[Il caso] Le metamorfosi di Salvini, a convegno contro il razzismo... ma solo quello contro Israele e gli ebrei

Il leader della Lega interrompe la vorticosa campagna elettorale per prendere posizione contro l'antisemitismo. "Chi è contro Israele e nostro nemico, sia che venga da destra che da sinistra". Polemico con l'assenza della senatrice a vita Liliana Segre che lo aveva invitato a prendere posizione anche "contro tutte le forme di intolleranza e pregiudizio"e "ogni forma di odio". I tentativi di assumere lo standing del leader moderato Di Claudia Fusani, giornalista parlamentare

[Il caso] Le metamorfosi di Salvini, a convegno contro il razzismo... ma solo quello contro Israele e gli ebrei

Ha fermato i motori di quella macchina da guerra che è la campagna/propaganda leghista in Emilia. Romagna per venire a Roma e parlare, niente po' po' di meno, che dell'odio razziale contro Israele e il popolo ebraico. Così ieri mattina invece di cercare Matteo Salvini tra una piazza e un mercato tra l'Emilia, la Romagna e la Calabria, lo si poteva trovare tra gli affreschi della bellissima Sala Zuccari a palazzo Giustiniani circondato da studiosi con la kippa, direttori di importanti think tank israeliani (molto legati alla destra) a discettare e fare si con testa su quella che è stata la tesi di fondo, e a sinistra ancora discutibile, del convegno: "antisemitismo è sinonimo di antisionismo e anti Istraele" (cit. Ramy Aziz, analista politico del Middle east affair journal). In pratica, chi tocca Israele è un pericoloso razzista.

Da incendiario a pompiere

Il tema, come si può capire, è tra quelli più delicati e insidiosi oltre che affascinante. Ha implicazioni chiare nel posizionamento della Lega in politica estera, "con Trump, con Israele, contro l'Iran" ha chiarito Salvini. Ma il convegno è stato soprattutto, uno dei tanti indizi della metamorfosi di Salvini. Tentata, almeno. Si tratta di un nuovo genere politico cui occorre attrezzarsi e che contempla il tentativo/obbligo del leader di cambiare pelle e passare dall'estremista che in boxer a fiori in estate chiedeva "pieni poteri" e teneva in mare a 40 gradi i migranti naufraghi al leader "moderato" e consapevole dotato di quella misura necessaria per governare un paese. Un po' come quando, complice Giancarlo Giorgetti, incontrò il cardinale Ruini. Era metà novembre. Il cardinale uscì convinto dall'incontro ed esortò: "La chiesa dialoghi con Salvini". Per dirla più, facile, stiamo assistendo alla metamorfosi per cui il leader incendiario cerca di diventare pompiere.

La spinta dei nazionalismi

Nella comunità ebraica il convegno è stato un fatto importante e siamo sicuri che avrà grande eco in terra di Israele. L'ambasciatore (designato) Eydar Dror ha potuto fissare alcuni concetti chiave davanti alla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, ad esempio che "lo Stato di Israele è la polizza assicurativa di tutti gli ebrei nel mondo perché possiamo sempre dire di avere un posto dove tornare a casa" e che l'antisionismo vuole dire "opporsi all'esistenza dello Stato di Israele" e dunque equivale ad essere "antisemiti". Dore Gold, Presidente del Jerusalem center for public affairs, ha potuto aggiornare i numeri e le percentuali degli episodi di razzismo antisemita "non in Cina ma nel cuore dell'Europa, nel Regno Unito (da 500 nel 2013 a 16mila nel 2018), in Francia (+74%). Ha anche sottolineato un tema - "L'antisemitismo in epoca contemporanea è cresciuto con i nazionalismi" - su cui però Salvini attento con le cuffie della traduzione simultanea ha un attimo alzato il mento in segno di leggero disappunto.

Un mezzo flop

Se però il convegno voleva essere un modo per fare pace, o almeno iniziare, con chi sostiene che Salvini alimenta forme subdole ma efficaci di razzismo e intolleranza coltivando il pregiudizio e fomentando la paura verso lo straniero o il diverso (per razza, sesso e religione), allora è stato un mezzo flop. Il leader della Lega aveva tentato, la scorsa settimana, il colpaccio: avere la senatrice a vita Liliana Segre come ospite d'onore del convegno. Sarebbe stato uno sdoganamento importante e fortemente simbolico. La pietra tombale sul Papeete. La senatrice ha declinato: aveva gli altri impegni legati al mese della Memoria. E comunque la senatrice ha voluto ricordare a Salvini in una bellissima lettera che "la lotta all'antisemitismo non deve e non può essere disgiunta dalla ripulsa del razzismo e del pregiudizio". Soprattutto oggi " in cui le condizioni di disagio sociale spingono tanti ad indirizzare la propria rabbia verso un capro espiatorio scambiando la diversità per una minaccia". Un "no,grazie" ben argomentato da parte della senatrice a vita e anche severo quando ricorda al leader leghista il loro incontro privato e la "convergenza delle nostre riflessioni sui rischi di imbarbarimento della società e sulla necessità di fare qualcosa, ciascuno nel proprio ambito e a partire dalla propria disponibilità". Ad esempio, la senatrice Segre auspica che i temi del convegno possano essere "un utile contributo alla commissione parlamentare contro lo hate speech (le parole e l'odio)" che però Lega e Forza Italia, guarda caso, non hanno voluto votare.

Il messaggio alla senatrice Segre

Salvini aveva risposto subito alla lettera. Ma avendo perfettamente capito il punto debole della sua iniziativa di ieri, quando è intervenuto ha voluto sottolineare l'assenza della senatrice e la preziosa occasione sprecata. "Mi spiace per chi non ha voluto essere qui oggi perché avrebbe voluto che parlassimo di tutto. Però questa è una classica metodologia all'italiana per cui per non affrontare questo singolo enorme tema (l'antisemitismo, ndr) si prende come alibi il fatto che oggi non si parla anche del resto, dalla pace nel mondo alla violenza degli stadi". Non c'è dubbio però che Salvini abbia voluto pubblicamente condannare almeno di una forma di razzismo quale è l'antisemitismo nelle sue "molteplici forme" che era il titolo del convegno. "Chi vuole cancellare Israele è nostro avversario, sia che venga da certa destra tradizionalista che da sinistra". E poi: "Non confondiamo il legittimo controllo delle frontiere e dell'immigrazione che va regolamentata con la barbarie della Shoah, dell'olocausto e dell'odio nei confronti di Israele".

"Nessun contatto con Casa Pound e Forza Nuova"

Ha negato, sdegnato, ogni contatto con Casa Pound e Forza Nuova. Ma anche aggiunto che non ha alcuna intenzione di organizzare analogo convegno su altre forme di razzismo, stranieri, rom, omosessuali. "Trovo assurdo - ha detto Salvini rispondendo ad alcune domande dei giornalisti presenti - accusare me di razzismo perché da ministro ho esercitato il legittimo controllo delle frontiere del mio Paese". È vero che attacca George Soros "ma solo perché la Fondazione Open society sostiene un'immigrazione indiscriminata". E non c'è dubbio che "abbiamo molto da imparare da Liliana Segre ma nulla da Carola Rackete".

La sfida al Parlamento

Il leader della Lega ha lanciato la sfida ai partiti di maggioranza. Ha chiesto la "messa fuorilegge del movimento antiisraeliano e antisemita per il boicottaggio di Israele". E l'approvazione, da parte del Parlamento, del documento (IHRA, Internacional holocaust remembrance alliance) che definisce l'antisemitismo oggi. "Voglio vedere tra Pd, Leu e 5 Stelle quanti sono pronti a firmarlo". In prima fila, in Sala Zuccari, lo stato maggiore della Lega, Giorgetti, i capigruppo Molinari e Romeo. "Voglio vedere chi ancora ha il coraggio di dire che Salvini è razzista" l'ha buttata là Giorgetti. Si deve cambiare per diventare premier.