[L’inchiesta] L'Italia dei mille crolli annunciati, ecco i ponti che vengono giù giorno per giorno

La mappa dell'Italia che crolla vede in Abruzzo, i viadotti dell'A24 e A25 come sorvegliati speciali. All'altezza di Popoli, dello svincolo di Bussi, da tempo si segnalano cedimenti e segno di logorìo. Ponti a rischio anche in Basilicata, in particolare quello Carpineto I, di ben 241 metri su raccordo tra Potenza e Sicignano. Inoltre segnalazioni pericoli sui 4 viadotti Fiume Mesima dell'A2, in Calabria, tra Rosarno e Mileto. Proprio perché pericolanti sono sotto sequestro da tempo. Come osservato speciale è anche il Ponte Petrace, tra Gioia Tauro e Palimi, e il viadotto Calangrande di San Nicola Arcella

[L’inchiesta] L'Italia dei mille crolli annunciati, ecco i ponti che vengono giù giorno per giorno

Non si crolla in un momento, si crolla giorno per giorno. Un ponte non frana in dieci secondi, “costruisce” il suo cedimento negli anni. Mentre l'Italia piange i morti del ponte Morandi di Genova, altri viadotti stanno “lavorando” alla tragedia di domani. Senza interventi tempestivi, si eroderanno nel tempo, vedranno consumarsi le anime di acciaio, i sistemi di sostegno, fino a fracassare le ossa di chi si troverà a passare nel momento sbagliato al posto sbagliato.

Oltre ottanta

Sono oltre ottanta i cavalcavia disseminati nelle regioni italiane su cui andrebbero fatti rilievi urgentissimi. Li ha messi in fila il Codacons, che ha pubblicato un elenco dei ponti italiani che hanno assoluto bisogno di interventi di manutenzione: piloni fuori asse, pietre che cadono, segni continui di cedimento che annunciano un lavoro in corso, quello del crollo. Che arriverà di sicuro, senza interventi. Non si sa quando, si sa però che è certo.

Chiuderli al traffico

Insieme agli interventi di manutenzione, l'associazione dei consumatori ha chiesto per molti di questi viadotti anche la chiusura al traffico dei mezzi pesanti, o misure di contenimento dei carichi. Verifiche tecniche puntuali, utilizzo del Genio militare, interventi rapidi: senza una task force della sicurezza sui viadotti italiani – avverte il Codacons – domani non si potrà parlare di fatalità ma di evento annunciato.

La diffida ai prefetti

"Il Codacons – dice l'associazione in una nota - ha deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio. A loro chiediamo di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio". Agire e agire presto. Suggestione, dopo Genova? Allarmismo? A giudicare dalle segnalazioni, corredate da foto e cronistoria, in molti casi si è davvero di fronte all'Italia dei mille crolli, che sembrano più che annunciati. Quelle frane stanno già venendo giù, pietra dopo pietra. 

Mappa dell'Italia che cede

La mappa dell'Italia che cede vede, per esempio, in Abruzzo, i viadotti dell'A24 e A25 come sorvegliati speciali. All'altezza di Popoli, dello svincolo di Bussi, da tempo si segnalano cedimenti e segno di logorìo. Cosa che, in realtà – secondo il Codacons – riguarda tutti i viadotti autostradali dell'asse che collega Roma con l'Aquila e Pescara, attraverso l'appennino e correndo proprio, per lunghi tratti, su ponti altissimi che ficcano nella terra piloni di oltre cento metri. Ponti a rischio anche in Basilicata, in particolare quello Carpineto I, di ben 241 metri su raccordo tra Potenza e Sicignano. Inoltre segnalazioni pericoli sui 4 viadotti Fiume Mesima dell'A2, in Calabria, tra Rosarno e Mileto. Proprio perché pericolanti sono sotto sequestro da tempo. Come osservato speciale è anche il Ponte Petrace, tra Gioia Tauro e Palimi, e il viadotto Calangrande di San Nicola Arcella.

Ferro consumato 

In Campania, teatro della tragedia irpina del Bus che volò in una scarpata rompendo una barriera di guard rail dell'autostrada tra Napoli e Avellino, si segnalano danni a Castellammare, sul viadotto utilizzato per la costiera sorrentina e sul viadotto San Marco; altri dubbi su quello di Vietri, in provincia di Salerno, e sul famoso viadotto Gatto di Salerno città. Interventi anche sulla Domiziana, tra Pozzuoli e Castelvolturno, e su altri piccoli ponti, non molti alti, ma con evidenti segni di logoramento a piloni devastati anche dai roghi tossici di rifiuti che, in alcuni casi, hanno “divorato” il ferro nei pilastri, fino a scoprirne l'anima.

Da nord a sud

Lo scenario non muta da sud verso nord. Sono quattro i ponti sul Po segnalati: quello di  Viadana-Borretto, quello di Colorno-Calsalmaggiore, quello di Ragazzola-San Daniele, e quello di 

Castelvetro Piacentino-Cremona. In Lombardia si segnalano problemi a Lecco (Cavalcavia Isella), a Como (Viadotto dei Lavatoi) e su diversi viadotti della Milano-Meda.

Segnalazioni dei cittadini

Accanto alla mappa dei rischio resa pubblica dal Codacons, fioccano ogni giorno segnalazioni dei cittadini, petizioni pubbliche, interventi cautelativi degli enti locali. In Sicilia, sono stati segnalati problemi a due viadotti lungo la tangenziale di Catania. Da un primo sopralluogo risultano "evidenti criticità strutturali": sotto accusa i giunti dilatati e l'usura generale. Anche a Benevento, un intervento preventivo ha chiuso alla circolazione il ponte San Nicola, realizzato nel 1955 proprio dall'ingegnere Riccardo Morandi e chiuso, dopo la tragedia di Genova, dal sindaco di Benevento Clemente Mastella.

I Morandi

Un altro ponte Morandi, con una storia tutta diversa, è quello di Catanzaro. Fu inaugurato nel 1962. Dopo la tragedia di Genova è finito nell'occhio del ciclone, come se ci fosse una maledizione che colpisca tutte le infrastrutture progettate da Morandi. In realtà, quello di Catanzaro ha avuto negli anni molti interventi di manutenzione; ancora oggi, con una impalcatura, sono al lavoro dieci operai per un consolidamento. Sono esclusi, quindi, rischi ma si è intanto impedito il transito agli autobus.

Lavorare sempre

Un po' di psicosi, quindi, si è determinata. Da che non ci si accorgeva di nulla, oggi tutto sembra nascondere il pericolo. E' un po' come comprare un antifurto dopo che ti hanno derubato. Ma la prudenza, sui temi della sicurezza, non è mai una cattiva consigliera. Se il sacrifico delle vittime di Genova può servire a evitarne altre, si sarà dato a una tragedia inconcepibile almeno un segno morale. Ma saremo capaci di vigilare e intervenire giorno per giorno e non solo nel momento del lutto? Probabilmente questo è uno dei grandi temi del Paese: uscire dall'emotività, governare con la razionalità. Uscire dalle scelte estemporanee, governare nel progetto e nella pianificazione. Non si crolla il 14 agosto, si crolla negli anni. Non si salvano vite in un momento, si salvano lavorando sempre.