Meloni serra i ranghi intorno alla manovra, convocati i sindacati per il 7 dicembre. Landini vuole la piazza

La presidente del Consiglio stringe sugli emendamenti: vanno contingentati il più possibile. E stanzia 400 milioni. "Scongiurare l'esercizio provvisorio". Mattarella ha firmato

Meloni serra i ranghi intorno alla manovra, convocati i sindacati per il 7 dicembre. Landini vuole la piazza
Il segretario Cgil, Landini (Foto Ansa)
TiscaliNews

Il Quirinale rende noto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge di Bilancio. La manovra era stata bollinata precedentemente dalla Ragioneria e, in serata la premier Giorgia Meloni, ha fatto una riunione con il Cdm, un'ora e mezza per serrare i ranghi in vista del passaggio della manovra in Parlamento. L'obiettivo è contingentare il più possibile gli emendamenti. Per i quali, spiegano fonti parlamentari, il governo ha accantonato un tesoretto di 400milioni di euro

L'ultim'ora dice che la premier ha convocato i sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, mercoledì 7 dicembre alle 12.30 a Palazzo Chigi sulla manovra, secondo quanto rendono noto fonti sindacali. Alla riunione parteciperanno anche i ministri economici. Ma il segretario Landini invita i colleghi alla piazza per cambiare la manovra.

La legge di bilancio dovrebbe essere approvata dalla Camera entro Natale e poi avere il via libera del Senato entro la fine dell'anno. Tenetevi pronti - scandisce Meloni, stando a quanto riferisce chi ha partecipato alla riunione -: la manovra va chiusa rispettando i tempi, a costo di restare in Parlamento a Natale, il 26 o il 27 dicembre: deve andare in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre. 

Pressing per scongiurare l'esercizio provvisorio

Nessuno vuole porre limiti ai partiti, è il ragionamento della presidente del Consiglio, stando a quanto riferito, certamente la manovra potrà essere migliorata in Parlamento. Perché il rischio - la "sciagura", come ha detto il capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti - è l'esercizio provvisorio. 

La preoccupazione della premier e del governo non riguarda solo la mole di emendamenti alla manovra ma anche il rischio di "ingorgo" in Parlamento. I decreti finora approvati dall'esecutivo hanno, infatti, tutti iniziato l'iter in una sola delle due Camere, alcuni di essi sono ancora in commissione, e non è quindi ancora iniziato l'esame in Aula. Il quadro si aggrava considerato il fatto che, a breve, inizierà la sessione di bilancio, che ha la priorità sugli altri provvedimenti, alcuni dei quali, però, sono in scadenza a fine dicembre.

In agenda anche il decreto Rave che va approvato entro il 31 dicembre e poi c'è l'annunciato decreto sulla proroga dell'invio degli aiuti militari all'Ucraina, che potrebbe andare in Consiglio dei ministri già giovedì, ma deve essere approvato entrofine anno, come ha spiegato Ciriani.

Inizia mercoledì il suo iter in Aula al Senato, invece, il decreto sul servizio sanitario della Calabria e la partecipazione alle iniziative Nato, che scade il 7 gennaio. Mentre il decreto per il riordino dei ministeri, la cui discussione generale inizia venerdì alla Camera, scade l'11 gennaio. Infine, prima di Natale - ma non c'è ancora una data - dovrebbe approdare in Aula al Senato anche il dl Aiuti quater, che scade il 17 gennaio.

Sindacati verso lo strappo?

Una manovra decisamente indigeribile per la Cgil di Maurizio Landini quella di Meloni. E invita per questo alla mobilitazione, sciopero generale non certo derubricato, i cugini di Cisl e Uil. Ma la lettura che la confederazione di Corso Italia dà della legge di stabilità - "è sbagliata, colpisce poveri e precarizza lavoro" - appare lontana anni luce da quella della Cisl che preferisce invece un approccio più soft, "apprezzando gli sforzi" del governo Meloni nonostante alcune "misure non adeguatamente in linea con le nostre rivendicazioni".