Palestre, smart working, Scuola, coprifuoco: cosa c'è nel nuovo Dpcm in arrivo

In corso le trattative fra il Governo e le Regioni, sentito il parere del Cts, quindi il Cdm sulla Manovra. Annuciate nel frattempo altre misure di sostegno economico

Il premier Conte e il ministro della Salute, Speranza
Il premier Conte e il ministro della Salute, Speranza
TiscaliNews

Ingressi scaglionati per scuole superiori e università ma al momento niente didattica a distanza, riorganizzazione dei trasporti locali con il coinvolgimento dei sindaci, potenziamento dell'attività di diagnosi e contact tracing con i medici di base e i pediatri, potenziamento della medicina territoriale attraverso il contributo della protezione civile. Sarebbero queste, secondo quanto si apprende, le indicazioni emerse nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico che potrebbero essere adottate dal governo per frenare l'ondata di contagi. E arrivano diverse anticipazioni su quanto ci si aspetta dall'impianto del nuovo Dpcm in discussione in arrivo domenica, con discorso del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Mentre dalle 23 di sabato si riunisce il Cdm sulla nuova Manovra.  

Le novità in discussione

Rispetto a quanto già anticipato ci sono modifiche e precisazioni. Sono ancora in corso le trattative sui provvedimenti da inserire nel nuovo Dpcm: un documento ancora incompleto che il Governo spera sia condiviso il più possibile con le Regioni, pronte a tendere una mano con alcune riserve e ancora convinte dell'idea della didattica a distanza alle superiori. Alcune certezze già ci sono: smartworking fino al 70-75% e un'ulteriore stretta sulla movida. L'idea di base - ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza in un vertice con i governatori - è l'irrigidimento delle misure per alcune attività 'non essenziali', tutelando occupazione e scuola. L'obiettivo è "evitare di arrivare ai livelli" di Francia e altri Paesi Ue. Ma molte Regioni dicono 'no' all'ipotesi di chiusure anticipate sotto la mezzanotte mentre Confcommercio e Cgia, sul fronte economico, prefigurano "scenari bui".

Chi non vuole il lockdown né il coprifuoco

Lo scopo è di scongiurare il più possibile che nuove misure gravino sugli esercenti dei settori al centro della stretta, dai pub alle palestre. "Non mi pare però che i ristoranti e gli esercizi che assicurino posti a sedere nel rispetto dei protocolli debbano rientrare nella categoria dei locali dove ci sono assembramenti", spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, il quale chiede anche garanzie per il ristoro di quei settori costretti toccati dai provvedimenti.
"Stiamo lavorando - aggiunge il presidente della Liguria, Giovanni Toti - ad interventi che al momento escludono il coprifuoco modello francese e ulteriori strette a bar e ristorazione, che però devono continuare a rispettare le regole con grandissimo rigore". Un altro secco 'no' arriva dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio, che aggiunge: "di fronte all'ipotesi di coprifuoco difendo la scelta di tenere aperte le attività economiche fino alle 24". Tra i governatori non è ancora emersa una proposta definitiva e tra le ipotesi e solo una parte, dunque, sarebbe d'accordo sul fissare la chiusura dei locali eventualmente alle 23. Tutti sono concordano sull'introduzione di restrizioni più nette per le modalità di consumo all'interno dei locali: "basterebbe - spiegano - definire più esattamente le capienze in base alle distanze e aumentare i controlli, magari imponendo un divieto più ferreo sugli assembramenti all'esterno". Speranza ribadisce però una linea ancora più intransigente nei confronti della movida: "Potremmo fare uno sforzo in più - dice - valutiamo se è il caso di una una stretta sugli orari serali". E sul fronte economico il ministro ha garantito: "se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro". Un 'aiuto' che potrebbe essere inserito parallelamente nella nuova manovra di bilancio.

Trasporti e Scuola, fra i nodi più problematici

Resta aperto il confronto sui trasporti e per le lezioni a distanza - in particolare per gli studenti del quarto e quinto anno delle superiori. Le Regioni chiedono di incontrare il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, nelle prossime ore per affrontare definitivamente la questione in attesa del passaggio definitivo con il governo, affinché venga messo nero su bianco del decreto. Una delle ipotesi, proposta dall'Umbria, è quella di un periodo sperimentale di 15 giorni di 'Dad', fino al 30 ottobre. Sembra quasi certa, invece, la possibilità di scaglionare ulteriormente gli orari della scuole: per alcune classi la campanella della prima ora potrebbe anche suonare alle 11. A fare le spese delle nuove misure potrebbero essere anche il settore del gioco legale e le attività sportive. Dall'ipotesi più restrittiva della chiusura di tutte le palestre e piscine a quella di vietare solo gli sport di contatto praticati in modo dilettantistico. "Si valuti di tutelare almeno le squadre, che possono rispettare i nuovi protocolli", indicano le Regioni.

La paura per le ricadute economiche

Inevitabile l'allarme delle associazioni di categoria, già affannate per le strette del lockdown di primavera. Dal rapporto elaborato da Confcommercio si prevede che il "quarto trimestre si apre all'insegna di una rinnovata e profonda incertezza alimentata dalla dinamica dei contagi" con il risultato che i settori della "convivialità" e del turismo "non verranno coinvolti dalla ripresa del Pil". Per il mese di ottobre Confcommercio stima un incremento dello 0,9% congiunturale del prodotto che si traduce in una decrescita su base annua del 5,1%. Per colpa del virus "rischiamo di bruciare 160 miliardi di Pil", avverte la Cgia di Mestre secondo cui il Pil potrebbe calare, rispetto al 2019, del 10%. Contro la Regione Lombardia si è scagliata, che ha già sospeso tutte le attività di gioco legale, si scagliano i sindacati del settore - preoccupati che ora le restrizioni siano estese in tutto il Paese.

Proroga ulteriore della Cig

Nel frattempo in una videoconferenza il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, hanno annunciato ai sindacati che l'esecutivo varerà un decreto collegato alla manovra per prorogare con urgenza a fine anno la Cig Covid per tutte le imprese e i lavoratori che hanno già utilizzato le 18 settimane previste dal decreto agosto e che nella legge di bilancio verranno finanziate altre 18 settimane nel 2021 con lo stesso meccanismo che prevede la gratuità della Cassa per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia. Ma ai sindacati non basta: "Sin che dura questa straordinaria condizione di crisi sanitaria, noi chiediamo che così come vengono prorogati i sostegni alle imprese e all'economia, debba esserci anche la proroga della cassa Covid e del blocco dei licenziamenti e delle ulteriori indennità Covid e tutele in caso di disoccupazione", hanno sottolineato in una nota aggiungendo che sono "del tutto insoddisfacenti" le risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Il ministro dell'Economia ha invece confermato a Cgil, CIsl e Uil "sia il taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, così come chiesto da Cgil, Cisl, Uil e ottenuto lo scorso anno, sia l'intento di procedere all'istituzione dell'assegno unico a sostegno della famiglia, a decorrere dal primo luglio 2021. Ma la riforma fiscale complessiva dovrebbe partire solo dal 1 gennaio 2022", come aveva anticipato lo stesso Gualtieri nella sua audizione di qualche giorno fa.