La mossa di Supermario: tassa del 10% gli extraprofitti delle aziende per sostenere famiglie ed economia

Tutto deciso a mercati chiusi per due giorni. Il decreto “Ucraina” vale 4,4 miliardi. Senza fare nuovo debito. Taglio della benzina per 25cent. Misure specifiche per acciaio, pesca, agricoltura e autotrasporto. E in Europa Draghi arma gli ex Pigs contro i Frugali

(Foto Ansa)
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Un bazooka, piccolino ma potente, da 4, 4 miliardi. Aiuti per famiglie e imprese rimaste schiacciate dagli utenti figli, anche, della crisi ucraina. Senza fare un euro di debito ma tassando lo Stato sull’extragettito di Iva sui carburanti (circa 250 milioni al mese) per abbassare il prezzo della benzina e del gasolio ai distributori. E tassando i superprofitti delle aziende fra comparto energia. “Interveniamo nella misura del 10% del fatturato” ha spiegato secco il ministro economico Daniele Franco. Una stangata decisa a mercati chiusi - il Consiglio dei ministri è  iniziato alle 20 e prima sono girate bozze con le X al posto di numeri e percentuali - e col fine settimana davanti per stemperare eventuali speculazioni.  Una stangata tenuta coperta. Ancora giovedì pomeriggio importanti analisti e osservatori politici, interrogandosi su cosa si sarebbe inventato Draghi e soprattutto dove avrebbe preso i soldi, dicevano: “Mai un prelievo forzoso a quelle aziende, non glielo fanno fare”.  E ieri pomeriggio, mentre giravano le bozze del decreto - 35 articoli, una ventina di pagine di testo - c’era chi già ironizzava: ma chissà dove prenderà i soldi…. 

Finora 16 miliardi  

E’ stato uno dei consigli dei ministri più blindati. Nulla è trapelato se non che ci sarebbe stato un taglio prezzi dei carburanti alla pompa di benzina, misure per il settore dell’autotrasporto, pesca e agricoltura.  “Abbiamo preso provvedimenti importanti per dare una risposta alle conseguenze della guerra in Ucraina. Per aiutare cittadini e imprese. Rafforziamo anche il nostro sistema di accoglienza, con la previsione di un aumento dei rifugiati ucraini” ha detto Draghi che ha ritardato il più possibile le comunicazioni alla stampa - e in effetti nulla era trapelato sul finanziamento della nuova manovra - per evitare ogni contraccolpo sul mercato visto che quelle tassate sono tutte aziende quotate in Borsa. "In totale - ha spiegato -le misure ammontano a 4,4 miliardi di euro, che si aggiungono agli oltre 16 miliardi che abbiamo speso dalla scorsa estate per difendere gli italiani dall'aumento del costo dell’energia”. Poi la notizia più attesa: “A differenza degli scorsi provvedimenti, gran parte degli interventi di oggi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico. Tassiamo una parte dei profitti in eccesso che i produttori stanno facendo grazie all'aumento dei costi delle materie prime, e redistribuiamo questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà”. Uno dei provvedimenti più di sinistra mai fatti negli ultimi decenni. Molto più del reddito di cittadinanza. “Questo intervento redistributivo - aggiunge il premier - è equo da un punto di vista di giustizia sociale, e ci permette di evitare scostamenti di bilancio e di mantenere sotto controllo i conti pubblici”. 

Lo Stato fa la sua parte

“Lo Stato - ha continuato il premier - fa comunque la sua parte: destiniamo infatti ai provvedimenti di oggi il gettito IVA sui carburanti che lo Stato ha incassato in questi mesi a causa dell'aumento dei prezzi". Tra gli interventi, i più importanti sono: taglio di 25 centesimi al litro del prezzo della benzina alla pompa;  aumenta (da 4 a 5,2 milioni) il numero di famiglie protette dagli aumenti delle bollette e che pagheranno l'energia come l'estate scorsa; rateizzazione delle bollette fino a due anni; aumentano  i crediti d'imposta sul costo dell'energia e del gas a favore delle aziende energivore e gasivore e ne istituiamo di nuovi per tutte le aziende che utilizzando elettricità e gas. Vengono creati fondi per aiutare i comparti dell'autotrasporto, dell'agricoltura, della pesca. Ed è rifinanziata la cig per le aziende in difficoltà. L’occasione è utile anche per rivedere alcuni fondamentali come “migliorare lo strumento del Golden Power” (esteso a tutti i sevizi in cloud) e rafforzare i poteri di Arera (authority per la sorveglianza dei prezzi)  perché possano rispettivamente conoscere i dettagli dei contratti di fornitura dei produttori e sanzionare fenomeni di speculazione”. Via dalla pubblica amministrazione tutti i prodotti software di produzione russa. A cominciare dall’assai diffuso antivirus Kaspersky. La guerra è combattuta anche a livello cyber e circa attacchi informatici, violazione di sistemi e “furto” di informazioni, la Russia è regina.  

 

C’erano una volta i Pigs….

 Vista la carenza di acciaio è stata estesa “la garanzia di SACE all'ILVA, per consentire all'azienda di aumentare la produzione e sopperire alle carenze di acciaio nel Paese”. Un lavoro certosino fatto dal ministro Giorgetti che Draghi ha voluto ringraziare in conferenza stampa. “L'inflazione che osserviamo in Europa - a differenza degli Stati Uniti - è dovuta in larghissima parte all'andamento dei beni energetici. Risolvere questo problema è complesso: richiede la fine della crisi in Ucraina e una migliore diversificazione delle fonti di approvvigionamento, un fronte su cui ci stiamo muovendo con rapidità e determinazione”.

E se questi sono i compiti a casa fatti dal governo italiano, pronto a farne altri se dovesse servire, ecco che adesso deve fare la sua parte l’Europa. La prima parte della giornata di ieri era stata dedicata proprio a questo in un vertice a quattro Portogallo, Italia, Grecia (a distanza perchè col Covid). I vecchi Pigs - ricordate - che qualcuno nel 2010 voleva sacrificare rispetto ad un’Europa del nord e ricca e parsimoniosa - adesso diventano i Med men.  Nel 2011 l’allora presidente della Bce Mario Draghi intervenne con il famoso bazooka, acquistando debutti sovrani per decine e decine di miliardi. Oggi i Med men prendono “una posizione comune a livello europeo per ridurre i prezzi dell'energia. Intendiamo portare questa posizione al Consiglio Europeo della prossima settimana. La crisi in Ucraina è una crisi europea, richiede risposte realmente europee e soprattutto immediate”. La riscossa dei Pigs contro i Frugali. Un po’ gli assomiglia.

 

Dai bonus al golden power passando per i profughi

Il decreto è un provvedimento complesso, con risorse limitate, sui cui i ministeri hanno lavorato per giorni riuscendo a mantenere il segreto rispetto alla delicatezza dei provvedimenti. Nelle bozze circolate nel pomeriggio, ad esempio, non c’era la misura forse più rivoluzionaria: la tassazione degli extraprofitti delle aziende del settore energia. L’obiettivo di questo come dei precedenti decreti è “non fermare la ripresa, creare le condizioni perchè il nostro sistema sopravviva bene e continui a lavorare” ha sottolineato il ministro Franco seduto in conferenza stampa tra Draghi e Cingolani. Alla destra del premier il sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli, uomo macchina di tante e tante misure.  Tocca a lui spiegare il dettaglio della norma sul golden power modificata per aumentare la difesa da parte dello Stato delle attività strategiche come il cloud o il 5G.

Per abbassare il costo alla pompa di benzina, diesel e Gpl si parte da un decreto ministeriale che attiva il meccanismo dell'accisa mobile: se i prezzi aumentano i maggiori incassi Iva si possono utilizzare per abbattere le accise. Si era partiti da 8,5 cent al litro. Il testo finale fissa il taglio a 25. Fino a fine aprile.

Nelle nuovo “decreto Ucraina” - è stato ribattezzato così ed è il terzo in venti giorni, i primi due erano destinati soprattutto alle armi -  ci sono anche buoni carburante che i lavoratori ricevono dai datori di lavoro e che fino a 200 euro saranno esentasse (misura voluta da Giorgetti). Per contenere i rincari di luce e gas oltre all'aumento del tetto Isee per il bonus sociale per le famiglie - che passa da 8mil a 12mila euro - ci sono anche le misure per le imprese, dalla possibilità di rateizzare in 24 mesi i consumi di maggio e giugno al credito d'imposta per l'acquisto di energia anche per il secondo trimestre. Per settori come agricoltura, pesca (195 milioni) e autotrasporto (20 milioni per taglio pedaggi) sono creati fondi ah hoc. Perchè la situazione è ben lontana dall’essere risolta. Il decreto indica la strada che dovrà essere percorsa ogni volta che ce ne sarà bisogno. Speriamo mai più. 

Interessante anche la modifica che riguarda Arera: l’authority avrà più poteri e potrà infliggere multe fino a 5mila euro a chi non saprà motivare gli aumenti. Vanno sanzionate “le speculazioni”,anche di chi si gira dall’altra parte, perchè - ha sottolineato Draghi  “parliamo di sicurezza nazionale e questa situazione non è più tollerabile”. Possiamo immaginare che tra controllori e controllati, nei prossimi giorni ci sarà molto più ordine nei prezzi.

Arrivano 150 milioni per finanziare la Cig in deroga per le aziende in difficoltà. Mano tesa anche al turismo, con un credito d'imposta che coprirà il 50% della seconda rata Imu per alberghi, fiere, terme e parchi tematici. Il decreto si occupa anche di profughi: il piano di accoglienza è tarato su 83 mila arrivi (ad oggi sono 50 mila) e stanzia 400 milioni.

 

La riscossa sui Frugali?

Sistemate, al momento, le cose in Italia, serve affinare la strategia anche in Europa. Così i vecchi Pigs hanno deciso di giocare per primi. E sono diventati “Med Men”, gli uomini del Mediterraneo.  Mario Draghi li ha convocati a Roma per condividere l’agenda da mettere sul tavolo del Consiglio Ue di giovedì e venerdì prossimi. “Perchè i governi e l’Europa devono intervenire subito e in modo sostanziale. L’Europa - ha spiegato Draghi - ha reagito bene ma ora deve anche agire in fretta”. Non è stato da meno il presidente portoghese Antonio Costa: “Non possiamo avere un altro Consiglio che rinvia o fa ipotesi. Servono risposte che dobbiamo dare subito”. Lo spagnolo Sanchez l’ha messa così: “Il momento di agire è adesso”. Il greco Kiriakos, collegato perchè boccato dal Covid, ha detto che “se l’Europa resta inerte e indecisa, si può risvegliare l’incubo del populismo”.

Così, quella che era considerata una debolezza - essere il sud dell’Europa poco produttivo e poco efficiente - adesso può diventare una virtù. L’Europa ha un gigantesco problema di dipendenza energetica. L’unica arma, immediata, è diversificare. E il mercato verso cui cercare di stabilire nuovi rapporti commerciali è proprio quello che guarda all’Africa con cui i Pigs condividono il Mediterraneo e i flussi migratori. I leader di questi Paesi, e Draghi tra i primi, hanno così pensato che era giunta l’ora di far diventare un acronimo squalificate (Pigs) in un jolly che i “Med men” possono giocare sul tavolo delle trattative europee.

Le alleanze non sono la soluzione dei problemi. E però aiutano.

L’agenda dei Med men

L’agenda dei Med men è concisa ma potente. Soprattutto “urgente e fattibile subito”. Serve, ha spiegato Draghi, “una gestione comune del mercato dell’energia” e quindi ad esempio subito stoccaggi per far fronte a nuove possibili crisi. Occorre il “decoupling” (il disaccoppiamento) del prezzo del gas da quello dell’elettricità (che ha prezzi assai inferiori). Serve un “tetto al prezzo del gas” per evitare, come ha aggiunto il premier greco, che il mercato “diventi ostaggio di speculazioni”. Benvenga poi la “bussola strategica” perchè “Putin - ha detto Sanchez - ci ha insegnato che la pace va difesa”. Ma  le maggiori spese di difesa devono essere a carico dei bilanci europei. Vedremo tra pochi giorni chi avrà più ascolto trai Med men e i vecchi Frugali.