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Meloni e il problema demografico. La colpa è dell’utero in affitto e dei “cattivi maestri”

La premier ha parlato ieri dopo quasi tre settimane in cui ha affidato il suo pensiero ai comunicati stampa. L’occasione un convegno su giovani, futuro ed Europa. Tra un po’ non avere figli sarà quasi una vergogna sociale anzichè una scelta. Non una parola sul Def in bianco, sui soldi che non si trovano. E neppure su Santanchè: chiusa ieri anche l’indagine su Visibilia. L’ipotesi è falso in bilancio

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
(Ansa)
(Ansa)

Non appariva in pubblico dall’ultimo Consiglio europeo, era il 22 marzo. C’era stata un’apparizione molto veloce il giorno dopo al salone Cosmoprof di Bologna. Poi è diventata di nebbia. Chi l’ha vista Giorgia Meloni? Le ricostruzioni  sono terminate ieri alle 12 e 30 quando la premier è arrivata al Tempio di Adriano, nel cuore della Capitale, per intervenire al convegno “Per un’Europa giovane. Transizione demografica, ambiente, futuro”, iniziativa della ministra Eugenia Maria Roccella. E’ sembrata in ottima forma Giorgia Meloni: più magra e asciutta, in graziosa tailleur tra il viola e il bordeaux, capelli a tre quarti passati col ferro, viso disteso, riposato. Insomma, tutto bene e anche in ottima forma.

Ottima forma

Chiarito il punto, soddisfatti gli occhi, si sono fatte avanti le orecchie. C’era molta attesa di ascoltare la premier perchè in queste settimane sono stati i dossier su cui è mancata la sua parola, il suo commento e punto di vista. L’interpretazione originale dei fatti. Ad esempio il Def incompleto per non dire inesistente, con stime di venti miliardi che mancherebbero alle casse dello Stato per affrontare il minimo indispensabile nella prossima manovra. Intorno al Def in bianco, senza linee programmatiche ma sono con i tendenziali i ministri si sono profusi in un balbettio generale e la promessa: “Manterremo tutte le promesse fatte e le misure in essere quest’anno, dal taglio del cuneo alla riduzione delle aliquote Irpef”. E poi il terremoto in Puglia che riguarda l’opposizione, senza dubbio, ma la questione morale riguarda tutti e anche Fratelli d’Italia ha avuto il suo arresto per voto di scambio a Palermo. Il caso Santanchè, la ministra del Turismo su cui ora pendono accuse molto antipatiche per un ministro della Repubblica. Ieri la ministra è venuta a conoscenza di un secondo avviso di conclusione indagini, l’anticamera della richiesta di rinvio a giudizio: l’indagine sui bilanci di Visibilia si chiude con l’ipotesi del falso in bilancio.  Due settimane fa c’era stata la truffa ai danni dell’Inps. Anche su questo c’era molta attesa di sentire le parole della premier dalla sua viva voce e non veicolate da un comunicato scritto. Per non parlare delle liste per le Europee su cui ancora si attende di sapere se la premier sarà in campo oppure no. Se e quali ministri vorrà candidare per fare da acchiappavoti. Insomma, sentire la premier su quello che sta accadendo nel Paese e anche fuori, sulle guerre, sull’Europa, è una legittima aspirazione di chiunque. Non solo dei giornalisti.

Il problema è l’utero in affitto 

Nulla di tutto ciò. Meloni ha parlato ma fatto la scelta di parlare di un tema molto identitario per il suo partito, certamente fuori dall’agenda, molto simpatizzante con la Chiesa, il Papa e l’elettorato cattolico: famiglia, figli, demografia, utero in affitto, procreazione assistita. I toni sono stati istituzionali, non da palco di Vox per intendersi, ma i contenuti da campagna elettorale. Si dirà che il tema del convegno della ministra Roccella era il futuro, i giovani, l’ambiente e l’Europa e che quindi di questo doveva parlare la premier.  Ci sono però tanti modi per farlo, allargando o meno l’analisi dei problemi. 
Invece il problema del futuro dell’Europa è l’utero in affitto.  “E’ una pratica disumana, sostengo la proposta di legge per cui diventi un reato universale e spero venga approvata quanto prima”. La maternità surrogata - di chi non può avere figli e delle coppie omosessuali - “alimenta un mercato transnazionale spacciandolo con un atto di amore” ma “nessuno mi può convincere che sia un atto d'amore considerare i figli come un prodotto da banco in un supermercato, non è un atto d'amore trasformare il legittimo desiderio di avere un figlio in un diritto che puoi garantirti con qualsiasi mezzo, con qualsiasi mezzo possibile”.

La ricetta contro l’inverno demografico 

L’Italia e l’Europa hanno senza dubbio un problema enorme , quello demografico e delle poche nascite da cui deriva anche un serio problema di mantenimento della spesa per il welfare, tasse e quindi pensioni. Quindi occuparsi della curva demografiche è senza dubbio il problema. “La sfida della natalità non tocca solo noi italiani - ha detto Meloni -  coinvolge con forza l'Europa intera perché la denatalità è un problema europeo e occidentale. Purtroppo non c’è una sola nazione europea che raggiunga il cosiddetto tasso di sostituzione”. I singoli governi possono fare molto, se non si affronta con decisione il problema della denatalità “tutto il resto che cerchiamo di portare a casa può servire al massimo a svangare (cit. romanesca ha detto la premier, ndr) i prossimi mesi o una legislatura. Qualsiasi politico serio non può governare la sua nazione se non si pone il problema di cosa sta lasciando dopo di sé”. Ha anche aggiunto che la spesa per la famiglia e i figli è una spesa buona, un debito buono perchè ha “moltiplicatori eccezionali”. E qui uno si aspettava qualche indicazione su dove recuperare i soldi per la prossima manovra dove, per come sono messe le cose oggi, molte voci destinate alla famiglia e alle mamme non hanno copertura.

Il problema non sono i soldi ma la narrazione 

E invece la chiave del racconto è stata “il tipo di narrazione dominante nate in Italia”. Non è la cassa, cioè i soldi, il problema, il fatto che mancano asili, che una donna che lavora non sa a chi lasciare il figlio appena nato, che il welfare per l’infanzia è praticamente a zero. Il problema secondo Meloni sta soprattutto nella dimensione culturale. Ha scomodato addirittura i “cattivi maestri” che per decenni avrebbero picconato la narrazione sulla famiglia. “Per molti anni - ha detto la premier -  in Italia c’è stata un'impostazione culturale generalmente ostile alla famiglia. Alla base di questo problema non ci sono solo fattori culturali ma anche molti fattori economici e sociali. Le nuove generazioni hanno paura del futuro, che è fatto di lavoro incerto, di precarietà. Si tende ad aspettare la stabilità economica per mettere su famiglia ma quando quella stabilità arriva in molti casi è troppo tardi. Per questo le politiche sulla casa e sul sostegno alle giovani coppie sono fondamentali ed è il lavoro che questo governo sta portando avanti”. Però nessun intervento concreto sarà mai sufficiente “se prima non invertiamo a monte la narrazione che per anni è stata fatta: è stato detto per decenni che mettere al mondo un bambino avrebbe compromesso libertà, sogni, carriera, in alcuni casi la bellezza, che quindi era una scelta che in fondo non era conveniente”. E’ andata oltre la premier, ha collocato politicamente questi “cattivi maestri”  quando ha detto che  “questi messaggi  sono arrivati in alcuni casi da cattedre da cui si dava il 6 politico”. Insomma, la libera scelta di una donna di fare o non fare un figlio è stata frutto di una narrazione sbagliata, di una emancipazione fuorviante. Ci voleva un premier donna per affermare un concetto del genere. Evviva.

Nuova accusa per la ministra 

La notizia del nuovo sviluppo di indagini su Daniela Santanchè arriva quando la premier ha da poco minuti chiuso il suo intervento al tempio di Adriano. In ogni caso Meloni all’uscita ha evitato i giornalisti e quindi i microfoni. E comunque nessun commento è arrivato anche più tardi nella forma del comunicato. Comunque la Procura di Milano ha chiuso l'inchiesta con l’ipotesi di falso in bilancio per la presunta gestione irregolare di Visibilia Editore a carico della fondatrice ed ex presidente Daniela Santanchè e altri indagati. Il 22 marzo alla ministra del Turismo era stato notificato un altro avviso di chiusura delle indagini preliminari per la presunta truffa all'Inps nell'erogazione indebita della cassa integrazione in deroga Covid-19 per 13 dipendenti di Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria. Sono in totale 17 persone indagate e 3 societa' (Visibilia Editore, Visibilia srl in liquidazione e Visibilia Editrice) i destinatari dell’avviso di chiusura indagini firmato dalla procuratrice aggiunta Laura Pedio e dai sostituti Marina Gravina e Luigi Luzi. I reati contestati, a vario titolo, sono false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali di società quotate. Con la ministra risultano indagati anche l'attuale compagno Dimitri Kuntz D'Asburgo Lorena e il precedente Canio Mazzaro, la sorella Fiorella Garnero e la nipote Silvia Garnero. Tutti loro hanno avuto ruoli nel consiglio di amministrazione di Visibilia Editore nel periodo compreso tra il 2014 e il 2023. La ministra Santanchè non ha voluto commentare i nuovi sviluppi e per tutto il giorno ha proseguito la sua attività in Sicilia, a Siracusa, alla mostra del cinema. Vivace anche l’attività social. Sui meriti del governo, ovviamente.

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
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