"Pronto un decreto che imbavaglia il parere dei cittadini sulle grandi opere"

Pronta la bozza del Governo sulla Nuova Valutazione di Impatto Ambientale. Provvedimento "indecente" e "criminogeno" per le associazioni ambientaliste

'Pronto un decreto che imbavaglia il parere dei cittadini sulle grandi opere'
TiscaliNews

"Altro che partecipazione e trasparenza sulle grandi opere per evitare i conflitti a lavori avviati! Il Governo Gentiloni intende mettere il bavaglio ai cittadini che vogliono dire qualcosa su inceneritori, TAV, gasdotti, cave, rifiuti e tutti i progetti che possono incidere pesantemente sull'ambiente". La protesta contro lo schema di decreto che modifica la Valutazione dell'impatto ambientale (V.I.A.) a cui devono essere sottoposte determinate tipologi di progetti pubblici e privati parte da alcune associazioni e comitati abruzzesi, ma rischia di estendersi in tutta Italia. Il decreto, che recepisce le modifiche della normativa europea in attuazione della direttiva 2014/52 del Parlamento Europeo, rappresenta secondo gli ambientalisti una vera e propria involuzione sul tema del rapporto tra comunità e grandi interessi privati che sostengono i progetti. "E' un testo criminogeno e, in qualche passaggio, anche eversivo dello Stato di Diritto", si legge nella nota firmata da 13 associazioni fra cui la Lipu abruzzese, il Forum per l'Acqua, il Coordinamento di comitati "No elettrodotto", Salviamo l'Orso e tanti altri.

Via in sanatoria e niente stop ai cantieri anche in caso di annullamento del Tar dei provvedimenti autorizzatori


Fra le prime criticità evidenziate dalle associazioni c'è il fatto che il decreto prevede di poter accedere in qualsiasi momento e per qualsiasi tipologia di opera alla V.I.A. "in sanatoria". Addirittura si prevede la possibilità di continuare i lavori anche se "scoperti" a realizzare un progetto (una cava, un gasdotto ecc.) senza V.I.A. oppure quando il parere V.I.A., se esistente, è stato sospeso o annullato del T.A.R.

"Cioè un bel giorno la piattaforma di Ombrina poteva arrivare, iniziare a scavare e, se priva di V.I.A., al Ministero dell'Ambiente avrebbero fatto a Rockhopper un buffetto chiedendo di fare la V.I.A. Nel frattempo poteva continuare pure a scavare" dicono gli ambientalisti.

Quindi chiunque può iniziare a cavare o costruire una centrale termoelettrica o un inceneritore senza VIA. "Se ti beccano ti danno 1 mese di tempo (o anche 10 anni; non è specificato il tempo limite) per presentare la V.I.A. Nel frattempo un funzionario del ministero o della regione potrà decidere se far andare comunque avanti il cantiere. Idem se un cittadino vince un ricorso al TAR sulla V.I.A. di un'opera".

"Ad esempio", proseguono i rappresentanti delle associazioni "il Terzo Traforo del Gran Sasso sarebbe potuto andare avanti nonostante la sconfitta del Ministro Lunardi al T.A.R. proprio sulla V.I.A. Se a Sulmona dovesse partire il gasdotto e il comune e la Regione vincessero al TAR, il Ministero dell'Ambiente potrebbe decidere di far andare avanti il cantiere lo stesso. Nel frattempo farebbe ripartire la nuova procedura di V.I.A. per superare l'annullamento del T.A.R.  Il tutto con eventuali sanzioni ridicole di decine di migliaia di euro a fronte di opere che portano guadagni in alcuni casi miliardari".

Per decine di categorie di opere niente partecipazione dei cittadini


"La Verifica di Assoggettabilità a V.I.A. (V.A.), che oggi è un primo filtro per impianti di rifiuti, cave, eccetera praticamente diventerà un orpello", spiegano gli ambientalisti: "Infatti è stata eliminata completamente la fase di partecipazione per i cittadini, che oggi hanno 45 giorni per presentare le osservazioni. Avverrà solo la pubblicazione sul web dello scarno documento di "studio preliminare ambientale" da parte del proponente, senza ulteriori elaborati. Da quel momento entro 60 giorni l'ente competente si deve esprimere. Lo potrà fare anche dal giorno stesso del deposito, privando i cittadini di ogni possibilità di interlocuzione. A quel punto rimarrebbe solo il T.A.R., peraltro sempre con la possibilità di vedere proseguire i cantieri anche in caso di vittoria davanti al tribunale"

 Opere miliardaria valutate sugli scarni elaborati dello studio di fattibilità


La V.A. e la V.I.A. si faranno su elaborati progettuali del livello di dettaglio dello "studio di fattibilità". Oggi per la procedura di V.I.A. si deve depositare il progetto definitivo con dettagli importanti ai fini delle analisi. Con questo decreto i cittadini e gli enti potranno quindi partecipare al procedimento avendo in mano solo "quattro schizzi" privi di dettagli tecnici fondamentali per verificare gli impatti oppure, come sta accadendo frequentemente, per accorgersi di eventuali abusi già fatti. Ma non basta. Per i promotori della mobilitazione c'è un altro aspetto inquietante: i commissari della commissione VIA nazionale saranno scelti dal Ministro espressamente "senza fare ricorso a procedure concorsuali".

"Hanno introdotto questa specifica dopo la bocciatura della Corte dei Conti proprio sulle nomine di Galletti per la nuova commissione V.I.A., bocciatura avvenuta proprio per l'assenza di criteri selettivi. Inoltre è sempre il ministro che nomina la segreteria tecnica di funzionari a supporto della commissione VIA nazionale. Il controllo partitico diventerà totale".

I progetti energetici diventano di competenza statale

Per associazioni e comitati è una la bozza di decreto è totalmente anti-costituzionale. Diverse categorie di progetti energetici, come quelli sull'eolico passano dalla competenza regionale a quella nazionale "per sottrarli all'influenza delle comunità che più facilmente fanno sentire la propria voce con le istituzioni locali. Si cerca così di superare surrettiziamente l'esito referendario del 4 dicembre, quando è stata bocciata anche la riforma dell'Art.117 della Costituizione che rpevedeva un forte accentramento".

"La norma è anche criminogena", proseguono le associazioni "sia perchè sarà premiante fare lavori in assenza di parere - è prevista al massimo una multa se si viene scoperti- sia per gli aspetti corruttivi considerata la totale discrezionalità nell' emanare provvedimenti come quello di far andare avanti i cantieri lo stesso nonostante l'assenza della V.I.A. Ricordiamo che settori sottoposti a V.I.A. come cave, rifiuti, centrali eoliche e tanti altri tipi di opere sono stati oggetto di nunerose inchieste e sono a forte rischio di infiltrazione della criminalità organizzata".

Il Decreto è ora all'esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-regioni.