“Non mi candido, anzi sì; me ne vado, forse no. Renzi mi piace, ma non più”

Piccolo catalogo delle frasi di Michele Emiliano sul Pd, sul congresso e sull’ex segretario

Michele Emiliano con Matteo Renzi
Michele Emiliano con Matteo Renzi

“Renzi ha scelto la scissione”.

"Nessun passo indietro, ho abbassato i toni per cercare un'intesa".

“In questo partito non si parla mai di lotta alla mafia. Il Pd ha quasi paura di incoraggiare il controllo della legalità”.

"La divaricazione forse è già insanabile. Gli elettori hanno perso la speranza”.

“Sabato lanciamo la nostra proposta, l'ultima chance al Pd. Se Renzi accetta, bene. Altrimenti, domenica andremo via".

"Fate conto che queste tre persone siano già una persona sola, un candidato unico”. (con Rossi e Speranza).

“Un Pd trasformato in partito personale di Renzi è destinato a una legnata elettorale tale da farlo scomparire".

“Ora inizia un processo fondativo, vedremo se di un'area del Pd o di una forza ulivista che parte dal Sud e dalla Toscana”.

"Renzi continua a correre come un matto, senza sapere dove va”.

“Noi vogliamo arrivare al 2018 con Gentiloni, lui (Renzi) pensa di mollarlo in base alle sue esigenze congressuali. Ma se hai perso tutte le battaglie, nessuno ti segue”.

“Per lui (Renzi) un congresso è una guerra. Forse in Toscana sono abituati così dai tempi dei Comuni, in Puglia no: abbiamo negoziato pure con i romani".

“Se le differenze superano il limite del tollerabile, ognuno per la sua strada”. 

“È Renzi che ha cambiato l'articolo 18, i voucher, le trivelle, la scuola. Poi la Costituzione. Così non bastano neanche le primarie: non siamo più nello stesso partito”.

“Meno male che non siamo una superpotenza e che Renzi non ha l'atomica, altrimenti non so cosa sarebbe potuto accadere...".

"Adesso che abbiamo convinto Renzi a sostenere Gentiloni fino alla fine della legislatura senza fargli brutti scherzi, possiamo darci il tempo di riconciliarci e trovare le ragioni per stare ancora insieme"

"Ce li avete presente i vecchi western? Ecco, io sono lo sceriffo”.

«Non so come si fa a fare il congresso senza sapere qual è la legge elettorale».

«Se tu non avessi chiuso le porte, forse non avrei dovuto aspettare il governo Gentiloni per parlare dell'Ilva»

“Bisogna lavorare per cambiare verso al Pd, per riportarlo ad essere il partito delle persone che non contano niente e non di petrolieri, finanzieri, banchieri”.

“Il segretario non si dimette perché ha un sacco di soldati e salmerie da collocare”

«Col 40 per cento Renzi aveva in mano tutto, era stimato e io l’ho sostenuto con passione. Improvvisamente è diventato impossibile evitare i suoi errori catastrofici”.

“Il bilancio è drammatico”.

“Ma io con Renzi non ho mai litigato”.

"Ho aspettato vanamente un anno e mezzo per avere un appuntamento con Renzi quando era Presidente del Consiglio, mentre invece Paolo Gentiloni in tre giorni mi ha fissato un appuntamento”.

“Credo di aver fatto così tanti complimenti a Renzi che neppure sua mamma”.

“Renzi non mi parla, è una tecnica politica. Quando qualcuno è uno spirito libero poi si finisce col non riuscire più a parlare con lui”

“Rimarrò fermo con la legge in mano, che è il mio unico riferimento a ripetere la verità all’infinito fino a quando Renzi mi riabbraccerà dicendo ‘Grazie Emiliano perché mi hai dedicato tanta attenzione nel consigliarmi per il bene’”.

“Renzi dice bugie”

“Renzi è come Napoleone”

“Non ho alcuna intenzione di candidarmi alla segreteria del Partito Democratico”.

“Se qualcuno si prende la briga di aprire il congresso è possibile che mi candidi".

Parola di Michele Emiliano che non fa più la scissione – forse - che torna col Pd – forse - che non se ne è mai andato – pare – e che correrà per la segreteria – forse – al prossimo congresso del Pd – oppure no.