La nuova sfida di Capitano Ultimo: sarà assessore all’Ambiente nella Calabria delle emergenze

La neo presidente della Regione, l’esponente di Forza Italia, Jole Santelli, ha scelto come primo atto della propria legislatura la nomina ad assessore regionale all’Ambiente di Sergio De Caprio

Sergio De Caprio, per tutti “Capitano Ultimo”
Sergio De Caprio, per tutti “Capitano Ultimo”

Solo il tempo dirà se sia stato più “semplice” arrestare, dopo quasi un quarto di secolo di latitanza, il “Capo dei capi”, Totò Riina, o fare uscire la Calabria dall’emergenza ambientale in cui versa da anni. La neo presidente della Regione, l’esponente di Forza Italia, Jole Santelli, ha infatti scelto come primo atto della propria legislatura la nomina ad assessore regionale all’Ambiente di Sergio De Caprio, per tutti “Capitano Ultimo”. Santelli, prima donna a essere presidente della Regione Calabria, ha presentato la nomina di De Caprio a Roma, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati: “La nomina diventerà effettiva - ha detto Santelli - dopo che al Capitano verrà concessa l'aspettativa dal lavoro”.

Per rendere operativa la scelta della neo governatrice, infatti, occorrerà il placet dell’Arma dei Carabinieri.  De Caprio è l’uomo che materialmente ha stretto le manette ai polsi di Riina, nel blitz del 15 gennaio 1993 scattato al primo incrocio davanti alla sua villa, in via Bernini n. 54. Da quel momento, una serie di incarichi all’interno della Benemerita, ma non solo. Dal Nucleo Operativo Ecologico, ai Servizi Segreti, in mezzo una scorta prima assegnata, poi revocata e poi nuovamente assegnata per De Caprio, che tuttora nelle sue apparizioni pubbliche (e anche nel corso della conferenza di presentazione) appare con il volto semicoperto.

Per qualcuno un vero e proprio mito, per altri soggetto controverso, De Caprio è, comunque, parte integrante della storia d’Italia: su di lui, infatti, sono stati scritti libri, effettuate inchieste giudiziarie e giornalistiche, realizzati film e sceneggiati. Il racconto relativo alla cattura di Riina, infatti, è stato più volte messo in discussione, a cominciare dal processo celebrato a Palermo nel 2006 in relazione ai fatti che portarono alla ritardata perquisizione del covo del capo dei Corleonesi. L'osservazione del nascondiglio, voluta dall’allora procuratore della Repubblica di Palermo, Giancarlo Caselli, venne infatti sospesa il giorno stesso dell'arresto di Riina.

Solo 18 giorni dopo si provvederà alla perquisizione del luogo dove il “Capo dei capi” avrebbe potuto custodire segreti di ogni tipo, anche sulle certe connivenze avute da Cosa Nostra in quegli anni: ma allora il covo era stato ormai ripulito dai mafiosi e addirittura ritinteggiato per non lasciare impronte di alcun tipo. Più recentemente il racconto della cattura di Riina è entrato anche nelle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino. Massimo Ciancimino, sulla cui credibilità vi sono versioni contrastanti, ha infatti dichiarato che Riina sarebbe stato consegnato ai Carabinieri dall’altra primula rossa di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, considerato l’ala più dialogante dei Corleonesi. Alla fine, comunque, il tribunale di Palermo ha assolto il capitano De Caprio e il colonnello Mario Mori dalle accuse loro rivolte a seguito della ritardata perquisizione dell'abitazione di Riina.

Quelli, infatti, sono gli anni, i luoghi e i fatti della cosiddetta “Trattativa”, per arginare la furia stragista di Riina e di Cosa Nostra, culminata con le stragi di Capaci e Via d’Amelio e l’uccisione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. "I temi sono tanti e li affronteremo insieme al Presidente, l'importante sarà l'autodeterminazione del territorio. Serviremo i cittadini, non domineremo. Sarà questo l'esempio di rivoluzione più bella che porteremo avanti" ha detto Capitano Ultimo, che oggi è Colonnello. Una sfida non da poco per De Caprio: la Calabria, infatti, ha sul proprio territorio risorse ambientali e paesaggistiche di primissimo livello, ma, al tempo stesso, interi comprensori in piena crisi rifiuti, enormi problemi di depurazione e nelle bonifiche. Non a caso, ha attraversato una fase di commissariamento rifiuti lunga circa un ventennio. Lunga quasi quanto la latitanza di Totò Riina.