Il nuovo partito di Toti e Brugnaro

Si chiama Coraggio Italia il soggetto politico del presidente della Liguria e del sindaco di Venezia

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Attenti a quei due, possono andare lontano. Il nuovo partito di Toti e Brugnaro

Camera e Senato sono in ferie, ma questa volta per molti è stata e sarà una vacanza molto impegnativa, con tira e molla sull’adesione a nuovi partiti. Le Camere hanno chiuso i lavori giovedì 27 maggio, peraltro con due sedute “periferiche” – una per un’informativa sulla strage della funivia e l’altra per interrogazioni - e non affollatissime, per usare un eufemismo. Insomma, praticamente le vacanze sono iniziate il 26, con sedute a tratti anche velocissime, come per le ratifiche degli accordi internazionali con tutti i gruppi che hanno rinunciato alle dichiarazioni di voto, mai così veloci e concordi. E diciamo che il ponte del 2 giugno è stato e sarà particolarmente lungo per i parlamentari. Ma segnatevi queste due date: venerdì 4 giugno alle 9,30 alla Camera dei deputati e martedì 8 giugno alle 16,30 al Senato della Repubblica, quando si rivedranno rispettivamente per la 518essima e la 333esima seduta della legislatura, con una settimana di Palazzo Madama dedicata integralmente ai lavori delle commissioni, peraltro.

Eppure, l’importanza di questi due giorni di ripresa non è per l’ordine del giorno che a Montecitorio prevede la discussione generale sul disegno di legge: “Conversione in legge del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19” e a Palazzo Madama addirittura “Comunicazioni del presidente sul calendario dei lavori”.
Insomma, è come quando a scuola ti fissano ginnastica e religione nella stessa giornata. Materie amatissime, ma mattinata non devastante. Invece, le sedute di domani alla Camera e dell’8 al Senato saranno decisive per capire il fixing delle adesioni a “Coraggio Italia”, il nuovo partito del presidente della Liguria Giovanni Toti e del sindaco di Venezia – oltre che patron dell’Agenzia per il lavoro “Umana” che poi ha allargato il suo mondo imprenditoriale a molte attività di “Umana holding” e presidente della Reyer Venezia di basket – Luigi Brugnaro.

Se Toti è conosciutissimo, anche per la straordinaria forza comunicativa sua e del suo staff guidato da Jessica Nicolini, Brugnaro può essere la sorpresa mediatica dei prossimi anni: simpaticissimo, affabile, molto veneto e molto veneziano, ha conquistato i suoi concittadini, i suoi tifosi e i suoi dipendenti. Nell’ordine, prima ha espugnato un Comune che era storicamente di centrosinistra e al secondo mandato ha addirittura trionfato al primo turno, una storia simile a quella di Toti, sia pure con la legge elettorale per le regionali che è diversa dal doppio turno dei Comuni. Nel basket ha vinto lo scudetto, poi bissato, dopo 74 anni di attesa per la sua società. Nel lavoro ha tantissime donne nei ruoli chiave delle sue aziende. E, soprattutto, ha una storia personale capace di far sognare, una sorta di sogno americano in Laguna: è figlio di Maria, maestra elementare, e di Ferruccio Brugnaro, operaio, poeta e leader sindacale della Montefibre di Porto Marghera, uno che si è fatto da solo.

Quindi Toti e Brugnaro non potevano non piacersi – con un’alleanza suggerita per la prima volta un paio d’anni fa da un piccolo e profetico blog “La Puntina”, curato da chi scrive – anche per una consonanza caratteriale: entrambi amano la vita e divertirsi, senza peraltro dimenticare i loro doveri istituzionali, ed entrambi hanno rivoluzionato il voto dei rispettivi elettorati: la lista arancione di Giovanni Toti è diventata alle regionali, dal nulla, il primo partito della Liguria; la lista fucsia “Luigi Brugnaro Sindaco” ha raccolto il 31,67% di consensi al Comune di Venezia risultando anch’essa la prima.

Ci vorrebbe un Plutarco per raccontare queste vite parallele di due leader che hanno spaccato il centrodestra in questi giorni e lanciato un’Opa, certamente ostile, su Forza Italia, portando via dodici deputati, per ora. Ma l’esodo non sembra destinato a finire, anche perché Silvio Berlusconi giocoforza non è più quello di una volta, e nuovi arrivi potrebbero arrivare nelle prossime ore, in una campagna da entrambe le parti per strappare parlamentari per il nuovo partito o al nuovo partito. Nei giorni scorsi su Tiscalinews vi abbiamo raccontato tutte queste dinamiche, ma per ora stiamo agli atti parlamentari. Su chi c’è e chi non c’è in Coraggio Italia.

L’annuncio in Aula è toccato alla vicepresidente di turno, la pentastellata Maria Edera Spadoni: “Avverto che in data odierna è pervenuta alla Presidenza la comunicazione che, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, del Regolamento, si è costituito il gruppo parlamentare “Coraggio Italia”, di cui fanno parte i deputati: Maria Teresa Baldini, Raffaele Baratto, Michaela Biancofiore, Felice Maurizio D'Ettore, Matteo Dall'Osso, Marco Marin, Stefano Mugnai, Guido Germano Pettarin, Elisabetta Ripani, Cosimo Sibilia, Simona Vietina, già iscritti al gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente; Fabiola Bologna, Guido Della Frera, Manuela Gagliardi, Osvaldo Napoli, Claudio Pedrazzini, Gianluca Rospi, Daniela Ruffino, Giorgio Silli, già iscritti alla componente politica del gruppo Misto “Cambiamo!- Popolo Protagonista”; Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo, Marco Rizzone, già iscritti alla componente politica del gruppo Misto “Centro Democratico”; Tiziana Piccolo, già iscritta al gruppo Lega-Salvini Premier; Martina Parisse, già iscritta al gruppo MoVimento 5 Stelle. Il presidente del gruppo è il deputato Marco Marin e il vicepresidente vicario è il deputato Stefano Mugnai. Comunico, infine, la conseguente cessazione della componente politica del gruppo Misto 'Cambiamo!-Popolo Protagonista'”.

Insomma, in questa lista – che era ufficiale – la leghista Tiziana Piccolo, c’era ancora. Ma domani il vicepresidente di turno dovrebbe annunciare il ritorno a casa di Tiziana, sulla strada di Matteo Salvini. Quindi, dovrebbero essere 23 i componenti del nuovo gruppo. E si notano alcune cose: mancano due ex totiani, i bergamaschi Alessandro Sorte e Stefano Benigni, che sono andati fra i “deputati non iscritti ad alcuna componente” in attesa, sembra, di entrare in Fratelli d’Italia “in quota” Daniela Santanchè.

Ma ci sono arrivi da tantissime parti: la maggior parte ex azzurri, ma anche eletti in Fratelli d’Italia (Maria Teresa Baldini, poi trasmigrata in Forza Italia); la leghista Piccolo, sia pure per poche ore, e parecchi eletti nel MoVimento Cinque Stelle, da cui potrebbero arrivare presto altri nuovi membri, che si riconoscono in una politica più moderata.
Sono ex pentastellati fra tutti questi infatti Matteo Dall’Osso, che era andato fra gli azzurri; Fabiola Bologna e Gianluca Rospi, che erano già federati con Toti con la loro “Popolo Protagonista”; Martina Parisse, che viene direttamente dal MoVimento; e Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo e Marco Rizzone, eletto proprio a Genova nel coilegio uninominale Unità urbanistica San Fruttuoso e in passato rivale di Toti, prima di conoscerlo bene, che erano andati con Tabacci.
E fra i movimenti del mondo ex pentastellato va segnato che un’altra ex del MoVimento, Flora Frate, ha abbandonato Calenda, Bonino e la componente “Azione-+Europa-Radicali italiani” per andare nel Misto-Misto.

E poi c’è anche un’altra ex del MoVimento con Toti e Brugnaro: Marinella Pacifico, al Senato, dove per ora sono in sette gli aderenti al nuovo partito, quindi una componente del Misto, ma probabilmente alla ripresa dieci con un gruppo autonomo (dipende anche dalla disponibilità di un simbolo che si sia presentato alle elezioni per poterlo costituire, potrebbe essere Alternativa Popolare).

I sette brugnarian-totiani a Palazzo Madama sono i due ex ministri azzurri Paolo Romani, che sarà il capodelegazione, e Gaetano Quagliariello, l’ex assistente di Berlusconi Maria Rosaria Rossi e l’ex di Forza Italia eletto all’estero Raffaele Fantetti, che furono anche fra gli Europeisti di Conte, Massimo Vittorio Berutti, ex azzurro tortonese, e proprio la Pacifico.
A loro si aggiunge l’ex governatore della Liguria, l’unico di centrodestra prima di Toti, Sandro Biasotti, che spiega: “Dopo quasi 20 anni in Forza Italia, ho deciso di aderire al progetto del Sindaco di Venezia Brugnaro “ Coraggio Italia “ e di "Cambiamo" di Giovanni Toti. Non ho nulla da recriminare a Forza Italia avendo avuto tanto ed altrettanto dato. Con Berlusconi ho un rapporto di amicizia e di stima che sono sicuro sia reciproca. Un anno fa lo stesso Berlusconi mi chiese di essere l'uomo di punta in Liguria per il nuovo partito “Altra Italia “ condotto dallo stesso Brugnaro, ma poi non se ne fece niente. Sempre Berlusconi poche settimane fa mi aveva chiesto di restare in Forza Italia, puntando su di me in Liguria, ma ad onor del vero, sarei stato in imbarazzo avendo aiutato Toti e la sua lista anziché Forza Italia ligure. Spero che "Coraggio Italia" e Forza Italia convergano per occupare quello spazio moderato di centro destra fondamentale per la ripresa e la crescita del nostro Paese”.

E qui sta il punto: Toti e Brugnaro erano gli uomini scelti da Berlusconi per guidare Forza Italia e Altra Italia. Oggi, esattamente come in passato Angelino Alfano, Raffele Fitto o Giulio Tremonti, altri possibili eredi, sono vissuti come nemici.

Evidentemente, c’è un problema. E le prime a rendersene conto sono state Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, che per ora sono stabilmente ancora lì. Ma si rendono conto anche che, con numeri simili, Forza Italia è sovradimensionata nel governo e Coraggio Italia potrà far pesare i suoi, di numeri. Il seguito di questa storia, che promette tante altre puntate, domani e l’8 giugno.

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